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Il nostro primo viaggio del 2019. In Mongolia per i festival dei ghiacci, delle aquile e dei cammelli

INFORMAZIONI UTILI

Da: venerdì 23 febbraio 2018 A: sabato 10 marzo 2018 Durata: 16 giorni

Guida: Alfredo SavinoPartecipanti: massimo 12

 

Per festeggiare l’arrivo della primavera i mongoli hanno riunito tre importanti festival nei primi giorni di marzo: il Festival del ghiaccio a Khubsugul, il Festival delle aquile nel Parco del Bogd Uul ed il Festival dei cammelli bactriani a Bulgan. Il viaggio porta a tutti e tre gli eventi ed offre così l’opportunità di visitare la Mongolia in uno dei periodi più particolari e più folcloristici dell’anno: la fine del lungo inverno, quando le temperature si mitigano,  e l’inizio della primavera. Le temperature previste sono ancora sotto lo zero, ma la costante presenza del sole e l’aria secca permettono lo svolgimento delle attività quotidiane all’aperto. Il viaggio viene eseguito da diversi anni e, opportunamente attrezzati, è alla portata di tutti i viaggiatori: i partecipanti delle scorse edizioni sono tornati entusiasti! Conduce il viaggio Alfredo Savino; si prevede un massimo di 12 partecipanti.

 

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Khubsgul

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Festival dei cammelli

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Moron

 

 

TAPPE

Mappa del percorso – per l’itinerario interattivo cliccare sopra

 

L’itinerario prevede la visita di Ulaanbaatar, la capitale, nel momento più vivo del suo folclore, con il principale monastero buddista della Mongolia e l’antica residenza invernale del suo antico signore teocratico, il Bogd Khan. Da Ulaanbataar si parte alla volta del villaggio di Khankh, raggiungibile da Murun attraversando coi fuoristrada il lago ghiacciato di Khubsugul, uno dei più profondi dell’Asia Centrale. Sempre sul lago ghiacciato, si assiste al Festival del ghiaccio: qui gli spettatori possono dilettarsi con passeggiate a cavallo e corse su slitte trainate da renne o cani, e improvvisarsi scultori di ghiaccio e lottatori.

Si ritorna nella capitale da dove ci si sposta nel Parco Nazionale del Bogd Uul per assistere al Festival delle Aquile. La cerimonia di apertura comincia con la parata dei cacciatori che sfilano a cavallo con le loro aquile, esibendo il loro equipaggiamento. La aquile vengono poi lasciate libere da un’altura e, al segnale del padrone, devono tornare ed appoggiarsi sul suo braccio come avviene durante la caccia. Gli  imponenti rapaci vengono lasciati liberi un’altra volta, per riportare al padrone la pelle di una volpe che il cacciatore esporrà come trofeo sul proprio cavallo.

Ci si sposta poi a Dalanzadgad, nella regione più meridionale del Gobi, per assistere, nel vicino villaggio di Bulgan, al Festival dei Cammelli. L’obiettivo di questo festival, organizzato dal 1997 dall’Associazione dei “Diecimila Cammelli”, è la salvaguardia e la protezione dei cammelli bactriani, l’incentivazione al loro allevamento e l’incremento della produzione di lana. Analogamente, il festival ha l’obiettivo di tutelare l’ambiente, incentivare lo sviluppo ed il turismo sostenibili del Gobi e di educare sia la popolazione locale che gli stranieri all’importanza del cammello nello stile di vita nomade. Il festival dà infatti l’opportunità al viaggiatore di approfondire la conoscenza di questo straordinario animale e di vivere a contatto con i nomadi del Gobi, condividendone le tradizioni. Il festival inizia con la parata dei cammelli, prosegue con il concorso della “Coppia più bella sul Cammello”, valutata in base alla bellezza dei costumi tradizionali e degli addobbi, e si conclude con la premiazione degli esemplari più belli. Fatto curioso: anche i visitatori possono far parte della giuria! Sono inoltre previste una partita di “Camel Polo”, la corsa dei cammelli adulti (12-15 km), sulla quale è possibile scommettere, e la “Corsa di Torom” ovvero di cammelli di due anni cavalcati dai bambini, che copre una distanza di 5-7 km. Un’altra competizione è la staffetta, in cui vengono giudicate varie abilità riguardanti l’addestramento e la cattura dei cammelli, si valutano gli addobbi e si assiste ad altre esibizioni tradizionali.

 

 

GUIDA E ORGANIZZAZIONE DI AMITABA IN MONGOLIA

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo per due mesi e mezzo le regioni dell’ovest e, due anni dopo, la parte orientale. Nel 2006 in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbaatar per esporre la sua ricerca storica. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba per creare percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama. Tra il 2014 ed il 2016, quando è poi stata aperta l’Ambasciata dell’Italia a Ulaanbaatar, è anche stato Console Onorario italiano. Attualmente risiede ad Ulaanbaatar.

Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente (via whatsup e viber) al numero mongolo +97695141436; con skype: gengiskhaan.

I viaggi di Amitaba in Mongolia dal 2010 vengono organizzati con la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’) che è stata fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente la qualità dei servizi offerti. Ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, e, ovunque opportuno, si estendono al di fuori dai circuiti turistici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno di ospiti stranieri in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Amitaba in Mongolia è attiva in diverse attività di sostegno, come indicato nel nostro sito.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici; ci potrà essere della neve sul percorso, ma non sono necessarie le catene. Per gli spostamenti in treno si utilizzano cuccette da quattro letti fornite di lenzuola: i vagoni sono caldi, puliti e sicuri; offrono un modo speciale di spostarsi in questi luoghi. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia in semplici alberghi locali e al lago Khubsgul nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola, asciugamani e sono, soprattutto, riscaldate; si hanno a disposizione anche servizi, docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa, anche vegetariana.
Questo viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel di standard europeo. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, esplorare la Mongolia in questa stagione dell’anno è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale, e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.
Per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto, che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni, ed un passaporto avente almeno 6 mesi di validità al momento dell’ingesso nel Paese.

