MONGOLIA SENZA CONFINI 2018: Gobi, Altai, i Grandi Laghi e la vastità infinita del popolo nomade

INFORMAZIONI UTILI

DA sabato 4 agosto 2018 | lunedì 27 agosto 2018
DURATA24 giorni
GUIDAAlfredo Savino
PARTECIPANTI  14 max

MONGOLIA SENZA CONFINI è un itinerario frutto di anni di ricerca ed esperienza sul posto. Rispetto alle sei edizioni precedenti è stata ulteriormente perfezionata ed ampliata l’esplorazione dei remoti territori più occidentali degli Altai e il  percorso è stato arricchito con l’inserimento dei laghi delle regioni centrali senza andare a discapito della parte iniziale del viaggio che quest’anno si svolge nel profondo e affascinante deserto del Gobi
Il risultato, come si evince dal programma dettagliato, è un itinerario avvincente e completo con un’infinità di punti di estremo interesse

Il viaggio è stato studiato in stretta collaborazione con persone del luogo e con Alfredo Savino, da più di vent’anni appassionato ricercatore della cultura mongola che vi guiderà personalmente in questa esperienza unica

Per un percorso fotografico più completo visitate la Galleria
Per approfondire la conoscenza del Paese visitate  Mongolia

alt=

NOMADE MONGOLO 

alt=

BIMBA MONGOLA 

alt=

FAMIGLIA NOMADE 

CLICCA SULLA MAPPA PER VISUALIZZARE L’ITINERARIO INTERATTIVO DEL PERCORSO 

Il percorso segue un grande anello che inizia dalla capitale Ulaanbataar in direzione Sud Ovest raggiungendo, oltre Yoliin Am e Khongoryn Els, la parte più profonda del vasto deserto del Gobi. In queste remote regioni, dove è raro incontrare altri visitatori, si trovano due delle perle più preziose della Mongolia: il canyon di Khermen Tsav, un luogo tra più remoti e belli del Paese, intriso di un fascino primordiale visitato pochissimo, dove tra l’incredibile cromaticità delle rocce si nasconde una miniera di fossili di dinosauro e il mitologico Monte Eej Khairkhan, il cui sacro nome per rispetto non viene neppure pronunciato dai mongoli . Da qui si procede gradatamente verso Nord Ovest tra luoghi ricchi di magia e bellezze naturali arrivando fino alle remote regioni occidentali dove entrerete in contatto con i nomadi Kazaki che qui sono l’etnia principale e con altri gruppi minori tra cui i Tuvini. Avrete la possibilità di condividere con loro l’ambiente in cui vivono e di esplorare per qualche giorno le falde della maestosa catena dei monti Altai nel parco nazionale del Tavan Bogd che si trova a ridosso del confine cinese.
Questo territorio offre alla vista laghi stupendi quali il Khoton, il Khurgan ed il Dayan contornati da un ambiente poco arboreo e sorprenderà trovare in questi luoghi antichi resti e testimonianze di presenza umana come pitture rupestri e graffiti risalenti fino all’era Paleolitica.
Tornando verso Est si attraverseranno le regioni centrali della Mongolia, regno dei pastori nomadi, dove potrete ammirare pasture di yak, foreste, monti; un territorio  più boschivo con incredibili laghi, vere gemme incastonate tra gli infiniti spazi naturali, tra cui l’Achit Nuur, il Khyargas, il Telmen ed il Tsagaan, quest’ultimo circondato da crateri vulcanici. Dopo una sosta alle terme di Tsenkher incontreremo i principali siti di importanza storica tra cui Kharkorin, l’antica capitale di Gengis Khan dove sorge il monastero di Erdene Zuu e quello di Shank e la stessa Ulaanbaatar.

È un percorso che attraversa per circa 5300 Km i molteplici ambienti naturali del Paese Sono previste escursioni a piedi, che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di qualche ora.
Avrete inoltre l’occasione di vivere un’esperienza unica in Mongolia soggiornando in uno dei suoi monasteri buddisti più antichi dove, grazie al nostro soggiorno, offriremo un concreto supporto economico alla comunità monastica

GUIDA E ORGANIZZAZIONE DI AMITABA IN MONGOLIA

foto Alfredo.jpg

ALFREDO SAVINO 

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine primo legato pontifico a recarsi in Mongolia nel 1245.
Si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’Associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze.
Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo in solitaria per due mesi e mezzo le regioni dell’Ovest e, due anni dopo, quelle Orientali.
Nel 2006, in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’Impero Mongolo, è stato invitato al Congresso Internazionale dei Mongolisti a Ulaanbaatar per esporre le sue ricerche storiche.
Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba studiando percorsi che consentano un vero incontro con la magia di questo Paese che lui ama nel profondo.
Tra il 2014 ed il 2016, prima che venisse istituita l’Ambasciata dell’Italia a Ulaanbaatar, è  stato Console Onorario italiano.
Da 10 anni risiede stabilmente a Ulaanbaatar dove insegna lingua Italiana all’Università Nazionale e parla fluentemente la lingua mongola

CONTATTO DIRETTO 
E-mail sainsanaaviaggi@gmail.com
T +976 95868948 (anche Whatsapp)
SKYPE gengiskhaan

AMITABA 
Dal 2010 Amitaba organizza i propri viaggi in Mongolia insieme alla cooperativa
SAIN SANAA, che in mongolo significa ‘Buona Idea’, e che ha supportato nella realizzazione di questo progetto aggregando un gruppo di persone locali guidate da Alfredo Savino, con l’obbiettivo di curare attentamente ogni dettaglio dei servizi offerti. In SAIN SANAA ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità iniziando dal tracciare itinerari che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più autentica evitando, ove possibile, i classici circuiti turistici.

