La cultura nomade e il Festival del Naadam Dal 30 giugno al 13 luglio 2018

La cultura nomade e il Festival del Naadam
Dal 30 giugno al 13 luglio 2018 

Costo a persona 1380 dollari , gruppo minimo  3 persone( volo escluso) nessun supplemento per i vegetariani.

 

 

Il viaggio segue un ampio anello che porta a nord ovest di Ulaanbaatar all’antico monastero di Amarbayasgalant ed al lago di Oghi  da qui si procede verso sud est per Kharkhorin, dovi si trova il più antico monastero della Mongolia e si dormirà presso il piccolo ma vitale monastero di Shank, da qui si scende verso il deserto del Gobi dove si esplorano aree naturali stupende arrivando a Bayanzag, alle grandi dune di Khongoryn Els ed a Yolin Am, ultima propaggine dei monti Altai. Si rientra godendo della magia di Tsagaan Suvraga e dei monti granitici di Ikh Gasriin, le cui evocative forme plastiche hanno ispirato infinite leggende. Con un percorso così completo si potrà vivere appieno una realtà che offre, oltre alle bellezze naturali, un intenso mondo spirituale che è saldamente collegato in tutte le sue forme alle forze della natura, così fortemente presenti in questo Paese L’itinerario è molto ricco, spazia da monasteri immersi nella natura ai luoghi storici e mitici della cultura mongola; si esplorano sia i territori settentrionali che meridionali. Il tour consente la visita di entrambe queste due parti in modo equilibrato, e nasce da una profonda conoscenza di queste terre; è un viaggio perfetto per chi vuole scoprire le diverse anime della Mongolia, i luoghi più famosi ma anche quelli non toccati dal turismo. Sono previste escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di qualche ora.

Viaggio con guide locali. Alloggio in piccoli alberghi e in gher (tradizionali tende mongole). Spesso i bagni sono sostituiti da latrine (durante i pernottamenti in famiglia può anche capitare che il bagno sia “en plain air”). E’ richiesto ai partecipanti di portare in viaggio un sacco a pelo (per le notti nelle gher).

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti

MONGOLIA: FESTA DI NAADAM
La moderna festa di Naadam nasce nel 1921 per celebrare l’indipendenza della Mongolia. Per due giorni ogni anno, l’11 e 12 luglio, allo Stadio Centrale di Ulaan Baatar davanti a decine di migliaia di composti spettatori si svolgono le competizioni, precedute da una sfarzosa cerimonia a cui prende parte anche il Presidente della Repubblica. Anticamente nel calendario le ricorrenze più note erano la festa della luna bianca, quando si aspergeva dell’airag, il latte di giumenta fermentato, e quella d’estate quando si teneva il grande Quritai, la riunione di tutti i più grandi guerrieri. Ma i cosiddetti ‘giochi virili’: lotta, tiro con l’arco e corsa dei cavalli, che caratterizzano il Naadam, non erano menzionati nei testi del XIII secolo.

