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ANCORA POSTI LIBERI PER MONGOLIA: GLI ALTAI, TERRA DEI KAZAKI AGLI ESTREMI CONFINI DELLA MONGOLIA

INFORMAZIONI UTILI

Da: mercoledì 15 giugno 2016A: martedì 28 giugno 2016Durata: 14 giorni

Guida: Alfredo SavinoPartecipanti: massimo 12

Costo: € 2240 (volo per UB escluso)

Mongolia, bimba nomade

Mongolia, nomade

Altai

Mongolia

Tsenkriin Agui

 

N.B.: chi desidera partecipare al viaggio deve segnalarcelo al più presto per le difficoltà di prenotazione dei voli per Ulaanbaatar.

Il viaggio porta nelle spettacolari regioni nord occidentali mongole di Bayan Ulgii, dove si erge la grandiosa, imponente catena montuosa degli Altai. Un territorio selvaggio, storico confine naturale tra due mondi culturali: quello nomadico mongolo e quello stanziale di influenza musulmana centroasiatica. In queste remote vivono i kazaki, la principale minoranza etnica che con i mongoli condivide le abitudini nomadiche e abitative. Il programma prevede un di trekking 4 giorni, praticabile anche a cavallo, sicuramente il modo più bello per gustare le bellezze naturali e per immergersi in una dimensione che ci trasporta indietro nel tempo alla scoperta di valli, foreste e laghi dall’aspetto alpino, incontrando molte famiglie di nomadi kazaki.

 

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio.
Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti.

 

 

TAPPE

Mongolia gli Altai - Amitaba
Mappa del percorso – per l’itinerario interattivo cliccare sopra

 

La regione di Bayan ulgii

La regione mongola di Bayan Ulghi offre una grande varietà ambientale ed è coronata dalla catena dei monti Altai, che distano 2000 chilometri da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui si trova la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, “i cinque illuminati”), un’area che forma il confine tra i tre paesi; la cima più alta è il monte Belukha (4,506 mt), posizionato oltre il confine negli Altai russi. Sparsi tra questi stupendi monti si trovano una ventina di grandi ghiacciai, tra cui il Potanina è il più esteso. Una delle aree più belle è il parco nazionale di Altai Tavan Bogd, che si estende tra la Mongolia e il confine cinese, e raccoglie numerosi laghi tra cui l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.

Gli abitanti sono in maggioranza kazaka, di religione musulmana e di lingua turca; hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 per pascolare pecore e capre nel periodo estivo e all’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine. La moschea di Ulghi dopo la caduta del socialismo è stata riaperta e il pellegrinaggio alla Mecca ha ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non devono usare il velo e gli uomini amano consumare alcolici. Dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, con un considerevole flusso di persone durato alcuni anni, e ci sono state lunghe trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di avere la doppia cittadinanza, risolta per ora con il permesso a loro concesso di entrare in Kazakistan senza visto.

Questa parte della Mongolia, anche perché dista un lungo viaggio di quattro giorni da Ulaanbaatar, ha maggiori contatti con le regioni confinanti russe e cinesi. La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante; durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli profonde utilizzando case di legno, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna. Questi pastori utilizzano delle tende molto simili alle grandi gher mongole, con alcune differenze che le rendono tipiche e affascinati.

GUIDA E NOSTRA ORGANIZZAZIONE IN MONGOLIA

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo per due mesi e mezzo le regioni dell’ovest e, due anni dopo, la parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaan Baatar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. A marzo 2015 in riconoscimento delle sue qualità e competenze l’Ambasciatore italiano responsabile per la Cina e la Mongolia con sede a Pechino, Alberto Bradanini, gli ha affidato l’incarico diplomatico di Console Onorario italiano in Mongolia in occasione di una cerimonia tenuta ad Ulaanbaatar in onore del nuovo Console.

Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente (via whatsup e viber) al numero mongolo +97695141436; con skype: gengiskhaan.