AMITABA in Mongolia è attiva con diverse attività di sostegno

DETTAGLI DEL VIAGGIO
Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici, solitamente Uaz, seguendo sia strade asfaltate che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli.
I tratti asfaltati sono nei pressi della capitale e lungo alcune delle arterie principali.
Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per viaggiare in Mongolia: sono molto diffuse e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto quasi ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti  più veloci o più lenti in base alle condizioni e alle irregolarità del terreno.
Il percorso complessivo  è di circa 5300 Km

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 9 notti in tenda di cui 5 consecutive, a seguire 2 notti consecutive di albergo, 1 al monastero di Shank  – segnaliamo che a Shank i servizi igienici sono rudimentali, come lo erano nelle vecchie campagne Italiane – , 4 in piccoli alberghi locali, dove a volte possono capire mal funzionamenti degli impianti idrici – il più spartano di questi sarà a Gurvantes, e per 5 notti nelle Ger: le tipiche tende mongole che troveremo in campi fissi forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi ger si trovano anche servizi igienici e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e con proposte vegetariane. Per il pernottamento in tenda  saranno invece utilizzate tende di tipo europeo a due posti e una tenda comune dove saranno consumati i pasti.
L’allestimento della tenda cucina sarà curata da nostro personale mentre le tende individuali saranno montate direttamente dai partecipanti, con il nostro aiuto chiaramente se necessario. Sain Sanaa fornirà tutta l’attrezzatura necessaria tra cui il materassino fatta eccezione per il sacco a pelo.

Il viaggio richiede un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando la maggior parte delle notti in tenda; i campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel, e gli alberghi locali sono molto basici. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è l’esperienza unica  d’incontro con una popolazione cordiale, ospitale e in totale connessione con il suo splendido ambiente naturale stupendo.

CLIMA E ATTREZZATURA
Il clima in agosto è mediamente piuttosto secco, le temperature previste oscillano tra i 10 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Sain Sanaa può comunque provvedere al noleggio (€ 25 sacco lenzuolo incluso) o all’acquisto (€ 50).
L’abbigliamento dovrà essere resistente ad acqua e vento, portare scarponcini comodi  e leggeri modello trekking possibilmente in goretex, munirsi di creme solari protettive e occhiali da sole. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino di piccole dimensioni dove sistemare l’occorrente per la giornata.
Segnaliamo che fuori dalla capitale lungo il percorso non ci sono lavanderie.

CENNI GENERALI e STORICI 
La Mongolia è vasta quasi 5 volte l’Italia e la maggior parte del suo territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 m e poche aree coltivabili.
La popolazione di circa 3,2 milioni di abitanti si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato. La matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomade e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a Nord troviamo il territorio della Taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a Ovest i monti Altai, dal Centro ad Est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il Sud è il regno indiscusso del deserto del Gobi.
Le origini della Mongolia, secondo le fonti storiche, si individuano nella presenza di tribù di stirpe Unna a partire dal V secolo e di stirpe Turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad Est e alla piana del Danubio ad Ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed efficienti equipaggiamenti.
L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico, nel 1921, circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando. Sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.
Oggi la Mongolia è indipendente ma drammaticamente priva di risorse. Vi sono alcuni insediamenti urbani industrializzati fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomade è costituito principalmente dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre. La maggioranza dei nomadi vive nelle ger, le tipiche tende mongole.

Per approfondimenti consultare la sezione Mongolia
PAESI e  TRADIZIONI”
 al sito www.amitaba.net 

alt=alt=


PROGRAMMA DI VIAGGIO
L’itinerario indicato potrebbe subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

1°g.    Sabato 4 agosto, partenza per la Mongolia
Per raggiungere Ulaanbaatar un volo comodo è quello della Aeroflot, ma vi sono anche opzioni diverse; nel programma si considera l’utilizzo di questo collegamento come riferimento per i servizi del viaggio, ma Amitaba può verificare anche le possibilità offerte dalle altre compagnie (si segnala solo che se per via di un orario d’arrivo diverso fossero necessari servizi d’accoglienza e trasferimento aggiuntivi per questi verrà richiesto un piccolo extra). Con Aeroflot la partenza da Milano Malpensa per Mosca è alle 10.40 con arrivo alle 15.00; da Roma Fiumicino è alle 12.35 con arrivo alle 17.25; il volo transcontinentale da Mosca per Ulaanbaatar parte alle 19.00 (orari da confermare).