 

Clima e attrezzatura

Tra fine febbraio ed inizio marzo il clima è freddo, anche se secco, ed è indispensabile prevedere un abbigliamento adeguato a temperature che possono scendere anche a –20° C. Si consigliano: giacca invernale molto pesante, pantaloni pesanti, calzamaglie, maglioni o pile spessi, guanti imbottiti, cappello caldo. Se comunicato con anticipo, tutto questo materiale è acquistabile dall’accompagnatore, che vive in Mongolia, a prezzi molto bassi. Verranno acquistati in loco degli stivali di feltro che andranno indossati sopra le scarpe per tenere caldi i piedi e per diminuire lo scivolamento sul ghiaccio.

 

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Khubsgul

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Festivaldelle aquile

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Gher nella neve

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

1°g.    Venerdì 23 febbraio, partenza dall’Italia
Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è quello della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse. Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca è alle 11.55 con arrivo 17.25; da Roma Fiumicino è alle 12.45 con arrivo alle 18.40. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 20.05 (orari da confermare).

2°g.    24/2 Ulaanbaatar
Arrivo alle ore 7.10. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia, e ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e sulle colline circostanti e dove si trova un’enorme statua del Buddha. Segue poi la visita al Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

3°g.    25/2 Ulaanbaatar, escursione la monastero di Manzuushir 
Ci si sposta al Parco del Bogd Uul a circa 80 km dalla capitale, dove sorge il monastero di Manzushir, fondato nel 1773 e recentemente restaurato. Dell’arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell’area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali selvatici e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, si gode di un panorama mozzafiato.

4°g.    26/2 Ulaanbaatar e partenza per Erdenet 
Visita al mercato più importante della città e della Mongolia, dove sarà possibile acquistare indumenti caldi o oggetti di vita quotidiana dei nomadi. Nel pomeriggio partenza con il treno in direzione della città mineraria di Erdenet. Pernottamento in cuccetta.

5°g.    27/2 Erdenet – Amarbayasgalant – Bulgan
Arrivo ad Erdenet; dopo la colazione, ci si dirige, in circa 2 ore, verso Amarbayasgalant, il “monastero della felicità tranquilla”, uno dei pochi rimasti quasi completamente intatti durante il periodo sovietico, nonostante sia stato saccheggiato. Costruito nel XVIII secolo per ospitare le spoglie di Zanabazar, un importante religioso, il suo stile è quasi esclusivamente cinese. Il colore ocra di questa sontuosa successione di templi contrasta con la natura e le montagne boscose che fanno da sfondo. Dopo la visita si parte per la cittadina di Bulgan, situata ad ovest di Erdenet, un viaggio di circa 3 ore; si pernotta in un hotel locale.

6°g.    28/2 Bulgan –  Murun
Oggi si attraversa la regione del Selenge, la più coltivata del Paese, e si entra in quella di Khubsgul, dove si raggiunge il capoluogo Murun e si sosta per la notte in un albergo locale.

7°g.    1/3 Murun – Khubsgul e traversata del lago ghiacciato fino a Khankh
In mattinata si parte per il lago Khubsgul, che dista a 100 Km, immerso in un pittoresco scenario di montagne (il Monkh Saridag Uul raggiunge i 3.491 metri) con le foreste che si estendono ad ovest. I mongoli lo considerano sacro e gli hanno conferito il rispettoso appellativo di “Madre delle Acque”: si tratta di un immenso bacino di acqua dolce potabile, situato ad un’altezza di 1650 mt e con una profondità massima di circa 260. Da nord a sud ha un’estensione di 136 km e da ovest ad est di 36, con una superficie complessiva di 2760 km2, ma ancora più curioso è il fatto che abbia ben 90 affluenti ed un solo emissario! Durante il lungo inverno la sua superficie gela, formando uno spessore di ghiaccio di oltre un metro che non si scioglie fino all’inizio di giugno; questo consente addirittura ai camion di percorrerne l’intera lunghezza. Giunti ai suoi bordi meridionali, lo si attraversa con i fuoristrada sino all’estremo nord per raggiungere il paese di Khankh, uno dei più isolati della Mongolia, situato vicino al confine russo siberiano. Sistemazione in una locanda.

8°g.     2/3 Khankh – Khatgal   Oggi si riattraversa il lago, percorrendone ancora la superficie ghiacciata, sino al promontorio di Tolgoi, nelle cui vicinanze il giorno successivo si terrà il Festival del ghiaccio. Se si vorrà, ci sarà tempo per un giro a cavallo nella foresta boreale che circonda il lago. Pernottamento in un campo gher a Khatgal.

9°g.     3/3 Lago Khubsgul, Festival del ghiaccio – Murun
Alle 10 di mattina si svolge la grande cerimonia di apertura del Festival del ghiaccio e la prima parte della maratona di pattinaggio. Si potrà assistere al rito sciamanico sacrificale per la “Regina delle Acque” del lago e per il “Re dei Monti” che lo circondano. Nel primo pomeriggio seguirà una competizione di guida di automobili su ghiaccio e si concluderà la giornata assistendo ad uno spettacolo dedicato ai costumi nazionali e all’arte tradizionale. In serata si lascia il lago per tornare nella cittadina di Murun, dove si pernotta nel medesimo albergo.