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

 

 

Altai Altai, cammello Altai, donna nomade
Altai
Altai, cammello
Altai, donna nomade

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è comunque abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta. La maggior parte delle tappe previste prevedono spostamenti compresi tra i 100 e i 200 chilometri.

Fuori da Ulaanbaatar, dove si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle, si pernotta per due notti in semplici hotel e una notte in gher. Si utilizza la tenda per 6 notti (per quattro notti consecutive all’inizio, poi altre due); i campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati dal nostro personale. Viene proposta una cucina semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Tutta l’attrezzatura necessaria è fornita, ad eccezione del sacco a pelo.

Il viaggio richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la “civiltà” non si trovano più hotel e si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree, camminando e pernottando in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Partecipare al trekking

Per partecipare bisogna essere persone preparate fisicamente, ma non servono precedenti esperienze di trekking difficili o di preparazione alle condizioni di vita in alta montagna; è importante riuscire a essere a proprio agio in situazioni di fatica anche prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse. Si percorrono tappe giornaliere con il supporto di cavalli che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura. Per chi volesse, c’è la possibilità di effettuare questa parte del viaggio a cavallo (pagando un piccolo extra di circa € 15 al giorno). Si usano animali docili facilmente cavalcabili anche dai meno esperti. Si consiglia nel caso di questa opzione l’acquisto in Italia di ghette o stivali per coprire l’interno della parte inferiore delle gambe.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 25 gradi, con possibili punte minime notturne di 0 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi; Alfredo Savino, guida del viaggio, può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Alcuni cenni generali e storici

(Per maggiori dettagli, si veda anche la sezione Mongolia)

La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell’Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.

Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.

L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.

Oggi la Mongolia è indipendente ed è  ricca di risorse naturali, il cui sfruttamento rischia ora di stravolgere l’ambiente naturale e il tessuto sociale. Al di fuori della capitale si trovano pochi insediamenti urbani, fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra per motivi industriali e produttivi, dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.

 

Ulaanbaatar, Buddha Bagsch Ulaanbaatar, Bogd Khan Ulaanbaatar, Bogd Khan
Ulaanbaatar, Buddha Bagsch
Ulaanbaatar, Bogd Khan
Ulaanbaatar, Bogd Khan

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g.  Domenica 12 giugno, partenza per Ulaanbaatar
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca alle 12.15 con arrivo alle 16.40; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.  13/6 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 7.00, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office (3*) o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.  14/6 Ulaanbaatar –  Ulgii  
Trasferimento in aeroporto per prendere il volo verso le 11.30 (orario da confermare) che in circa tre ore porta al capoluogo del Bayan Ulgii, che dista dalla capitale quasi 2000 km. All’arrivo ci si sistema presso il semplice hotel Duman o simile e dopo pranzo si visita questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. In alternativa all’albergo locale si potrebbe utilizzare per una notte un campo attrezzato con le gher, le tipiche tende mongole; si trascorrerà sicuramente una notte del viaggio così, o nella data di oggi o in alternativa il 18/6 o il 22/6: è infatti interessante utilizzare le tende tradizionali almeno una volta!

4°g.  15/6  Ulgii – Parco Nazionale di Tavan Bodg   <
Partenza verso il paese di Tsengel, reso famoso dal libro: “Dove volano gli uccelli” di Louisa Waugh; è il più occidentale della Mongolia e punto di partenza per il parco di Tavan Bogd. Il percorso è di circa 180 km. Si posiziona il campo all’attacco del sentiero che porta al campo base della cima più alta della Mongolia; pernottamento in tenda.

5°g.  16/6 Parco Nazionale di Tavan Bodg
Oggi inizia il trekking che porta al Campo Base, si lasciano al campo i bagagli in eccesso e cammelli e cavalli trasportano il necessario. L’avvicinamento al campo base è una lunga passeggiata di circa 7 ore, con un percorso lungo falsipiani, non si attraversano creste e non si incontrano passaggi esposti. Si posizionano le tende al Campo Base, dove si ammirano il ghiacciaio Potanina e tutte e cinque le vette del Tavan Bodg.