Nel XVII secolo si hanno le prime testimonianze dei tre giochi che si svolgevano usualmente alla fine delle cerimonie religiose. Le cerimonie estive includevano l’aspersione dell’airag, l’apertura del tempo della mungitura, l’adorazione dell’Ovoo e il rituale di sottomissione ai Lama mongoli, che prevedeva l’offerta di un mandala da parte dei nobili laici. Tutti questi rituali erano compiuti sia dai grandi che dai piccoli clan, ed il principale era tenuto a Khuriye, l’antica Ulaan Bataar, con la partecipazione di tutti i quattro Aimag Khalkha. Questi erano costituiti da tutti i mongoli che vivevano lungo i fiumi Selenge, Orkhon e Tuun che si raggrupparono in un’unica grande etnia, quella dei Khalkha, che nel XVI secolo crearono uno stato e una lingua che divennero poi quelli ufficiali della nuova Mongolia. Questo gruppo oggi rappresenta l’86% dell’intera popolazione. Nel 1697 il Danshug delle sette bandiere Khalkha divenne il maggiore evento sociale dei mongoli ed in questo contesto i giochi virili divennero un momento d’intensa rivalità tra le diverse località e tra i laici e i monaci. Già in quell’epoca partecipavano fino ad oltre mille lottatori e tremila cavalieri.
Nel 1912 con l’indipendenza dalla Cina il Danshug e i suoi giochi vennero spostati all’ultimo mese lunare dell’estate e divenne un incontro nazionale dove i tre giochi erano la grande celebrazione della nuova nazione. Nel 1922 il governo socialista iniziò a limitare le cerimonie religiose e decretò di abolirle completamente nel 1923, decidendo che si tenessero solo i giochi nella giornata dell’11 luglio, dando a questi un puro significato temporale. Ma la rivalità tra monaci e laici non diminuì, e la vittoria di un Lama nel 1937, nel bel mezzo della campagna antireligiosa, portò all’arresto di questo e di altri monaci.
Dopo la seconda guerra mondiale il tiro con l’arco e la lotta furono spostati dalla campagna al nuovo stadio della capitale. Durante il socialismo i tre giochi continuarono nella maniera tradizionale, ma la cerimonia d’apertura riprendeva quelle russe.
Dal 1990 con la caduta del socialismo il Naadam ha ripreso il suo pieno vigore; a Ulaan Bataar inizia con una parata ufficiale al mausoleo di Sukebaatar e Choybalsan, proseguendo solo con la guardia d’onore che indossa le nuove divise in stile semi tradizionale.
Più piccoli Naadam sono tenuti in tutti i capoluoghi della Mongolia; in queste località l’evento è meno sfarzoso ed imponente, ma per il visitatore spesso il rapporto con i mongoli è molto più intenso e sincero.

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 3300 km.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia in guesthouse, nel monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come erano nelle vecchie campagne italiane),   in alberghi locali e nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa ed anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’ organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale ed ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Clima e attrezzatura
Il clima ad agosto è secco, le temperature previste sono tra i 10 ed i 35 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. Il nord della Mongolia è un ambiente più umido, dove in luglio sono possibili piogge.  E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’ interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali.

I TRE GIOCHI VIRILI DEL NAADAM

La lotta
(bukh in mongolo) è uno degli sport nazionali della Mongolia. Assieme al tiro con l’arco ed alla corsa con i cavalli rappresenta uno dei principali avvenimenti del Naadam, la festa nazionale di luglio, dove i fortissimi lottatori si cimentano nella conquista del titolo di “Titano della Mongolia”.
E’ uno sport esclusivamente maschile, e si narra che il costume abbia la foggia attuale, con il petto scoperto, perché parecchio tempo fa una donna riuscì ad aggiudicarsi il trofeo contro i migliori campioni. Per impedire che altre sue emule potessero partecipare, sotto mentite spoglie, si decise di confezionare la “giubba” in modo che fossero coperte solo le spalle e la schiena. In ambito sociale la lotta è davvero importante, tanto che durante i festeggiamenti per il capodanno lunare si svolgono anche le finali del campionato di lotta, e la serata di capodanno è considerata conclusa alla proclamazione del campione, il quale godrà di grande stima per tutto il resto dell’anno e anche oltre. I due campioni al momento della presentazione indossano un tipico cappello in segno di rispetto per l’avversario. Durante l’incontro l’allenatore lo terrà in mano seguendo la lotta a distanza ravvicinata.
Le regole sono particolari, vince chi riesce a far toccare terra con una qualsiasi parte del corpo il proprio avversario. Il vincitore danza quindi attorno alle insegne delle orde di Gengis Khan, emulando con i passi un’aquila in volo e coprendo in segno di protezione con le proprie “ali” lo sconfitto.

Il tiro con l’arco
Con un bersaglio posto sul terreno a 70 ÷ 75 metri di distanza dalla linea di tiro, l’arciere tiene l’arco, durante la trazione della corda, in posizione orizzontale e lo mette velocemente in posizione verticale al momento del tiro.
Ogni arciere ha a disposizione 20 frecce per 3 turni di tiro: 4 per il primo, 8 per il secondo ed il terzo. Il terzo turno però avviene con le spalle rivolte al bersaglio; l’arciere deve torcersi velocemente sul busto e scoccare, nel medesimo istante, la freccia. Quest’ultimo virtuosismo ripropone una classica tattica dei cavalieri mongoli che durante le battaglie, dopo essere entrati in contatto con il nemico, si voltavano repentinamente simulando la fuga, facendosi inseguire dai nemici per poi bersagliarli con le frecce torcendo il busto all’indietro.
Contrariamente all’arco inglese, che aveva una potenza di tensione di 35 kg ed una capacità massima di gittata di poco più di 200 metri, l’arco mongolo può avere una potenza di tensione fino a 70 kg e la gittata fino a 300 metri.
L’arco si compone generalmente con di elementi: legno, nervo e corno. Viene teso molto più dell’arco inglese assumendo una forma di tre quarti di cerchio ed i rivestimenti di nervo e corno riprendono velocemente la posizione iniziale, dando alle frecce una propulsione maggiore.
Tutte le fasi delle gare di tiro, a cui possono partecipare anche le donne, sono accompagnate da specifici incitamenti verbali, cantilenati dagli arbitri e da tutti coloro che restano nei pressi del bersaglio.

