Mongolia 18 giorni dalle steppe al deserto

scoprire la mongolia

1-   Partenza dall’Italia

2–  Arrivo a Ulaanbaatar:  visite al Monastero di Gandan, al palazzo Bogd Khan, salita sulla  collina di Zaisan. Pernottamento in hotel.

3-  U.B. – zona nomadica – famiglia nomade. Dopo la visita al Museo di storia della Mongolia,   si lascia la capitale per immergersi subito nella realtà nomade più vera e autentica: saremo ospiti di una famiglia di pastori che in estate pongono il loro campo a circa 180 km a sud-ovest di Ulaanbataar. Si avrà la possibilità di partecipare alla vita quotidiana di questa famiglia; non è un incontro “programmato” e le persone non sono solite ospitare degli stranieri. Pernottamento in tenda.

4-  Famiglia nomade – Bagh Gazryn Chuluu – Ikh Gazryn Chuluu. In mattinata si lascia la famiglia per dirigersi verso Bagh Gazrin Chuluu, un complesso di rocce che nasconde al suo interno le rovine di un monastero, dove si sosta per il pranzo. Dopo la visita si prosegue verso Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Nei pressi vi è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note. Pernottamento in campo gher.

5-   Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga. Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. In quest’area si ritrovano molti fossili di origine marina, poiché questa zona un tempo era sommersa. Da lontano, le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona si trovano anche numerosi dipinti rupestri, petroglifi e antiche iscrizioni. Oggi il pranzo è al sacco lungo il percorso. Pernottamento in campo gher.

6-   Tsagaan Suvraga – Yoliin Am. Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yolyn Am, chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Si pongono le tende all’uscita della valle.Pernottamento in tenda.

7-  Yoliin Am – Bayanzag. Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si esplora la zona. Famiglia nomade – tenda.

8-   Bayanzag –  graffiti di Khavtsagait – Khongoryn Els. Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso.  Si giunge  poi al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher.

9-   Khongoryn Els  – Monastero di Ongh. Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi conduce al monastero di Ongh, un tempo un esteso complesso monastico che si trovava su una importante arteria carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher.

10-  Onghiin –  cascate di Ulaan Tsutgalan nella valle dell’Orkhon. si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Famiglia nomade – tenda.

11-  Cascate di Ulaan Tsutgalan – monastero di Tuvkhun  – monastero di Shank. Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; trascorreremo con i monaci parte della giornata; si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po’ spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica.

12-  Monastero di Shank – Kharkhorin –  Terme di Tsenker. Partenza per le acque termali di Tsekher, passando prima per Khushuu Tsaidam dove si trovano i monumenti del Re dei Turchi Bilig Khan, costruito nel 732 d.C.. Visita ad una famiglia mongola, trascorrendo mezza giornata con loro. Possibilità di noleggiare cavalli per escursioni nella zona. Trasferimento per le acque termali di Tsenkher. Pernottamento in campo gher.

13-  Terme di Tsenker –  lago Tsagaan Nuur. Trasferimento verso il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più ‘giovane’ dei quali è il Khorgo. La strada si dipana tra monti e vallate, e dal punto più alto del percorso si può godere un panorama d’inimmaginabile bellezza. Pernottamento in campo gher.

14-  Lago Tsagaan Nuur. Giornata dedicata alla visita della zona vulcanica e all’incontro con una famiglia locale allevatori di yak. Pernottamento in campo gher.

15-  Tsagaan Nuur –  Lago Ughii. Dopo colazione partenza ed arrivo al lago Ughii, famoso per i moltissimi uccelli migratori che vi sostano durante la stagione estiva e per l’abbondanza di pesci. Pernottamento in campo gher.

16-  Lago Ughii –  arrivo a Ulaanbaatar. Nel pomeriggio arrivo in città e spettacolo musicale. Pernottamento in hotel.

17-  Ulaanbaatar.  Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

18-  Partenza per l’Italia.


 
COSTO A PERSONA : 1.900 Usd per persona, per un minimo di 4 pax

LA QUOTA COMPRENDE:

macchina russa Uaz, 4×4, autista,  benzina
albergo a Ulaanbaatar, 4 stelle, camera doppia (supplemento stanza singola* 30,00 euro per ogni notte)
campi gher, 1 gher per 4 persone (supplemento singola* 20,00 euro per ogni notte)
pensione completa
guida parlante inglese
ingressi per musei, monasteri, parchi nazionali indicati nel programma
tasse locali
tutti i trasferimenti in città secondo il programma
tutti i trasferimenti da e per aeroporto

LA QUOTA NON COMPRENDE
le bevande non menzionate o consumate dal minibar in camera, se presente
pasti non menzionati o ordinati in camera o consumati in ristoranti diversi da quello previsto
e mance, i facchinaggi, le esigenze personali e le escursioni facoltative
tasse aeroportuali
il visto
il volo internazionale
l’assicurazione
il soprappeso nei voli nazionali ed internazionali
il noleggio dei cavalli e dei cammelli
tutto quanto non menzionato nella voce “La quota comprende”

NOTE

 * solo con il pagamento del supplemento

 

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