Il Grande Festival delle Aquile nel Bayan Olgii dal 27 settembre al 8 ottobre 2019

Viaggo con guida parlante italiano, costo 1350 usd( dollari ) compresi i voli interni, nessun supplemento per i vegetariani.

 

 

 

Molto Importante, i voli per l’Ovest non sono molti e sono piccoli velivoli, per non rischiare è meglio prenotare con molto anticipo.

Il viaggio porta nelle regioni nord occidentali mongole degli Altai, il territorio spettacolare dove si erge l’imponente catena montuosa del Tavan Bogd: un’area selvaggia condivisa da kazaki, mongoli e tuvini che è stata lo storico confine naturale tra due mondi culturali, quello nomadico mongolo e quello stanziale di influenza musulmana centroasiatica. Si inizia con un trekking, praticabile anche a cavallo: sicuramente il modo più bello per gustare le bellezze naturali, alla scoperta di valli, foreste e laghi, incontrando diverse famiglie di nomadi kazaki. Quindi si partecipa all’evento più importante dell’anno, il grande raduno per la caccia con le aquile, dove i più esperti in quest’arte venatoria si sfidano in prove di destrezza con i loro stupendi rapaci. Al termine si potrà poi decidere se fare un estensione di tre giorni per vedere la Mongolia centrale che  include Kharkhorin e  il Parco di Khustai.

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti

 

BAYAN ULGII, LA REGIONE DEL TAVAN BOGD

 La regione mongola di Bayan Ulghi offre una grande varietà ambientale ed è coronata dalla catena dei monti Altai, che distano 2000 chilometri da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui si trova la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, “i cinque illuminati”), un’area che forma il confine tra i tre paesi; la cima più alta è il monte Belukha (4,506 mt), posizionato oltre il confine negli Altai russi. Sparsi tra questi stupendi monti si trovano una ventina di grandi ghiacciai, tra cui il Potanina è il più esteso. Una delle aree più belle è il parco nazionale di Altai Tavan Bogd, che si estende tra la Mongolia e il confine cinese, e raccoglie numerosi laghi tra cui l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.

Gli abitanti sono in maggioranza kazaka, di religione musulmana e di lingua turca; hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 per pascolare pecore e capre nel periodo estivo ed all’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine. La moschea di Ulghi dopo la caduta del socialismo è stata riaperta e il pellegrinaggio alla Mecca ha ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non devono usare il velo e gli uomini amano consumare alcolici. Dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, con un considerevole flusso di persone durato alcuni anni, e ci sono state lunghe trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di avere la doppia cittadinanza, risolta per ora con il permesso a loro concesso di entrare in Kazakistan senza visto.

Questa parte della Mongolia, anche perché dista un lungo viaggio di quattro giorni da Ulaanbaatar, ha maggiori contatti con le regioni confinanti russe e cinesi. La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante; durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli profonde utilizzando case di legno, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna. Questi pastori utilizzano delle tende molto simili alle grandi gher mongole, con alcune differenze che le rendono tipiche ed affascinati.

 IL FESTIVAL DEI CACCIATORI CON LE AQUILE

La caccia con le aquile è un’attività che viene praticata da millenni dai nomadi kazaki alla fine dell’estate. I cacciatori, provenienti da tutti gli angoli della regione del Bayan Ulgii, si ritrovano una volta all’anno per partecipare ad un’emozionante gara di caccia a cavallo utilizzando solo maestose aquile reali tenute su di un braccio protetto da un enorme guanto e sostenuto da un bastone che poggia sulla sella del cavallo.

L’aquila reale (Aquila Chrysaetos) raggiunge una lunghezza che può variare tra i 75 e gli 88 cm e l’apertura alare può raggiungere i 2,30 mt, mentre il suo peso arriva fino a 6 – 7 kg. Le dimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine, che dai cacciatori kazaki sono preferite agli esemplari maschi. Cacciano in prevalenza volpi, ma anche marmotte e a volte lupi. Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono forti e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi ed affilati ed il quarto dito, opposto agli altri, è munito di un’unghia più lunga che trafigge le prede. L’aquila è dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta dell’uomo con un campo visivo di 300 gradi. Il piumaggio è di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di “reale”. L’addestramento di questi uccelli, che vengono catturati da piccoli, è lungo e impegnativo e il cacciatore lo inizia utilizzando come prede delle pelli di animali. Il rapace viene legato ad una corda e quando afferra la pelle gettata nelle sue vicinanze viene premiato con un pezzo di carne, che sarà sempre più consistente man mano che l’uccello perfeziona la propria abilità nell’artigliare la preda. Il rapporto che si viene a creare tra l’uomo e l’animale è molto stretto e dura fino a quando il rapace non viene liberato al compimento del decimo anno di vita.