10°g.    4/3 Murun – Erdenet  e partenza per Ulaanbaatar 
La mattina si parte per Erdenet, da dove in serata si riprende il treno per Ulaanbaatar. Pernottamento in treno utilizzando delle comode cuccette da 4 posti.

11°g.    5/3 Ulaanbaatar – Parco del Bogd Uul (Festival delle aquile) – Mandalgobi
Arrivo in mattinata a Ulaanbaatar e spostamento al Parco del Bodg Uul a circa 30 km dalla capitale, dove si svolge il Festival delle aquile. Nel pomeriggio si parte da qui per la città di Mandalgobi, capoluogo della regione centrale del Gobi, un percorso verso sud di 300 km di buona strada asfaltata; pernottamento in hotel locale.

12°g.    6/3 Mandalgobi – Dalanzadgad – Bulgan
Dopo colazione, fatta di buon mattino, si continua in direzione sud per Dalanzadgad, nel deserto del Gobi; la comoda strada asfaltata attraversa un ambiente selvaggio di montagne, praterie e dune generalmente ricoperte, in questo periodo dell’anno, da un manto di neve. Si prosegue quindi per Bulgan, che dista circa 60 km, dove nel pomeriggio si svolge la cerimonia di apertura del Festival dei cammelli con una parata degli animali bardati a festa, seguita da uno spettacolo di artisti bambini. Pernottamento in una locanda.

13°g.    7/3 Bulgan, Festival dei Cammelli – Dalanzadgad
Giornata dedicata al Festival dei Cammelli. I protagonisti sono i cammelli bactriani, compagni di vita dei nomadi dell’Asia Centrale. Sono previste gare di velocità tra cammelli divisi per età su percorsi di diversa lunghezza, tra i 5 e i 15 km; i primi tre cammelli di ciascuna categoria vengono premiati rispettivamente con medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Si potrà anche assistere ad un’originale partita di polo, dove si cavalcano i cammelli in luogo degli usuali cavalli, a diverse prove di abilità, tra le quali quella di caricare il più velocemente possibile una gher smontata su un cammello, e ad un “concorso di bellezza”, nel quale la prestanza dei cammelli è messa in risalto dalla ricchezza dei finimenti. È di particolare interesse il folclore che circonda questo evento, che richiama tutti i nomadi della regione. Nel pomeriggio ci si sposta a Dalanzadgad, dove si pernotta in un hotel locale

14°g.    8/3 Dalanzadgad – Baga Gazryn Chuluu
Partenza per Baga Gazryn Chuluu, un’area ricca di bellissime formazioni di roccia granitica nel mezzo delle pianure desertiche, dove si trovano anche le rovine di un monastero segreto. Pernottamento in un hotel locale.

15°g.    9/3 Baga Gazryn Chuluu  –  Ulaanbaatar
Oggi si ritorna a nord fino alla capitale; si segue per tutto il tragitto  una comoda strada asfaltata, circa 260 km. Se sarà in calendario, in serata si assiste ad un concerto di musica tradizionale mongola. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

16°g.    Sabato 10 marzo, Ulaanbaatar – Italia
Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaanbataar è alle 8.25 con arrivo a Mosca alle 10.10; partenza per Milano Malpensa alle 12.15 con arrivo alle 13.55 o per Roma Fiumicino alle 14.40 con arrivo alle 16.25.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 1970; + € 130 dopo il 15/1/2018 – Massimo 12 partecipanti

La quota comprende: le spese di iscrizione, le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio), la prenotazione dei voli se richiesta, i trasporti, la colazione ad Ulaanbaatar e la pensione completa nelle altre località, le escursioni indicate nel programma, la presenza della guida italiana.

La quota non comprende: i voli, che costano da € 700 a € 1000 in funzione della data di prenotazione e della compagnia prescelta, il visto, il supplemento per la camera singola, le bevande, le visite e le escursioni non in programma, le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

Voli: Amitaba scorpora dalla quota del viaggio il costo dei voli per permettere a coloro che ne hanno la possibilità di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni.

Supplementi:  € 100 se si prenota dopo il 15/1/2018, € 300 con soli 2 partecipanti e € 320 per la singola.

Visto e documenti: per l’ingresso in Mongolia è richiesto un passaporto con almeno 6 mesi di validità ed un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Per l’espletamento di tutto il necessario Amitaba utilizza solitamente i servizi della società IAS, che è specializzata per le procedure di visto.

Riferimento valutario: il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 16/10/2017 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1803, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Booking sicuro” fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili nel sito di Amitaba e presso il nostro ufficio.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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Nuovo progetto con la Mongolia Kazaka

Oggi è pasqua, ma qui non si festeggia, per cui trascorriamo una domenica normale, che è stata però  illuminata da una bella notizia. Con una famiglia kazaka del Bayan Olgi, regione che si trova a 1700 km da Ulaanbaatar, a cui siamo molto affezionati e ci hanno un po’ adottato, per cui quando  andiamo lì,  ci fanno sentire a casa,  inizierà una collaborazione che spero abbia degli sviluppi importanti. Le donne inizieranno a cucire  e ricamare manufatti, come borse, porta pc, porta telefoni, nel tipico stile kazako e noi li venderemo per loro qui in capitale. Alla base di questa idea c’è la volontà di creare un gruppo di lavoro femminile, che possa sostenere l’economia familiare e assumere allo stesso tempo un ruolo economico importante, nella comunità. Decideranno loro i prezzi, noi faremo solo da tramite.
Speriamo che funzioni!!!!!Tugrug