6°g.  17/6 Parco Nazionale di Tavan Bodg
Giornata dedicata all’esplorazione della zona; lo Shiveet Hairhan Uul dista da qui ancora circa 6 km. Pernottamento in tenda.

7°g.  18/6 Parco Nazionale di Tavan Bodg – Shiveet Hairhan Uul
Si  prosegue il trekking in direzione del monte Shiveet Hairhan Uul, oggi si prevede una tappa di circa 5 ore. Tutta l’area è abitata dalle genti Tuva, una popolazione di lingua turcofona e di religione sciamanica che proviene dalla Repubblica Popolare di Tuva, una delle 21 repubbliche della Federazione Russa, che fu annessa solo nel 1944. Qui potremo osservare i più grandi petroglifi del periodo Xiongnu, l’epoca in cui l’imperatore Qin Shi Huangdi iniziò la costruzione della grande muraglia cinese (200 a.C circa). Si viene raggiunti dalle jeep e si prosegue per Shiveet Uul (40 km); pernottamento in tenda.

8°g.  19/6 Shiveet Hairhan Uul – Ulgii
Si parte per Ulghi (160 km circa), dove si pernotta di nuovo presso l’hotel Duman o simile; in serata cena tipica kazaka presso una famiglia locale.

9°g.  20/6 Ulghi – Parco del Tsambagarav Uul
Spostandosi con le vetture verso est, si raggiungono le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), una delle più belle cime sempre innevate della Mongolia ubicata al confine di tre aimag (regioni mongole): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina; il percorso è di circa 50 km. Pernottamento in tenda.

10°g.  21/6 Tsambagarav Uul: famiglia di cacciatori con le aquile
Con una semplice passeggiata si raggiunge il ghiaccio dello Tsambagarav Uul, uno dei luoghi più spettacolari della Mongolia. Si viene raggiunti dalle Jeep e ci si sposta di circa 120 km; si giunge in una località dove si visita a una famiglia kazaka i cui componenti maschili sono dei cacciatori con le aquile. I periodi venatori sono l’autunno e la primavera, d’estate questi maestosi rapaci sono tenuti a riposo. Pernottamento in tenda.

11°g.  22/6 Tsambagarav Uul – Gurvan Tsenheriin Agui – Città di Khovd
Ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando nella caverna di Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell’Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune pitture di valore inestimabile che risalgono al Paleolitico (dai 12.000 ai 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, capoluogo dell’omonima regione, che fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città a essere stata liberata dai cinesi nel 1912; il percorso è di circa 250 km. Pernottamento presso il piccolo hotel Hovd.

12°g.  23/6 Khovd  –  Ulaanbaatar
Partenza in volo per Ulaanbaatar in mattinata (orario da confermare). Arrivo in città e sistemazione presso il medesimo albergo utilizzato all’arrivo; nel tardo pomeriggio si assiste a uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canti tradizionali della Mongolia, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

13°g.  24/6 Ulaanbaatar
Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

14°g.  Sabato 25 giugno, volo di rientro
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 8.10 con arrivo a Mosca alle 8.50; partenza per Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo alle 13.45 (orari da confermare).

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2400; fino al 30/4/2016, € 2240 (volo per UB escluso)

Con solo 2 partecipanti, extra di € 350; massimo 12 partecipanti

 

Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari inclusi i voli interni, il trattamento di pensione completa escluse le bevande tranne ad Ulaanbaatar dove è inclusa solo la colazione, gli ingressi ai parchi e ai siti indicati nel programma, la Polizza Assicurativa di viaggio (polizza base Europ Assistance – su richiesta, possono essere estesi i massimali con un  costo € 70 e può essere emessa la Polizza di Annullamento, costo 4,8% del valore del viaggio) e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nella gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare la gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 20 a testa. Per chi vuole sia la stanza che la gher singole (NB, la stanza singola non è disponibile a Shank) il costo è di € 240 per l’intero viaggio, mentre se si richiede la stanza singola e si usa la Gher con altri il costo è di € 210; la tenda singola viene fornita senza extra costo.