La corsa a cavallo
I cavalieri sono alcune centinaia di bambini, maschi e femmine fino ai 12 anni. E’ una corsa sfrenata di 30 chilometri che porta dalla steppa alle porte della città il nugolo di piccoli cavalieri tra urla concitate e nuvole di polvere. Un’allegra tempesta che si abbatte repentina per la gioia di tutti!
I primi cinque arrivati vengono premiati tra la gioia dei presenti, ma i veri festeggiamenti non vanno ai piccoli atleti, ma ai cavalli che sono i veri eroi della gara e che vengono nominati, dopo esserne stati abbondantemente aspersi, “i cinque dell’Airak”, e a questi vengono dedicate poesie e canzoni.

mappa del viaggio

  Clicca sulla mappa per vedere i dettagli dell’itinerario

 PROGRAMMA DI VIAGGIO:

   29  giugno 2018: partenza dall’Italia Volo internazionale operato da Aeroflot, Turkish airlines, Air chine

  30 giugno Ulaanbaatar Arrivo ad Ulaanbaatar e trasferimento in hotel. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan (il titolo che veniva dato alle guide spirituali buddhiste), che fu il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. Pernottamento in hotel.

   1 luglio: Ulaanbaatar – Amarbayasgalant Partenza per Darkhan, situata a nord di Ulaanbaatar. Poco prima di entrare in città si devia verso ovest arrivando al monastero di Amarbayasgalant, uno dei più belli ed importanti della Mongolia. Pernottamento in famiglia*.

  2 luglio: Amarbayasgalant – Uraan Togoo Visita del monastero costruito nel 1737 e dedicato a Zanabazar, il primo imperatore-lama, scienziato e grande scultore, la cui salma venne traslata qui nel 1779. Escursione nei dintorni del monastero fino alla montagna degli otto stupa e visita del cimitero degli unni, il ‘Khirgisuur’. Dopo le visite si prosegue verso ovest transitando da Erdenet, la città delle miniere di rame, e si prosegue per il parco naturale di Uraan Togoo, famoso per i suoi due vulcani spenti. Pernottamento in campo gher*.

  3 luglio: Uraan Togoo – Lago Ugii Partenza per il lago Ogii. Con i suoi 25 kmq di superficie è uno dei più grandi laghi della Mongolia Centrale; è situato a 1.387 mt, un paradiso faunistico ricco di uccelli e di pesci. Pernottamento in famiglia*.

  4 luglio: Lago Ugii – Kharakorin – Erdene Zuu – Monastero di Shankh Al mattino si parte presto in direzione sud est percorrendo una buona strada asfaltata che costeggia per un lungo tratto il fiume Chuluut, attraverso un ambiente in gran parte di steppa con canyon formati da antiche eruzioni magmatiche, e si arriva a Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po’ spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. Si percorrono circa 250 km.

 5 luglio Monastero di shankh eremo di Tuvkhun . Dopo la cerimonia religiosa,  si raggiunge l’eremo di Tuvkhun, situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche,  recentemente restaurato, si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Pernottamento in famiglia*.

  6 luglio: eremo di Tuvkhun – Monastero di Ong La tappa di oggi conduce al monastero di Ongh, un tempo un esteso complesso monastico che si trovava su una importante arteria carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher*.

  7 luglio: Monastero di Ongh – Bayanzag – Khongoriin Els Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in famiglia*.

  8 luglio: Khongor Els – Tsaagaan Suvarga Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. In quest’area si ritrovano molti fossili di origine marina, poiché questa zona un tempo era sommersa. Da lontano, le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano alle antiche rovine di una città. Pernottamento in gher Camp*.