 

MONGOLIA BIANCA, FOLCLORE DI FINE INVERNO Con i festival del ghiaccio, delle aquile e dei cammelli Dal 26.02.2016 al 09.03.2016

Il viaggio offre la possibilità di visitare la Mongolia in uno dei periodi più particolari: la fine del lungo inverno, quando le temperature si mitigano e la primavera inizia i suoi sentori. Ed è proprio per festeggiare l’arrivo della primavera che i mongoli hanno deciso di riunire tre importanti festival nei primi giorni di marzo: il festival del ghiaccio di Khubsugul, quello delle aquile di Nukhut e dei cammelli bactriani a Bulgan.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio.

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti

Le temperature previste sono sotto lo zero, ma la costante presenza del sole permette lo svolgimento delle attività quotidiane all’aperto. Dalla esperienza conseguita in questi anni di permanenza in Mongolia dell’accompagnatore riteniamo che, se si è opportunamente attrezzati, il viaggio sia alla portata di tutti i viaggiatori.

L’itinerario prevede la visita di Ulaanbaatar, la capitale, nel momento più vivo del suo folklore, con il principale monastero buddista della Mongolia e l’antica residenza invernale del suo antico signore teocratico, il Bogd Khan. Da Ulaanbataar si parte alla volta del villaggio di Khatgal sulle sponde del lago Khubsugul uno dei più profondi laghi di acqua dolce dell’Asia Centrale, dove si assiste al festival del ghiaccio, un’avvincente maratona con i pattini sulle acque ghiacciate. Gli spettatori possono dilettarsi con passeggiate a cavallo, corse su slitte trainate da renne o cani e improvvisarsi scultori dei ghiacci o lottatori. Si raggiunge il lago usufruendo dei mezzi più utilizzati dai mongoli, il treno e i fuori strada. Con il treno si percorre un tratto di transmongolica deviando poi per la città di Erdenet, da dove si prosegue con i fuori strada attraverso la steppa innevata per raggiungere la città di Murun.

Festival delle aquile Festival del ghiaccio Festival cammelli
Festival delle aquile
Festival del ghiaccio
Festival dei cammelli

Si ritorna via aerea nella capitale da dove ci si sposterà nel Parco Nazionale del Bogd uul, per assistere alla Festa delle Aquile; qui la cerimonia di apertura comincia con la parata dei partecipanti che sfilano a cavallo con le proprie aquile. In seguito ogni cacciatore kazako esibisce il proprio equipaggiamento e le aquile vengono lasciate libere da un’altura e, al segnale del proprio padrone, devono tornare ed appoggiarsi sul suo braccio come avviene durante la caccia. Poi gli imponenti rapaci vengono lasciati liberi  un’altra volta, per riportare al padrone la pelle di una volpe che il cacciatore esporrà come trofeo sul proprio cavallo.

Da Ulaanbaatar ci si sposta poi in volo a Dalanzagdag, capoluogo della regione del Gobi, per assistere al Festival dei Cammelli che viene organizzato a Bulgan dal 1997 su iniziativa dell’ ”Associazione dei Diecimila Cammelli”, del Ministero del Turismo e dei Trasporti e della Regione  Omnogobi. L’obiettivo del festival è la salvaguardia e la protezione dei cammelli bactriani, l’incentivazione del loro allevamento e l’incremento della produzione di lana. Analogamente, il festival ha l’obiettivo di tutelare l’ambiente, incentivare lo sviluppo sostenibile del Gobi e della popolazione locale, incentivare il turismo sostenibile ed educare sia la popolazione mongola che gli stranieri all’importanza del cammello nello stile di vita nomade. Il festival dà infatti l’opportunità al viaggiatore di approfondire la conoscenza di questo straordinario animale e di vivere a contatto con i nomadi del Gobi, condividendo le loro tradizioni. Il Festival inizia con la parata dei cammelli e prosegue con il concorso della “Coppia più bella sul Cammello”, valutata in base alla preparazione del costume tradizionale e agli addobbi del cammello; anche i visitatori possono far parte della giuria. Si assiste in seguito alla premiazione del miglior esemplare di cammello da riproduzione e della migliore cammella della regione. In seguito si svolge la partita di “Camel Polo” tra le due migliori squadre. Il festival prosegue con la corsa dei cammelli di età adulta lungo un percorso di 12-15 km e della durata di circa due ore, sulla quale è possibile scommettere, e con la “Corsa di Torom” ovvero di cammelli di due anni cavalcati dai bambini, che copre una distanza di 5-7 km. Un’altra competizione che vede i cammelli protagonisti è la staffetta, in cui vengono giudicate varie abilità riguardanti l’addestramento e la cattura dei cammelli, si valutano gli addobbi e si assiste ad altre esibizioni tradizionali.

Una nota sull’accompagnatore italiano e sulla nostra organizzazione in Mongolia

Alfredo Savino, recentemente nominato Console Onorario per Italia in Mongolia, si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell’ovest e, due anni dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbataar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; con skype: gengiskhaan.

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di  conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote  motrici; ci potrà essere della neve sul percorso, ma non sono necessarie le catene da neve. Le tre tratte aeree vengono effettuate con la compagnia mongola Eznis. Per il viaggio in treno si utilizzano cuccette da quattro letti fornite di lenzuola: i vagoni sono caldi, puliti e sicuri; offrono un modo speciale di spostarsi in questi luoghi. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia in semplici alberghi locali, per le due notti nel deserto in una locanda e al lago Khubsgul nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola, asciugamani e sono, soprattutto, riscaldate; si hanno a disposizione anche servizi, docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana.