 

Per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Amitaba può seguire la procedura con un costo di € 100 più le spese di corriere (circa €15) per la restituzione del passaporto da parte del’Ambasciata.
Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 18/12/2015 (Banca d’Italia):  € 1 = $ 1,0836.

 

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni.
Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.

 

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in Viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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MONGOLIA BIANCA, FOLCLORE DI FINE INVERNO Con i festival del ghiaccio, delle aquile e dei cammelli Dal 26.02.2016 al 09.03.2016

Il viaggio offre la possibilità di visitare la Mongolia in uno dei periodi più particolari: la fine del lungo inverno, quando le temperature si mitigano e la primavera inizia i suoi sentori. Ed è proprio per festeggiare l’arrivo della primavera che i mongoli hanno deciso di riunire tre importanti festival nei primi giorni di marzo: il festival del ghiaccio di Khubsugul, quello delle aquile di Nukhut e dei cammelli bactriani a Bulgan.

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio.

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti

Le temperature previste sono sotto lo zero, ma la costante presenza del sole permette lo svolgimento delle attività quotidiane all’aperto. Dalla esperienza conseguita in questi anni di permanenza in Mongolia dell’accompagnatore riteniamo che, se si è opportunamente attrezzati, il viaggio sia alla portata di tutti i viaggiatori.

L’itinerario prevede la visita di Ulaanbaatar, la capitale, nel momento più vivo del suo folklore, con il principale monastero buddista della Mongolia e l’antica residenza invernale del suo antico signore teocratico, il Bogd Khan. Da Ulaanbataar si parte alla volta del villaggio di Khatgal sulle sponde del lago Khubsugul uno dei più profondi laghi di acqua dolce dell’Asia Centrale, dove si assiste al festival del ghiaccio, un’avvincente maratona con i pattini sulle acque ghiacciate. Gli spettatori possono dilettarsi con passeggiate a cavallo, corse su slitte trainate da renne o cani e improvvisarsi scultori dei ghiacci o lottatori. Si raggiunge il lago usufruendo dei mezzi più utilizzati dai mongoli, il treno e i fuori strada. Con il treno si percorre un tratto di transmongolica deviando poi per la città di Erdenet, da dove si prosegue con i fuori strada attraverso la steppa innevata per raggiungere la città di Murun.

Festival delle aquile Festival del ghiaccio Festival cammelli
Festival delle aquile
Festival del ghiaccio
Festival dei cammelli

Si ritorna via aerea nella capitale da dove ci si sposterà nel Parco Nazionale del Bogd uul, per assistere alla Festa delle Aquile; qui la cerimonia di apertura comincia con la parata dei partecipanti che sfilano a cavallo con le proprie aquile. In seguito ogni cacciatore kazako esibisce il proprio equipaggiamento e le aquile vengono lasciate libere da un’altura e, al segnale del proprio padrone, devono tornare ed appoggiarsi sul suo braccio come avviene durante la caccia. Poi gli imponenti rapaci vengono lasciati liberi  un’altra volta, per riportare al padrone la pelle di una volpe che il cacciatore esporrà come trofeo sul proprio cavallo.