Poiché le aquile cacciano in prevalenza volpi, la caccia si svolge quando la Mongolia si ammanta di bianco, e le pellicce sono migliori. Gli uccelli vengono tenuti bendati con un cappuccio, fino a quando il cacciatore avvista una preda: l’aquila viene lanciata in aria e s’innalza in cielo per poi fiondarsi in picchiata. Questa gara è una vera e propria sfida di abilità e velocità dove alla fine viene eletto il cacciatore con l’aquila più precisa. Oggi nel Bayan Ulgii sono rimasti circa 450 cacciatori tradizionali e questo evento è importante anche perché e l’ultima occasione d’incontro collettivo prima della calata del freddo inverno. A contorno del contesto venatorio vengono celebrate feste con danze e canti tradizionali.

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta.
pitale si pernotta cinque notti in hotel locali (sei se si rientra via terra), sei notti in tenda Ad Ulaanbaatar si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle e nella zona del Tavan bogd in una gher comune, si segnala che il bagno è esterno.  La cucina proposta è semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Il viaggio richiede un certo spirito d’avventura, poiché nella regine degli Altai si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando anche in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Partecipare al trekking

Per partecipare bisogna essere persone preparate fisicamente, ma non servono precedenti esperienze di trekking difficili o di preparazione alle condizioni di vita in alta montagna; è importante riuscire a essere a proprio agio in situazioni di fatica anche prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse. Si percorrono tappe giornaliere di 5/6 ore con il supporto di cavalli che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura.

Per chi volesse, c’è la possibilità di effettuare questa parte del viaggio a cavallo (pagando un piccolo extra di circa € 15 al giorno). Si usano animali docili facilmente cavalcabili anche dai meno esperti. Si consiglia, nel caso di questa opzione, l’acquisto in Italia di ghette o stivali.

Clima e attrezzatura
Il clima tra fine settembre ed inizio ottobre è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra i 5 e i 15 gradi, con possibili punte minime notturne al di sotto dello zero. E’ necessario avere un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di almeno -8C°; Alfredo Savino, guida del viaggio, può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Si ricorda che il clima in questa terra è sempre imprevedibile e incline a repentini cambiamenti, da giorni caldi di sole si può passare a nevicate improvvise o a gelate.

La mappa

Cattura altai

 

 

27 settembre Venerdi: Partenza dall’Italia                       

28 settembre: Arrivo a Ulaanbaatar Arrivo in Mongolia, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotelscelto dal gruppo   Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova una enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo signore teocratico. hotel

29 settembre: Ulaanbaatar – Khovd  – Gurvan Tsenheriin Agui Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per la città di  Khovd capoluogo dell’omonima regione; la partenza è prevista alle 11.30 (orario da confermare) e il volo dura circa 2 ore. Atterrati, ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando nella caverna di Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell’Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune meravigliose pitture che risalgono al Paleolitico (da 12.000 a 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, capoluogo dell’omonima regione; questo centro fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città a essere stata liberata dai cinesi nel 1912. hotel

30 ottobre: Khovd – Parco del Tsamba Garav Uul L’esplorazione di questa remota regione inizia dirigendosi verso est, raggiungendo le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), ubicato al confine di tre aimag (regioni mongole): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd. E’una delle più belle cime sempre innevate della Mongolia. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina e si effettua un’escursione per avvicinarci ai ghiacciai del Tsamba-Garav. Si percorrono circa 150 km; pernottamento in tenda.

1 ottobre: Parco del Tsamba Garav Uul – Olgi (si pronuncia olghi) Si lascia l’imponete montagna per seguire la spettacolare strada che porta al capoluogo del Bayan Ulgii, che dista da Ulaanbaatar circa 2000 km. Pernottamento presso l’Hotel Duman o simile, un semplice albergo locale.