Questo viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel di standard europeo e anche noi viaggiatori diventiamo un poco dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree; i campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, esplorare la Mongolia in questa stagione dell’anno è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Clima e attrezzatura

Tra fine febbraio e marzo il clima è molto freddo, anche se secco, ed è indispensabile prevedere un abbigliamento adeguato con temperature che possono scendere anche a – 18° gradi sotto lo zero. Si consigliano: giacca invernale molto pesante, pantaloni pesanti, calzamaglie, maglioni o pile spessi, guanti imbottiti, cappello caldo. Se comunicato con anticipo tutto questo materiale è acquistabile dall’accompagnatore, che vive in Mongolia, a prezzi molto bassi. Verranno acquistati in loco degli stivali di feltro che andranno indossati sopra le scarpe per tenere caldi i piedi e per diminuire lo scivolamento sul ghiaccio.

Khubsgul, festival del ghiaccio Cavalli Festival dei cammelli
Khubsgul, festival del ghiaccio
Cavalli
Festival dei cammelli

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g.  Venerdì 26 febbraio, partenza per la Mongolia

Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca alle 12.00 con arrivo 17.30. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 20.05 (orari da confermare).

2°g.  27/2 Ulaanbaatar  

Arrivo alle ore 7.00. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

3°g.  28/2 Ulaanbaatar e partenza per Erdenet

Visita al mercato più importante della città e della Mongolia, dove sarà possibile acquistare indumenti caldi o oggetti di vita quotidiana dei nomadi. Nel pomeriggio partenza con il treno in direzione della città mineraria di Erdenet. Pernottamento in cuccetta.

4°g.  29/2 Erdenet – Murun

Arrivo verso le otto del mattino alla stazione ferroviaria di Erdenet, dove sono in attesa i fuoristrada con i quali si prosegue il viaggio verso nord alla volta della regione di Khubsgul, che dà anche il nome al lago. Si sosta a Murun, capoluogo della regione, dove si alloggia in albergo.

5°g.  1/3 Murun  –  Lago Khubsgul  

In mattinata dopo una visita al mercato si parte per il lago, che dista 100 Km. Il pomeriggio sarà libero per camminare sulle acque gelate o passeggiare nelle circostanti montagne. Il Lago Khubsgul, che i mongoli considerano sacro e a cui hanno dato l’appellativo di “Madre delle Acque”, è un immenso bacino di acqua dolce, pura e potabile: al centro misura più di 260 metri di profondità, si estende per 136 chilometri da nord a sud e 36 chilometri da ovest a est con una superficie di 2.760 chilometri quadrati ed è situato a un’altezza di 1.650 mt. E’ curioso il fatto che ben 90 fiumi vi immettano le loro acque, mentre soltanto uno ne fa da effluente. E’ immerso in un pittoresco scenario di montagne (il Monkh Saridag Uul raggiunge i 3.491 metri) con le foreste che si estendono a ovest. Durante il lungo inverno la superficie gela formando uno spessore di ghiaccio di oltre un metro e resta gelato fino all’inizio di giugno; ciò consente addirittura ai camion di percorrerne l’intera lunghezza. Sistemazione in campo gher.

6°g.  2/3 Lago Khubsgul  

Alle 10 di mattina si svolge la grande cerimonia di apertura del Festival del Ghiaccio e la prima parte della maratona di pattinaggio. Si potrà assistere al rito sciamanico sacrificale per la ‘Regina delle Acque’ del lago e per il ‘Re dei Monti’ che lo circondano. Nel primo pomeriggio seguirà una competizione di guida di automobili su ghiaccio. In serata ci tiene uno spettacolo dedicato ai costumi nazionali e all’arte tradizionale. Pernottamento in gher.

7°g.  3/3 Lago Khubsgul  

Oggi si svolgono le corse delle renne, le corse sui pattini su brevi distanze, la lotta libera sul ghiaccio, il tiro della fune e la seconda parte della maratona. Conclude la giornata una cerimonia celebrativa.

8°g.  4/3 Khubsgul – Ulaanbaatar

Nel primo pomeriggio volo per Ulaanbaatar (orario da confermare); raggiunta la capitale ci si reca a visitare il Museo di Storia Nazionale della Mongolia. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

9°g.  5/3 Ulaanbaatar, Parco del Bogd Uul

Escursione al Parco del Bogd Uul, nei pressi della capitale, per la Festa delle Aquile.

10°g.  6/3 Ulaanbaatar – Dalanzadgad Bulgan

Dopo colazione trasferimento in aeroporto e volo (orario da confermare) per Dalanzadgad nel deserto di Gobi. Arrivo e trasferimento alla locanda che si trova nella cittadina di Bulgan, che dista circa 80 km. Si attraversa un ambiente selvaggio di montagne, praterie e dune generalmente ricoperte in inverno da un manto bianco di neve. Nel pomeriggio cerimonia di apertura del Festival dei Cammelli con una parata degli animali bardati a festa seguita da uno spettacolo di artisti bambini.