Da Ulaanbaatar ci si sposta poi in volo a Dalanzagdag, capoluogo della regione del Gobi, per assistere al Festival dei Cammelli che viene organizzato a Bulgan dal 1997 su iniziativa dell’ ”Associazione dei Diecimila Cammelli”, del Ministero del Turismo e dei Trasporti e della Regione  Omnogobi. L’obiettivo del festival è la salvaguardia e la protezione dei cammelli bactriani, l’incentivazione del loro allevamento e l’incremento della produzione di lana. Analogamente, il festival ha l’obiettivo di tutelare l’ambiente, incentivare lo sviluppo sostenibile del Gobi e della popolazione locale, incentivare il turismo sostenibile ed educare sia la popolazione mongola che gli stranieri all’importanza del cammello nello stile di vita nomade. Il festival dà infatti l’opportunità al viaggiatore di approfondire la conoscenza di questo straordinario animale e di vivere a contatto con i nomadi del Gobi, condividendo le loro tradizioni. Il Festival inizia con la parata dei cammelli e prosegue con il concorso della “Coppia più bella sul Cammello”, valutata in base alla preparazione del costume tradizionale e agli addobbi del cammello; anche i visitatori possono far parte della giuria. Si assiste in seguito alla premiazione del miglior esemplare di cammello da riproduzione e della migliore cammella della regione. In seguito si svolge la partita di “Camel Polo” tra le due migliori squadre. Il festival prosegue con la corsa dei cammelli di età adulta lungo un percorso di 12-15 km e della durata di circa due ore, sulla quale è possibile scommettere, e con la “Corsa di Torom” ovvero di cammelli di due anni cavalcati dai bambini, che copre una distanza di 5-7 km. Un’altra competizione che vede i cammelli protagonisti è la staffetta, in cui vengono giudicate varie abilità riguardanti l’addestramento e la cattura dei cammelli, si valutano gli addobbi e si assiste ad altre esibizioni tradizionali.

Una nota sull’accompagnatore italiano e sulla nostra organizzazione in Mongolia

Alfredo Savino, recentemente nominato Console Onorario per Italia in Mongolia, si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 vagabondando per due mesi e mezzo nelle regioni dell’ovest e, due anni dopo, nella parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaanbataar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2006 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; con skype: gengiskhaan.

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di  conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote  motrici; ci potrà essere della neve sul percorso, ma non sono necessarie le catene da neve. Le tre tratte aeree vengono effettuate con la compagnia mongola Eznis. Per il viaggio in treno si utilizzano cuccette da quattro letti fornite di lenzuola: i vagoni sono caldi, puliti e sicuri; offrono un modo speciale di spostarsi in questi luoghi. Fuori da Ulaanbaatar si alloggia in semplici alberghi locali, per le due notti nel deserto in una locanda e al lago Khubsgul nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi e sono fornite di letti con lenzuola, asciugamani e sono, soprattutto, riscaldate; si hanno a disposizione anche servizi, docce con acqua calda e una cucina semplice ma sostanziosa anche vegetariana.

Questo viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale non si trovano più hotel di standard europeo e anche noi viaggiatori diventiamo un poco dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree; i campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, esplorare la Mongolia in questa stagione dell’anno è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Clima e attrezzatura

Tra fine febbraio e marzo il clima è molto freddo, anche se secco, ed è indispensabile prevedere un abbigliamento adeguato con temperature che possono scendere anche a – 18° gradi sotto lo zero. Si consigliano: giacca invernale molto pesante, pantaloni pesanti, calzamaglie, maglioni o pile spessi, guanti imbottiti, cappello caldo. Se comunicato con anticipo tutto questo materiale è acquistabile dall’accompagnatore, che vive in Mongolia, a prezzi molto bassi. Verranno acquistati in loco degli stivali di feltro che andranno indossati sopra le scarpe per tenere caldi i piedi e per diminuire lo scivolamento sul ghiaccio.

Khubsgul, festival del ghiaccio Cavalli Festival dei cammelli
Khubsgul, festival del ghiaccio
Cavalli
Festival dei cammelli

Programma del viaggio

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g.  Venerdì 26 febbraio, partenza per la Mongolia

Per raggiungere Ulaanbaatar il volo più comodo è della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse. Con Aeroflot la partenza è da Milano Malpensa per Mosca alle 12.00 con arrivo 17.30. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 20.05 (orari da confermare).

2°g.  27/2 Ulaanbaatar  

Arrivo alle ore 7.00. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

3°g.  28/2 Ulaanbaatar e partenza per Erdenet

Visita al mercato più importante della città e della Mongolia, dove sarà possibile acquistare indumenti caldi o oggetti di vita quotidiana dei nomadi. Nel pomeriggio partenza con il treno in direzione della città mineraria di Erdenet. Pernottamento in cuccetta.