2 ottobre: Ulgii – Parco nazionale del Tavan Bogd Oggi si entra dopo aver attraversato due remoti paesi e paesaggi mozzafiato l’entrata del parco del Tavan Bogd. tenda

3  ottobre: Campo Base del ghiacciaio Potanina e picchi dell’Altai Tavan Bogd  e ritorno all’ingresso dal campo a cavallo  Inizia oggi il trekking, la meta  è il Campo Base del ghiacciaio Potanina, che dista circa 7 ore, ed è posto a circa 3000 mt di quota; si lascia il bagaglio non necessario perché l’indomani si rientra al medesimo punto di sosta. Si percorrono lunghi falsipiani, non si attraversano creste e non si incontrano passaggi esposti. Si posizionano le tende al Campo Base, dove si ammirano il ghiacciaio Potanina e tutte e cinque le vette del Tavan Bodg, tra cui l’Huiten Uul (4373 mt) – che è la vetta più alta della Mongolia – e il Belukha (4506 mt), la più alta cima degli Altai che è in territorio russo. circa 30 km.gher

4 ottobre: Ritorno ad Ulgii  Oggi raggiungiamo le vetture per il rientro a Ulgii. Pernottamento in famiglia per 3 notti.

5-6 ottobre: Festival delle aquile Si dedicano le giornate ad ammirare le gare di abilità e velocità del contesto. Dalle alture circostanti i cacciatori tolgono i cappucci ai loro maestosi animali e li lanciano verso il cielo. Nel frattempo vengono rilasciate le prede, le aquile perdono lentamente quota, poi, con uno scarto improvviso e fulmineo, piombano sulla preda immobilizzandola. Qui interviene il cacciatore che deve essere celere a raggiungere i contendenti, prima che la preda possa ferire l’aquila. A contorno del torneo vi sono molti eventi paralleli come concerti, sfilate con abiti tradizionali, mercatini di borse e tappeti di feltro tradizionali. E’ molto particolare il “Kokbar”, che ricorda molto il Buskashì, il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E’ un gioco privo di regole: basta impossessarsi della carcassa. Dopo le premiazioni, si avrà il tempo per visitare questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. Per finire, si segue un concerto di musica tradizionale Kazaka.

7 ottobre: Partenza per Ulaanbaatar Oggi si ritorna ad Ulaanbaatar a secondo dell’orario di partenza si avrà tempo libero a disposizione, o   si visiterà il Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi monasteri rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar.  hotel

9 ottobre: Partenza per l’Italia

Possibile estensione con ritorno via terra dal Bayan Ulgii costo 500 usd( già confermata)

7/10 Ulgii – Lago Achit – Ulaangom  
Partenza per la regione di Uvs, famosa per la varietà degli ambienti naturali e per la presenza del lago più grande del Paese, che dà il nome alla regione. Prima di arrivare ad Ulaangom, una sonnacchiosa cittadina che è il capoluogo della regione, ci si ferma al lago Achit, che si trova a 1435 mt sul livello del mare ed ha una superficie di 290 kmq. Arrivati in città, pernottamento presso l’hotel Chingis Khaan o simile; si percorrono circa 300 km.

8/10 Ulaangom – Tosontsengel  
Si salutano i compagni che rientrano a Ulaanbaatar in aereo e si inizia l’affascinante percorso verso est: la capitale dista da qui circa 1500 km. La meta di oggi è Tosontsengel, una lunga tappa di circa 580 km che impegna per l’intera giornata; arrivati, si alloggia presso un hotel locale.

9/10 Tosontsengel – Lago Terkhin Tsagaan Nuur 
Si prosegue la grande traversata con una deviazione verso sud est per raggiungere il lago di Terkhin Tsagaan Nuur, dove si alloggia presso una famiglia locale; la tappa è di circa 250 km.

 10/10 Terkhin Tsagaan Nuur – Kharkhorin – Monastero di Shank  
Al mattino si parte presto in direzione sud est percorrendo una buona strada asfaltata che costeggia per un lungo tratto il fiume Chuluut, attraverso un ambiente in gran parte di steppa con canyon formati da antiche eruzioni magmatiche, e si arriva a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po’ spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. Si percorrono circa 340 km.

11/10 Monastero di Shank – Parco Nazionale di Khustai Nuruu  
Si salutano i compagni di viaggio che vanno a UlaanBaatar e si parte per il Parco Nazionale di Khustai Nuruu, che dista circa 280 km verso est. Qui si ha la possibilità di vedere i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche come Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi, ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. È prevista un’escursione nel parco dove, oltre a questi cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri ancora. Pernottamento nel campo gher Khustai o simile.

12/10 Khustai Nuruu – Ulaanbaatar  
Ormai la capitale dista solo più circa 100 km ad est; giunti a destinazione, si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e passeggiare per la città.