11°g.  7/3 Bulgan  

Giornata dedicata al Festival dei Cammelli. I protagonisti sono i cammelli bactriani, compagni di vita dei nomadi dell’Asia Centrale. Sono previste gare di velocità tra cammelli divisi per gruppi di età su percorsi di diversa lunghezza, tra i 10 e i 15 km; i primi tre cammelli di ciascuna categoria vengono premiati rispettivamente con medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Si potrà anche assistere ad un’originale partita di polo, dove si cavalcano i cammelli in luogo degli usuali cavalli; a diverse prove di abilità, tra le quali quella di caricare il più velocemente possibile un cammello con una gher smontata; e anche a un “concorso di bellezza”, nel quale la prestanza dei cammelli è messa in risalto dalla ricchezza dei finimenti. E’ di particolare  interesse il folklore che circonda questo evento, che richiama tutti i nomadi della regione. Pernottamento in famiglia

12°g.  8/3 Bulgan  – Ulaanbaatar

Dopo la colazione partenza in volo per Ulaanbaatar (orario da confermare) e tempo libero. Se sarà in calendario oggi in serata si assiste ad un concerto di musica tradizionale mongola. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

13°g.  Mercoledi 9 marzo, Ulaanbaatar – Italia  

Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è alle 8.10 con arrivo a  Mosca alle 9.50; partenza per Milano Malpensa alle 12.15 con arrivo alle 13.55 (orari da confermare).

Costo del viaggio

€ 1880 (escluso il volo intercontinentale)

Con solo 2 partecipanti, extra di € 240 – Massimo 12 partecipanti

(Il volo di andata e ritorno per Ulaanbaatar costa da € 650 a € 1000 in funzione della data di richiesta – si consiglia pertanto di prenotare con un buon anticipo)

 

Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari inclusi i tre voli interni e il treno, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel programma, la Polizza Assicurativa di viaggio (polizza base Europ Assistance – su richiesta, possono essere estesi i massimali con un  costo € 70 e può essere emessa la Polizza di Annullamento, costo 4,8% del valore del viaggio) e la presenza dell’accompagnatore italiano. Il costo per la stanza singola è di € 220. Per la Mongolia non è più richiesto un visto, il passaporto deve avere una validità minima di sei mesi al momento dell’ingresso. Il prezzo del viaggio è riferito al cambio euro – dollaro del 15/10/’15 (Banca d’Italia):  € 1 = $ 1.1439.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

Ancora dei posti liberi per il viaggio di Agosto Piste sconosciute della Mongolia

Immagine

Per agosto 2014 abbiamo messo a punto un percorso che è la naturale evoluzione delle tre edizioni precedenti di “Piste sconosciute”. Quest’anno raggiungeremo ed esploreremo a fondo una delle aree più remote e inabitate della Mongolia,  che si trova nella parte più meridionale della regione del Gobi Altai, al confine con la Cina. Qui si possono vedere molti animali rari come il cammello selvatico, l’antilope saiga e il cavallo di Przewalski.

 

Gher Bayangovi
Gher
Bayangovi

L’itinerario segue un grande anello iniziando da Ulaanbataar verso sud ovest scendendo verso la parte più profonda del vasto Gobi. In queste remote regioni, dove è raro incontrare altri visitatori, si trovano due delle perle più preziose della Mongolia: il mitico monte Eej Khairkhan, il cui sacro nome per rispetto non viene neppure pronunciato dai mongoli, e il canyon di Khermen Tsav, pochissimo visitato per la sua remotezza, una vera miniera di fossili di dinosauro, luogo dalla bellezza primordiale con un’incredibile cromaticità delle rocce, uno dei siti più remoti e belli di questo Paese. Il percorso tocca così un ampio insieme di aree di eccezionale bellezza naturale; oltre ai siti menzionati si vedono l’oasi di Zulganai e si arriva al parco nazionale di Otgontenger, un monte ornato di nevi perenni e considerato di estrema sacralità, paragonato da alcuni per via della forma al monte Kailash. Proseguendo, si raggiunge quindi il lago di Tsagaan con il vulcano Khorgo. Il viaggio porta anche in molti dei principali siti di importanza storica, tra cui Kharkorin, l’antica capitale di Gengis Khan, oltre ad Erdene Zuu e la stessa Ulaanbaatar. Vivremo anche un’esperienza unica in Mongolia soggiornando in uno dei più antichi monasteri buddisti, dove la nostra presenza porterà alla comunità monastica un piccolo aiuto finanziario.

 

E’ un percorso che attraversa i molteplici ambienti naturali della Mongolia per quasi 4000 chilometri. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di una giornata.

 

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio. Per delle immagini della Mongolia: Galleria.

 

 

Si prevede un numero massimo di 14 partecipanti

 

Altai
Mappa del percorso – per l’itinerario interattivo cliccare sopra

Una nota sull’accompagnatore italiano e sulla nostra organizzazione in Mongolia
Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell’ovest e, due anni dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbataar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente: al numero mongolo +97695141436, con skype gengiskhaan. I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari sempre nuovi e poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di  conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola. Amitaba in Mongolia sostiene anche le attività di Asral ONG, come indicato nel nostro sito (vedi pagina). 

Nomadi Terkhiin Tsagaan nuur
                             Nomadi
                                        Terkhiin Tsagaan nuur

 Modalità del viaggio 

 Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di quasi 4000 chilometri. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 8 notti in tenda (prima 1 e poi 7 consecutive), una al monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come erano nelle vecchie campagne italiane), 3 in alberghetti locali, puliti ma che ricordano a volte i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e per 6 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati da nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria, fra cui il materassino, dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo. Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando la maggior parte delle notti in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.  

 

Clima e attrezzatura
Il clima in agosto è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.  