4°g.  29/2 Erdenet – Murun

Arrivo verso le otto del mattino alla stazione ferroviaria di Erdenet, dove sono in attesa i fuoristrada con i quali si prosegue il viaggio verso nord alla volta della regione di Khubsgul, che dà anche il nome al lago. Si sosta a Murun, capoluogo della regione, dove si alloggia in albergo.

5°g.  1/3 Murun  –  Lago Khubsgul  

In mattinata dopo una visita al mercato si parte per il lago, che dista 100 Km. Il pomeriggio sarà libero per camminare sulle acque gelate o passeggiare nelle circostanti montagne. Il Lago Khubsgul, che i mongoli considerano sacro e a cui hanno dato l’appellativo di “Madre delle Acque”, è un immenso bacino di acqua dolce, pura e potabile: al centro misura più di 260 metri di profondità, si estende per 136 chilometri da nord a sud e 36 chilometri da ovest a est con una superficie di 2.760 chilometri quadrati ed è situato a un’altezza di 1.650 mt. E’ curioso il fatto che ben 90 fiumi vi immettano le loro acque, mentre soltanto uno ne fa da effluente. E’ immerso in un pittoresco scenario di montagne (il Monkh Saridag Uul raggiunge i 3.491 metri) con le foreste che si estendono a ovest. Durante il lungo inverno la superficie gela formando uno spessore di ghiaccio di oltre un metro e resta gelato fino all’inizio di giugno; ciò consente addirittura ai camion di percorrerne l’intera lunghezza. Sistemazione in campo gher.

6°g.  2/3 Lago Khubsgul  

Alle 10 di mattina si svolge la grande cerimonia di apertura del Festival del Ghiaccio e la prima parte della maratona di pattinaggio. Si potrà assistere al rito sciamanico sacrificale per la ‘Regina delle Acque’ del lago e per il ‘Re dei Monti’ che lo circondano. Nel primo pomeriggio seguirà una competizione di guida di automobili su ghiaccio. In serata ci tiene uno spettacolo dedicato ai costumi nazionali e all’arte tradizionale. Pernottamento in gher.

7°g.  3/3 Lago Khubsgul  

Oggi si svolgono le corse delle renne, le corse sui pattini su brevi distanze, la lotta libera sul ghiaccio, il tiro della fune e la seconda parte della maratona. Conclude la giornata una cerimonia celebrativa.

8°g.  4/3 Khubsgul – Ulaanbaatar

Nel primo pomeriggio volo per Ulaanbaatar (orario da confermare); raggiunta la capitale ci si reca a visitare il Museo di Storia Nazionale della Mongolia. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

9°g.  5/3 Ulaanbaatar, Parco del Bogd Uul

Escursione al Parco del Bogd Uul, nei pressi della capitale, per la Festa delle Aquile.

10°g.  6/3 Ulaanbaatar – Dalanzadgad Bulgan

Dopo colazione trasferimento in aeroporto e volo (orario da confermare) per Dalanzadgad nel deserto di Gobi. Arrivo e trasferimento alla locanda che si trova nella cittadina di Bulgan, che dista circa 80 km. Si attraversa un ambiente selvaggio di montagne, praterie e dune generalmente ricoperte in inverno da un manto bianco di neve. Nel pomeriggio cerimonia di apertura del Festival dei Cammelli con una parata degli animali bardati a festa seguita da uno spettacolo di artisti bambini.

11°g.  7/3 Bulgan  

Giornata dedicata al Festival dei Cammelli. I protagonisti sono i cammelli bactriani, compagni di vita dei nomadi dell’Asia Centrale. Sono previste gare di velocità tra cammelli divisi per gruppi di età su percorsi di diversa lunghezza, tra i 10 e i 15 km; i primi tre cammelli di ciascuna categoria vengono premiati rispettivamente con medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. Si potrà anche assistere ad un’originale partita di polo, dove si cavalcano i cammelli in luogo degli usuali cavalli; a diverse prove di abilità, tra le quali quella di caricare il più velocemente possibile un cammello con una gher smontata; e anche a un “concorso di bellezza”, nel quale la prestanza dei cammelli è messa in risalto dalla ricchezza dei finimenti. E’ di particolare  interesse il folklore che circonda questo evento, che richiama tutti i nomadi della regione. Pernottamento in famiglia

12°g.  8/3 Bulgan  – Ulaanbaatar

Dopo la colazione partenza in volo per Ulaanbaatar (orario da confermare) e tempo libero. Se sarà in calendario oggi in serata si assiste ad un concerto di musica tradizionale mongola. Pernottamento presso l’hotel Sant Asar.

