STEPPE E DESERTO DEL GOBI ALLA SCOPERTA DEL PAESE DI GENGIS KHAN GIUGNO 2020

Da: sabato 6  giugno   A: venerdì 19 giugno 2020
 Durata: 14 giorni

Costo a persona 1400 dollari , gruppo minimo  3 persone( volo escluso) nessun supplemento per i vegetariani.

Il viaggio segue un ampio anello che partendo da Ulaanbaatar percorre la Mongolia centrale e meridionale, un percorso di circa 2500 chilometri che spazia dalle praterie e dalle vaste steppe al deserto del Gobi, unendo la scoperta di angoli sconosciuti ed aspetti inediti della Mongolia con luoghi famosi, impossibili da ignorare. Si avrà così una visione d’insieme completa di questa terra così speciale che può regalare la sensazione di essere catapultati in un’altra epoca, se non addirittura su di un altro pianeta, godendo dell’immensità di spazi senza barriere né recinzioni, dove le tenaci persone che vi abitano mantengono tradizioni antiche e rivelano un cuore sorprendente. Sono previste alcune escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di un paio d’ore.

TAPPE

Mappa del percorso – per l’itinerario interattivo cliccare sopra

mappa del viaggio

Allevatore mongolo                                        Bayanzag                                                  Verso Ikh Gazryn Chuluu

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; i tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune arterie stradali principali. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressoché ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 2500 chilometri. Fuori Ulaanbaatar, dove si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle, si pernotta due volte in tenda, due presso famiglie mongole, una nel monastero di Shank e sei nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, fornite di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano sempre i servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento delle parti comuni sono curati dal nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo e del cuscino. Le famiglie che ci ospitano mettono a disposizione delle gher con 4/5 letti senza lenzuola e cuscino, quindi anche per questa sistemazione serve il sacco a pelo; per chi preferisce sarà comunque possibile montare le tende nei pressi. Si segnala che i servizi igienici al monastero di Shank sono rudimentali, come lo erano nelle vecchie campagne italiane.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale ed ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

Clima e attrezzatura

Il clima in giugno è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo, che abbia un gradiente di minimo termico di -5 gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa resistere ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Mamma e bimba                                        Fiume Orkhon                                              Khongoryn Els

     PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario e le sistemazioni previste possono subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g. Sabato 6 giugno, partenza per la Mongolia
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è della Aeroflot; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento ma Amitaba può verificare le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca alle 12.10 con arrivo alle 16.40 e da Roma Fiumicino alle 12.30 con arrivo alle 17.25; per i voli e gli orari da altri porti di partenza contattare Amitaba. Il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g. 7/6 Arrivo a Ulaanbaatar
Arrivo alle ore 6.00, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova una enorme statua di Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g. 8/6 Ulaanbaatar –  Parco naturale di Ikh Gazryn Chuluu
oggi  ci si sposta verso sud, la tappa è di circa 280 km; si posiziona il campo tendato all’interno del complesso granitico di Ikh Gazryn Chuluu in un punto molto bello, ottima base per esplorare il territorio con tranquille passeggiate. Questa catena di monti lunga una trentina di chilometri nasconde interessanti grotte intrise di antiche leggende, tra rocce granitiche consumate dal tempo che creano forme plastiche sorprendenti.

4°g 9/6 Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga
Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, arrivando alle falesie di Tsagaan Suvraga, dove si resta colpiti dai colori intensi delle erosioni; ai propri piedi si apre una distesa di collinette policrome, una incredibile tavolozza naturale con la visuale della steppa all’orizzonte. Questa profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest un tempo era sommersa, probabilmente non dall’antico mare che occupava l’attuale area del Gobi, ma da acque fluviali. Da lontano le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, evocano le rovine di un’antica città; è molto bello percorrere il sentiero che le contorna alla base. Pernottamento al campo gher Tsagaan Suvarga o simile, la tappa è di circa 220 km verso sud.

5°g. 10/6 Tsagaan Suvraga – Valle di Yoliin Am
Si prosegue il viaggio arrivando a sud ovest nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yoliin Am, chiamata a volte nelle guide “Valle delle aquile” (… anche se qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Pernottamento al campo gher Saijrah Gobi o simile; la tappa è di circa 340 km.

6°g. 11/6. Yoliin Am – Khongoryn Els
Oggi si giunge al Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si fa un’escursione alle dune di sabbia più grandi e spettacolari della Mongolia. Salire sulle dune più alte è molto impegnativo, ma se si riesce ad arrivarci si è ripagati con uno dei panorami più incredibili della Mongolia; è sorprende vedere ai bordi delle dune zone d’acqua che rendono fertile la zona formando un ottimo pascolo per i cammelli. Pernottamento in famiglia; la tappa è di circa 160 km.