  9 luglio: Tsaagaan Suvarga – Ikh Gazryn Chuluu La visita prosegue verso Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Nei pressi vi è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note.Pernottamento in gher Camp*.

  10 luglio: Ikh Gazryn Chuluu – Ulaanbaatar Partenza in mattinata per la capitale, che si raggiunge nel pomeriggio tempo libero. Pernottamento in hotel.

  11 luglio: Ulaanbaatar – NAADAAM La prima giornata del festival del Nadaam si apre alle 09.30 quando un picchetto d’onore riceve in consegna i 9 stendardi cerimoniali fatti con code di yak. La cerimonia d’apertura inizia alle 11.00 circa allo stadio del Nadaam con un’ imponente sfilata di monaci ed atleti, soldati in alta uniforme, canti e danze, quindi si susseguono le varie gare: incontri di lotta libera, gare di tiro con l’arco (che si tengono all’aperto in uno stadio apposito, accanto allo stadio principale). Nel pomeriggio ci si sposta nelle vicinanze del luogo dove si tengono le corse dei cavalli, a 50 km dalla capitale.. Pernottamento in hotel.

  12 luglio: Ulaanbaatar – NAADAAM  la mattina ci si sposta per la piana dove si tengono le corse dei cavalli. Qui si può assistere alla preparazione dei cavalli e dei loro fantini che sono bambini, dai 5 ai 12 anni, che lanciano i cavalli in sfiancanti gare che vanno dai 15 ai 30 chilometri a seconda dell’età del cavallo. dopo il pranzo, fatto alla mongola, mangiando il piatto della festa, i famosi nadamiin khushuur, frittele di carne fatte al momento, negli stand che circondano la zona delle corse. Pernottamento In Hotel

 13 luglio: Ulaanbaatar – Italia Partenza da Ulaanbatar con volo di linea.

 *Pernottamenti in famiglia: si tratta di famiglie che vivono in gher (tenda in feltro, abitazione tradizionale dei popoli nomadi della Mongolia) e che, avendo delle gher in più (solitamente 4 o 5), le mettono a disposizione dei viaggiatori. Qui è necessario avere un sacco a pelo (oppure avvisarci in anticipo, in modo che ve lo facciamo procurare). Il bagno non c’è… quindi bisogna arrangiarsi “en plain air”…I pasti vengono preparati dagli accompagnatori insieme alle famiglia o ai monaci.
**Gher Camp: si tratta di campi turistici attrezzati, con bagni, doccia calda, lenzuola pulite e ristorante. Si ispirano alla abitazione tradizionale mongola, fatta in tende di feltro.
Il programma di viaggio può subire variazioni sia per quanto riguarda gli incontri che l’itinerario. Tali modificazioni possono essere determinate dalla momentanea indisponibilità delle comunità ospitanti o da variazioni delle condizioni sociali ed ambientali che si determinano nel momento in cui si effettua il viaggio.

 

 Costo a persona 1380 dollari , gruppo minimo  3 persone( volo escluso) supplemento singola( escluso in famiglia/guesthouse) 150 usd

                                  LE QUOTE COMPRENDONO

Fuoristrada Russo 4×4 massimo 4 persone per mezzo( il furgone uaz ha 7 posti compreso il guidatore)
 albergo a Ulaanbaatar, di 3 stelle
 campi turistici, 1 gher per 2 persone*,  nelle famiglie si dorme assieme
  pensione completa, tranne in capitale
   interprete  parlante inglese
  ingressi per musei, monasteri, parchi nazionali indicati nel programma
   tasse locali
 tutti trasferimenti in città secondo il programma Biglietto festa del Naadam
  tutti trasferimenti da e per l’aeroporto se con il volo aeroflot o turkish in caso contrario 15 usd servizio taxi
     

                              LE QUOTE NON COMPRENDONO

Le bevande non menzionate o consumate dal minibar in camera, se presente e l’acqua.
 pasti non menzionati o ordinati in camera o consumati in ristoranti diversi da quello previsto
  le mance, i facchinaggi, le esigenze personali e le escursioni facoltative
 tasse aeroportuali
  il visto
  il volo internazionale
   l’assicurazione
  il soprappeso nei voli nazionali ed internazionali
  il noleggio dei cavalli e dei cammelli
    

 

                               per informazioni : 

 

 

 

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