13°g.  Mercoledi 9 marzo, Ulaanbaatar – Italia  

Per chi è giunto fin qui con Aeroflot, la partenza da Ulaan Bataar è alle 8.10 con arrivo a  Mosca alle 9.50; partenza per Milano Malpensa alle 12.15 con arrivo alle 13.55 (orari da confermare).

Costo del viaggio

€ 1880 (escluso il volo intercontinentale)

Con solo 2 partecipanti, extra di € 240 – Massimo 12 partecipanti

(Il volo di andata e ritorno per Ulaanbaatar costa da € 650 a € 1000 in funzione della data di richiesta – si consiglia pertanto di prenotare con un buon anticipo)

 

Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari inclusi i tre voli interni e il treno, il trattamento di pensione completa escluse le bevande, gli ingressi ai parchi ed ai siti indicati nel programma, la Polizza Assicurativa di viaggio (polizza base Europ Assistance – su richiesta, possono essere estesi i massimali con un  costo € 70 e può essere emessa la Polizza di Annullamento, costo 4,8% del valore del viaggio) e la presenza dell’accompagnatore italiano. Il costo per la stanza singola è di € 220. Per la Mongolia non è più richiesto un visto, il passaporto deve avere una validità minima di sei mesi al momento dell’ingresso. Il prezzo del viaggio è riferito al cambio euro – dollaro del 15/10/’15 (Banca d’Italia):  € 1 = $ 1.1439.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di Partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in piazzale Aquileia 8 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

Mongolia e Rio Tinto ancora in disaccordo

Il costoso finanziamento (5,1 miliardi di dollari) della miniera sotterranea di oro e rame di Oyu Tolgoi sta creando difficoltà al paese, dove la valuta è in discesa e l’inflazione aumenta – La diatriba con Rio Tinto ha allontanato i capitali stranieri e indebolito la moneta locale

Troppi interessi, troppa avidità e troppo rame hanno creato una paradossale crisi finanziaria in Mongolia, dove sono sempre in impasse i negoziati tra il Governo e il gruppo minerario australiano Rio Tinto per il finanziamento della grande miniera di oro e rame di Oyu Tolgoi, la Collina Turchese. Il sito, controllato al 66% da Rio Tinto e al 34% dal Governo, ha iniziato a produrre rame nel luglio scorso e a regime dovrebbe arrivare a estrarre fino a 450mila tonnellate di rame e 400mila once d’oro ogni anno. 

La diatriba però ha allontanato i capitali stranieri e ha fatto cadere la valuta locale, il tugrik. Ieri occorrevano 1790 tugrik per un dollaro: rispetto a dodici mesi prima, la valuta mongola ha perso il 26%, il peggior risultato tra tutte le monete dell’Asia. L’economia cresce ancora al ritmo dell’11,7%, ma è ben lontana dal 17,5% del 2011, appena prima che Rio Tinto decidesse di rallentare lo sviluppo del giacimento. Al centro delle discussioni ci sono i 5,1 miliardi di dollari ancora necessari per l’espansione sotterranea della miniera. 
Ne è conseguito un calo degli investimenti esteri e delle riserve in valuta, mentre la flessione del tugrik ha aumentato il costo delle importazioni e ha spinto l’inflazione al 12,4%. Però le cose potrebbero cambiare velocemente: un accordo tra Governo e Rio Tinto è in grado di fare da volano per l’afflusso di capitali e per la crescita industriale del paese

Da: http://www.firstonline.info