Il calendaro mongolo

IL CALENDARIO MONGOLO

Il calendario adottato ufficialmente in Mongolia è oggi, per ovvie ragioni di praticità, il calendario solare, ma la tradizione che ha sempre attribuito ai cicli lunari un agrande influenza sulla vita umana non è stata cancellata. Le festività sono quindi ancora quelle del calendario lunare e, a parte rare eccezioni, generalmente i calendari portano la doppia computazione dei giorni.

I Mongoli affermano d’essere stati loro ad insegnare ai Cinesi l’astrologia, e che noi siamo in errore a definire cinese lo zodiaco basato sui dodici animali. L’origine di tale computo degli anni, imperniata sul numero dodici, è chiaramente di tipo buddista, anche se non è improbabile un assorbimento ed una rielaborazione nel buddismo di miti e convinzioni precedenti.

La leggenda dice che Budda chiamò a sé gli animali per assegnare loro il compito di proteggere e influenzare un anno ciascuno, essi si presentarono in un certo ordine, chi più chi meno velocemente, e, a seconda dell’ordine di arrivo, fu loro assegnato un posto corrispondente nel ciclo cosmico. Un racconto mongolo in proposito dice che il cammello ed il topo, dovevano disputarsi l’ultimo posto (che è poi il primo, essendo il ciclo rappresentato da un cerchio) e che a vincere sarebbe stato colui che avesse visto per primo la luce del mattino. Fatto sta che il cammello, presente in moltissime altre leggende mongole, non compare nello zodiaco, e la sua assenza viene imputata, secondo il mito, all’astuzia del topo.

Gli animali dominano anche i giorni e le ore, sempre in un ciclo di dodici. Ogni momento della giornata è quindi caratterizzato da uno dei vari animali, e chiaramente, l’influenza che questi hanno sulla porzione di tempo che dominano crea momenti astrologici differenti a seconda della combinazione che si viene a creare.

Ma non sono solo gli animali ad influire sulla natura e sull’uomo, vi sono anche gli elementi che formano l’universo ( fuoco, acqua, legno, terra, ferro). Anche i colori che sono legati agli elementi si uniscono in questo complicato calcolo per eseguire il quale entrano in ballo i lama astrologi. Esiste, fra i lama, una specializzazione di uffici in base alla quale ognuno conosce a fondo, della grande massa di nozioni e credenze, solo un settore specifico. I lama astrologi spendono il loro tempo nella compilazione dei calendari, che non sono dei semplici riferimenti numerici di confronto fra il sistema solare e quello lunare, ma riportano invece prescrizioni, consigli, ammonimenti quotidiani per ciascuno, compresa, fra queste, la direzione che si deve prendere al mattino appena usciti dall’abitazione, se si vuole che la propria giornata sia positiva.

Così come gli animali sono divisi in forti e deboli, anche gli anni lo sono; sono deboli gli anni dispari, sono forti quelli pari. Ogni mese è fatto di 29,5 giorni, e ogni tre anni si aggiunge un mese. L’anno di tredici mesi è considerato positivo in quanto apportatore di fortuna e prosperità.

Affermare che tutti i Mongoli credano nel calendario astrologico e che lo seguano pedissequamente è azzardato, ma posso garantire che tutti lo leggono almeno per curiosità. Nell’ambito poi di contesti particolari, funerali, matrimoni, capodanno ed altre festività salienti, non solo si consulta il calendario per avere una sommaria idea in proposito, ma ci si rivolge al lama o ad un astrologo specializzato, per farsi dare indicazioni specifiche.

Una giovane coppia, che conviveva da qualche anno (avevano anche perso un bambino, nel frattempo) decise di spostare il giorno del proprio matrimonio da un sabato ad un mercoledì perché il lama aveva affermato che i loro due segni sarebbero stati sotto migliori auspici se uniti in tale giorno. Da notare che il rito celebrativo era di tipo civile e che lo sposo, per il suo anticonformismo, non aveva neppure informato la propria madre (vedova) che avrebbe regolarizzato la propria unione. Nonostante i settanta anni di ateismo di stato e di razionalismo dichiarato, tali credenze sono ancora ben radicate, derivate dall’intensa convinzione che Tengri, il cielo, signore di tutte le divinità e di tutti gli spiriti, molta parte abbia nella vita di ciascuno.

L’antica religione ricompare a sprazzi, anche se mescolata con le teorie buddiste più recenti, come infiltrazione, in Mongolia. Il computo degli anni, delle sedi dello spirito e la definizione del termine della vita, raggiunto o meno al momento del trapasso, viene effettuato sulle falangi delle quattro dita, ogni falange ha un elemento che la caratterizza ed altri particolari che sono di ausilio nella interpretazione dei fatti. Solo un grande studio consente di capire a fondo i legami e le connessioni, ma tutti sanno, quantomeno, darsi una piccola risposta, semplicemente numerando sulle proprie dita, tutti sanno, ad esempio, che i segni che cadono sullo stesso dito, nella numerazione che segue verso il sole, sono tra loro ben compatibili e che quindi, in frangenti particolari di rischio, quali la vestizione del morto o il taglio rituale dei capelli, indicata ad eseguire tali pratiche sarà una persona con il segno compatibile con quello del defunto o del bambino.

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