 13 ottobre, volo di rientro 
Il rientro in questa data è consigliato con Turkish Airlines. La partenza è alle 11.05 con arrivo a Istanbul alle 17.25; da qui, la partenza per Milano Malpensa è alle 21.50 con arrivo alle 23.45 e per Roma Fiumicino alle 22.30 con arrivo alle 00.05 (orari da confermare).

Possibile estensione costo 300 dollari a persona minimo 3 persone

14 ottobre: Ulaanbaatar – Kharakorin( Monastero di Erdene zuu) Partenza per la città di Kharakhorin, dove sorgeva Kharakhorum, vecchia capitale politica, culturale ed economica del paese, fondata da Chinggis Khaan. Oggi di questo glorioso periodo della città si conservano solo due tartarughe di pietra: originariamente erano quattro e segnavano i confini della città. Visita del Monastero Erdene Zuu che fu il primo Monastero buddista in Mongolia e fu costruito sui ruderi di Kharakhorin nel 1584. Il Monastero ha 108 stupa e tre templi principali (dedicati alle tre età del Buddha). Guesthouse
15 ottobre: Kharakhorin – Parco di Khustai
Il Parco Nazionale di Khustai Nuruu dista circa 280 km verso est. Qui si ha la possibilità di vedere i cavalli selvatici di Przewalski, noti anche come Takhi o Pony della Mongolia. Questo animale è il parente più prossimo del cavallo domestico; negli anni ‘60 erano scomparsi ma grazie ad un programma di reinserimento ora è possibile ammirarli. E’ prevista un’escursione nel parco dove, oltre ai cavalli selvatici, sono presenti diverse specie animali come il cervo rosso asiatico, le gazzelle della steppa, i gatti selvatici manul ed altri. Pernottamento nel campo gher Khustai o simile.
16 ottobre: Parco Khustai – Ulaanbaatar
La capitale dista ora solo circa 100 km ad est; giunti a destinazione si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’arrivo. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e girare in città.
17 ottobre: Partenza per l’Italia

Pernottamenti in famiglia: si tratta di famiglie che vivono in gher (tenda in feltro, abitazione tradizionale dei popoli nomadi della Mongolia) e che, avendo delle gher in più (solitamente 4 o 5), le mettono a disposizione dei viaggiatori. Qui è necessario avere un sacco a pelo (oppure avvisarci in anticipo, in modo che ve lo facciamo procurare). Il bagno non c’è… quindi bisogna arrangiarsi “en plain air”…I pasti vengono preparati dagli accompagnatori insieme alle famiglia o ai monaci.
**Gher Camp: si tratta di campi turistici attrezzati, con bagni, doccia calda, lenzuola pulite e ristorante. Si ispirano alla abitazione tradizionale mongola, fatta in tende di feltro.
Il programma di viaggio può subire variazioni sia per quanto riguarda gli incontri che l’itinerario. Tali modificazioni possono essere determinate dalla momentanea indisponibilità delle comunità ospitanti o da variazioni delle condizioni sociali ed ambientali che si determinano nel momento in cui si effettua il viaggio.

 

                                  LE QUOTE COMPRENDONO

Fuoristrada Russo 4×4 massimo 4 persone per mezzo( il furgone uaz ha 7 posti compreso il guidatore)
 albergo a Ulaanbaatar, di 3 stelle
 campi turistici, 1 gher per 2 persone*,  nelle famiglie si dorme assieme
  pensione completa, tranne in capitale ed ad Olgii
   interprete  parlante italiano
  ingressi per musei, monasteri, parchi nazionali indicati nel programma
   tasse locali
 tutti trasferimenti in città secondo il programma Biglietto festa del Naadam
  tutti trasferimenti da e per l’aeroporto se con il volo aeroflot o turkish in caso contrario 15 usd servizio taxi
     

                              LE QUOTE NON COMPRENDONO

Le bevande non menzionate o consumate dal minibar in camera, se presente e l’acqua.
 pasti non menzionati o ordinati in camera o consumati in ristoranti diversi da quello previsto
  le mance, i facchinaggi, le esigenze personali e le escursioni facoltative
 tasse aeroportuali
  il visto
  il volo internazionale
   l’assicurazione
  il soprappeso nei voli nazionali ed internazionali
  il noleggio dei cavalli e dei cammelli
    

 

                               per informazioni

 

Sainsanaaviaggi@gmail.com

 

 

 

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