La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell’Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi. Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti. L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni. Oggi la Mongolia è indipendente ma drammaticamente priva di risorse; si trovano alcuni insediamenti urbani industrializzati fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole. 

Bichigt khad Bichigt khad
Bichigt khad
Bichigt khad

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici 

 

1°g.  Venerdi  8 agosto, partenza dall’Italia   

Partenza da Milano Malpensa alle 11.00 con Turkish Airlines e arrivo a Istanbul alle 14.45. Il volo transcontinentale da Istanbul per Ulaanbaatar parte alle 19.05. 

2°g.  9/8 Arrivo a Ulaanbaatar  

Arrivo alle ore 10.05, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, dove si trova una enorme statua di Buddha con un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. 

3°g.  10/8 Ulaanbaatar – Arvaikher  

 Al mattino si parte presto in direzione sud ovest su una buona strada asfaltata fino al capoluogo della regione dell’Ovorkhagai, Arvakhaier. Lungo il percorso si sosta alle pendici del monte Khogno Khaan (1967 mt) dove si trova il monastero Erdene Khamba, che ha trovato nuova vita dal 1992 dopo secoli di abbandono seguiti alla distruzione avvenuta nel XVII secolo. Sistemazione presso il semplice hotel Time. La tappa è di circa 420 km. 

4°g.  11/8 Arvaikher –.Lago Orog Nuur  

Si prosegue il viaggio verso l’Orog Nuur, un lago della Mongolia centro-meridionale che si trova a un’altitudine di 1.216 mt.; ha una superficie di 130 kmq con una profondità massima di 4,5 mt ed è situato in una valle a nord del massiccio dell’Ikh Bogd Uul, che fa parte degli Altai; alimentato dall’abbondante acqua dolce del fiume Tujn sta perdendo l’originaria salinità. Si posiziona il campo nelle vicinanze; la tappa è di circa 250 km.

 5°g.  12/8  Lago Orog Nuur – Grotta di Tsagaan Agui ­ – Bayangovi  

Questa tappa vede la metamorfosi ambientale dalla steppa al deserto del Gobi, con un graduale cambiamento di forme e colori. Si arriva alla grotta di Tsagaan Agui, tempestata di cristalli, in cui sono state ritrovate tracce di presenza umana che risalgono a 700.000 anni fa. Ci si accomoda nel campo Gher Goviin Temee; la tappa è di circa 150 km. 

6°g.  13/8 Bayangovi: graffiti rupestri di Bichigt Khad  

 Si visita Bichigt Khad, un canyon ricco di particolari petroglifi risalenti a tremila anni fa. I graffiti sono posizionati sui versanti rocciosi e offrono un’incredibile testimonianza della fauna e della vita dell’uomo nell’età del ferro. Ritorno al campo gher; il percorso è di circa 140 km. 

7°g.  14/8 Bayangovi – Oasi di Zulganai  

 Da Bayangovi si raggiunge l’oasi di Zulganai, attraversata dal piccolo omonimo fiume che nasce negli Altai e si estingue nel deserto. Qui la natura è incontaminata; il tappeto verde di erba e arbusti che la compone si pone in netto contrasto con le sterili colline sullo sfondo di questa tipica oasi del Gobi, dove vive una comunità di bovini “fantasma”. Si posiziona il campo nelle vicinanze dell’oasi; la tappa è di circa 220 km. 

8°g.  15/8 Oasi di Zulganai – Khermen Tsav   

In un paio di ore si raggiunge Khermen Tsav, un luogo che da solo vale un viaggio in Mongolia. Si trascorre la giornata esplorando quest’area incredibile, un labirinto primordiale dove affiora una profusione di ossa dei giganti del passato, immersi in una natura che evoca il senso della creazione e dove la mente si perde nella spettacolare cromaticità delle falesie. Il punto focale è un canyon lungo all’incirca 15 km, Questo è uno dei punti più belli e inaccessibili della Mongolia, ma anche tra i più remoti. Pernottamento in tenda; il percorso è di circa 60 km. 

9°g.  16/8 Khermen Tsav – Oasi di Ekhiin gol

  In mattinata si parte in direzione ovest verso l’oasi di Ekhiin gol; questo luogo isolato è un peculiare risultato della caparbietà umana, una piccola comunità di contadini produce una incredibile varietà di ortaggi. Ma questo luogo nacque nel XIX secolo come terra di produzione dell’oppio ad opera di cinesi del Gansù, che furono poi sterminati per mano di un monaco guerriero. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 120 km. 

10°g.  17/8 Oasi di Ekhiin gol ­– Area strettamente protetta “Gobi A”   

Quest’area, che si estende per 5.311.730 ettari lungo il confine Sud Occidentale della Mongolia a ridosso della Cina, nel 1975 è stata dichiarata protetta e accessibile solo con speciali permessi. E’ un territorio tra i più remoti ed inaccessibili della Mongolia che offre l’ultimo rifugio ad un’incredibile avifauna asiatica e un ampio insieme di animali, permettendo di osservare specie animali a rischio di estinzione che qui hanno trovato un luogo sicuro. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 170 km.

 11°g.  18/8 Area strettamente protetta “Gobi A”  

 Per poter vedere le molte specie salvatiche quali l’ermione, l’asino selvatico, l’originale cammello selvatico bactriano, le gazzelle dalla coda nera, l’antilope Saiga ed altre ancora attraverseremo per due giorni questa area non antropizzata, caratterizzata da un territorio desertico montuoso punteggiato da oasi, in completa autonomia alla ricerca degli animali. Si prevede un circuito complessivo di circa 200 km. 