7°g. 12/6 Khongoryn Els – Graffiti di Khavtsagait – Bayanzag
Proseguendo nel deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano sulle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie sconosciute fino ad allora, tutti resti molto importanti che sono stati portati nei musei. A Bayanzag le falesie terrose rosse che si aprono sulla vastità del Gobi sono spettacolari, ed il sentiero che ne percorre i bordi stupendo. Pernottamento al campo gher Bayanzag o simile. La tappa è di circa 190 km.

8°g. 13/6 Bayanzag – Monastero di Ong
Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi (circa 160 km) conduce alle rovine del monastero di Ongh, che in origine era un esteso complesso monastico posto su un’importante arteria carovaniera che qui seguiva l’omonimo fiume e di cui è stato recentemente ricostruito un tempio. L’ambiente naturale è di particolare interesse per il contrasto tra le montagne scure, che circondano i resti del monastero, e le rive verdi del fiume che solca la piccola vallata. Pernottamento presso il campo gher Ongi Energy o simile.

9°g. 14/6 Monastero di Ong – Fiume Orkhon
In mattinata si lasciano le vestigia del monastero di Ongh proseguendo verso nord; il territorio diventa progressivamente meno arido, più adatto al pascolo, e i cammelli bactriani cedono il posto ad altri armenti. Si giunge nella valle del fiume Orkhon, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco; questo corso d’acqua nasce dalle catene montuose dei Khangai della regione di Arkhangai e scorre verso nord per confluire con il Selenge arrivando fino al lago di Baikal e con i suoi 1.124 km è il fiume più lungo in Mongolia. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 240 km.

10°g. 15/6 Fiume Orkhon – Monastero di Tuvkhun – Tsutgalan
Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato tra le montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. La visita richiede una facile salita a piedi di circa un’ora in mezzo alla foresta. Rientrati ai mezzi, si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Pernottamento presso una famiglia locale; la tappa è di circa 70 km.

11°g. 16/6 Tsutgalan – Kharkhorin – Monastero di Shank
Al mattino si parte presto per Kharkhorin, l’antica capitale dell’Impero Mongolo di Gengis Khan. Oggi è solo un villaggio dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città; su di un panoramico colle alle spalle delle casette è stato eretto un moderno monumento che esalta le antiche glorie dell’Impero, quando questo luogo era il centro del mondo. Si visita il monastero-museo di Erdene Zuu, meta di pellegrinaggio per i mongoli, che colpisce anche per le lunghe mura sormontate da piccoli stupa che ne delimitano lo spazio sacro dalle vaste praterie e dai colli verdi; costruito sui ruderi di Kharkhorin, contiene diversi templi molto interessanti da visitare ed un piccolo museo. Ci si sposta quindi al monastero di Shank, situato a 30 km, dove saremo graditi ospiti. Shank è un piccolo e antico monastero situato in un piccolo villaggio tra le vaste praterie che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan, dove si ammirano alcune importanti tanke del tantra di Kalachakra; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella semplice casa per gli ospiti all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po’ spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 140 km.

12°g. 17/6 Monastero di Shank – Ulaanbaatar
Si parte per Ulaanbaatar che dista circa 380 km di comoda strada asfaltata; all’arrivo si alloggia presso l’hotel Sant Asar o simile

13°g. 18/6 Ulaanbaatar
Visita del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

14°g.  Venerdì 19 giugno, volo di rientro
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 7.10 con arrivo a Mosca alle 8.45; partenza per Milano Malpensa alle 11.05 con arrivo alle 13.40 e per Roma Fiumicino alle 10.20 con arrivo alle 13.20 (orari da confermare).

15°g.

LA PROPOSTA INCLUDE LA PROPOSTA non INCLUDE
1 Guida/interprete parlante inglese o italiano se possibile Bevande fuori e durante i pasti o consumate dal minibar (dove presente) e acqua
Fuori strada 4×4 |  autista | carburante Pasti non indicati nel programma |room service |pasti in ristoranti diversi al programma
Pernottamento a Ulaanbaater in camera doppia Mance | facchinaggio | escursioni facoltative ed eventuali esigenze di carattere personale
Pernottamento in guesthouse con ger condivisa Noleggio Cavalli o Cammelli
Ghercamp gher uso doppia VISTO Mongolo necessario per ingresso nel paese
Pensione completa tranne in capitale Biglietteria AEREA o FERROVIARIA *
Preparazione pasti durante il viaggio a cura della guida Tasse aeroportuali
Ingressi musei, monasteri, parchi nazionali se previsti dal programma Supplemento peso extra su voli nazionali e internazionali
Tasse locali Assicurazione Viaggio *
Trasferimenti in città come da programma a piedi Tutto quando non espressamente indicato nella presente e alla voce “la proposta comprende”
Transfert da /per l’aeroporto con in volo aeroflot  Transfert da /per l’aeroporto con altri voli