12°g.  19/8 Area strettamente protetta “Gobi A”  – Montagna sacra  Eej Khairkhan uul   

Si prosegue verso nord ovest fino ad arrivare al mitico monte di Eej Khairkhan, uno dei luoghi più sacri ai mongoli che per sommo rispetto evitano addirittura di pronunciarne il nome: è un equivalente di Uluru (Ayers Rock) in Australia. Venerata già prima dell’arrivo del buddismo, di forma tondeggiante, questa grande montagna di granito che sorge improvvisamente da un mare di sabbia è stata dichiarata monumento nazionale nel 1992. Ai sui piedi si trovano vasche naturali e rocce dalle particolari figure create dal vento. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 150 km. 

13°g.  20/8 Eej Khairkhan – Tainngin Nuruu  

La meta di oggi è la zona dei Tainngin Nuruu, una propaggine dei monti Altai che attraverseremo. Qui i paesaggi e i colori cambiano costantemente e il deserto si trasforma in steppa. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 70 km. 

14°g.  21/8  Tainngin Nuruu – Altai  

Oggi si arriva al capoluogo della regione del Gov Altai, dove il tratto finale della catena montuosa degli Altai incontra il deserto, creando uno spettacolo insolito; pernottamento presso il Tulga Altai hotel. La tappa è di circa 180 km. 

15°g.  22/8 Altai – Uliastai  

 Si raggiunge Uliastai, uno dei capoluoghi di Aimag (regione) più isolati del paese, completamente circondato dalle montagne, che fu la sede di una guarnigione militare mancese nel XVIII secolo. Pernottamento presso l’hotel Uliastai per due notti; la tappa è di circa 200 km.

 16°g.  23/8 Uliastai: escursione al Parco di Otgontenger   

Escursione al parco nazionale del sacro monte Otgontenger, dove questo troneggia con i suoi 3900 metri e sulla cui vetta regna la neve perenne. Arrivati al lago di Khukh si salgono con circa un’ora di passeggiata non impegnativa le due cime del Dayan Uul, sovrastate da stupende formazioni di roccia che sono considerate sacre e venerate dai mongoli; da qui si può ammirare il sacro monte Otgontenger nel suo pieno splendore. Ritorno in hotel; il circuito prevede uno spostamento di circa 120 km. 

17°g.  24/8 Uliastai – Regione di Zavkhain – Lago Tsagaan Nuur 

 L’itinerario prosegue verso nord est con una lunga tappa di spostamento per il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più “giovane” dei quali è il Khorgo. Il percorso si snoda tra monti e vallate, e dai punti più alti si godono panorami d’inimmaginabile bellezza. Pernottamento nel campo gher Ikh-Khorgo; la tappa è di circa 380 km. 

18°g.  25/8 Lago Tsagaan Nuur   

Visita al vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (trad.: cane giallo) e di ghiaccio. Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago, rientrando quindi al campo gher; oggi si percorrono circa 50 km.

 19°g.  26/8 Lago Tsagaan Nuur – Terme di Tsenkher  

 Si prosegue  per la zona termale di Tsenkher, dove le acque raggiungono temperature tra i 60 e gli 80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il bagno nelle terme e si possono provare il massaggio e le cure tradizionali mongole. Pernottamento nel campo gher Altai-Nutag; la tappa è di circa 220 km.

 20°g.  27/8 Terme di Tsenkher – Kharkhorin – Monastero di Shank  

 Al mattino si parte presto proseguendo in direzione Est per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nelle gher che ci mettono a disposizione all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po’ spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 190 km.

 21°g.  28/8 Monastero di Shank – Ulaanbataar  

Ritorno ad Ulaanbaatar, che dista circa 360 km, arrivo e sistemazione presso l’hotel Sant Asar. Si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo. 

22°g.  29/8 Ulaanbaatar  

Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Pernottamento in hotel. 

23°g.  Sabato 30 agosto, volo di rientro   

 La partenza da Ulaanbataar è alle 11.05 con arrivo a Istanbul alle 17.20; partenza per Milano Malpensa alle 20.40 con arrivo alle 22.45. 

 

Eej Khairkhan uul Otgontenger
                            Eej Khairkhan uul                           
                              Otgontenger

Costo del viaggio

€ 3730; fino al 15/6/’14, € 3530

Accompagna il viaggio Alfredo Savino – Massimo 14 partecipanti 

 

Il prezzo comprende i voli internazionali, l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi e ai siti indicati nel programma, l’assicurazione di viaggio e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nelle gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare una gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 90 a testa. Per chi vuole sia la stanza che la gher singole (NB, la stanza singola non è disponibile a Shank) il costo è di € 290 per l’intero viaggio, mentre se si richiede la stanza singola e si usa la Gher con altri il costo è di € 130; la tenda singola viene fornita senza extra costo. L’invio di documenti tramite corriere costa € 25. Per la Mongolia serve un visto; Amitaba può occuparsi della richiesta, che necessita circa due settimane. E’ necessario farci pervenire due copie degli appositi moduli compilati unitamente al passaporto e tre foto; il costo è di € 60 per il visto, più le spese dei corrieri richiesti per trasmettere i documenti. Nell’eventualità di annullamento di voli o ritardi da parte delle compagnie aeree le spese per vitto e pernottamento non previste dal programma sono a carico dei partecipanti. Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 19/12/’13:  € 1 = $ 1,366. Le tasse aeroportuali per il volo comunicateci da Turkish Airlines il 19/12/’13 sono di € 300; eventuali aumenti sono a carico dei partecipanti. 

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede. 

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.