2°g.    5/8 Arrivo a Ulaanbaatar
Arrivo alle ore 6.00, trasferimento e sistemazione in centro città presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan alla cui base si trova un’enorme statua del Buddha, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.    6/8 Ulaanbaatar – Valle di Yoliin Am (Parco Nazionale di Gurvan Saikhan)
Oggi inizia il viaggio verso sud arrivando al Parco Nazionale di Gurvan Saikhan  dove si trova la valle di Yoliin Am, la gola del gipeto, chiamata a volte nelle guide “Valle delle aquile” (… anche se qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Questi monti sono le ultime propaggini orientali della catena degli Altai. Si pernotta nel campo gher Ssaikhrakh Gobi o simile; la tappa è di 600 km, tutti asfaltati.

4°g.    7/8 Valle di Yoliin Am – Parco Nazionale di Khongoryn Els
Si parte per il Parco Nazionale di Khongoryn Els, dove si vedono le dune di sabbia più spettacolari della Mongolia; la strada per arrivarci le costeggia da est ad ovest. Salire sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza, è molto impegnativo, ma si è ripagati da un panorama incredibile: è sorprende vedere ai bordi della sabbia zone d’acqua che rendono fertile il terreno formando un ottimo pascolo per i cammelli. Pernottamento presso il campo gher Saijrah Gobi o simile; la tappa è di circa 220 km.

5°g.    8/8 Khongoryn Els – Gurvantes
Oggi si saluta la Mongolia più “turistica” per passare oltre le dune di sabbia in un ambiente desertico montuoso, dove le gazzelle dalla coda nera corrono libere; la meta è il piccolo paese di Gurvantes, che dista 80 km dal confine cinese, famoso per le sue saline e per essere stato un luogo di confino per i dissidenti durante il socialismo. Pernottamento in un piccolo hotel locale, la sistemazione forse più spartana del viaggio, con stanze senza bagno privato; la tappa è di 240 km.

6°g.    9/8 Gurvantes – Khermen Tsav
Si raggiunge Khermen Tsav, un luogo che da solo vale un viaggio in Mongolia. Si trascorre parte della giornata esplorando quest’area incredibile, un labirinto primordiale dove affiora una profusione di ossa dei giganti del passato, immersi in una natura che evoca il senso della creazione e dove la mente si perde nella spettacolare cromaticità delle falesie. Il punto focale è un canyon lungo all’incirca 15 km; è uno dei punti più belli ed inaccessibili della Mongolia, ma anche tra i più remoti. Pernottamento in tenda; il percorso è di circa 240 km.

7°g.    10/8 Khermen Tsav – Zona di Shinjilst 
Oggi inizia l’allontanamento dal deserto profondo; si monta il campo nelle vicinanze del Sum (paese) di Shinjilst posizionato all’interno di una catena parallela ai Monti Altai. Se ci sarà il tempo, si transiterà per l’oasi di Zulganai, attraversata dal piccolo omonimo fiume che nasce negli Altai e si estingue nel deserto. Qui la natura è incontaminata; il tappeto verde di erba ed arbusti di questa tipica oasi del Gobi si pone in netto contrasto con le sterili colline sullo sfondo. La tappa è di circa 200 km verso nord ovest.

8°g.    11/8 Shinjilst – Montagna sacra di Eej Khairkhan Uul
Oggi proseguendo verso ovest si raggiunge un altro luogo incredibile, il mitico monte di Eej Khairkhan, uno dei luoghi più sacri ai mongoli che per sommo rispetto evitano addirittura di pronunciarne il nome: è un equivalente di Uluru (Ayers Rock) in Australia. Venerata già prima dell’avvento del buddismo, di forma tondeggiante, questa grande montagna di granito che sorge improvvisamente da un mare di sabbia è stata dichiarata monumento nazionale nel 1992. Ai sui piedi si trovano vasche naturali e rocce dalle particolari figure create dal vento. Pernottamento in tenda, la tappa è di circa 200 km.

9°g.    12/8 Eej Khairkhan Uul – Villaggio di Tugrug 
Oggi inizia l’uscita dal deserto del Gobi, ci si avventura attraverso le montagne degli Altai e si pone il campo poco prima di raggiunge il villaggio di Tugrug. La tappa è di circa 400 km.

10°g.    13/8 Villaggio di Tugrug –  Sum di Darvi
Giornata di spostamento attraverso gli Altai meridionali; dal paese di Tugrug, che si trova nella regione di Gov Altai, si arriva nella regione di Khovd al paese di Darvi. Si attraversano altopiani stepposi, dove negli anni scorsi vi è stata la fortuna di vedere molte antilopi saiga. La tappa è di circa 200 km; pernottamento in tenda.

11°g.    14/8 Sum di Darvi – Grotta di Gurvan Tsekhriin Agui – Khovd
Oggi ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando a Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell’Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune pitture di valore inestimabile che risalgono al Paleolitico (dai 12.000 ai 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi ed altre immagini misteriose. Si prosegue in direzione ovest fermandosi a Khovd, capoluogo dell’omonima regione, che fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città ad essere stata liberata dai cinesi nel 1912. Pernottamento presso l’hotel Tsambagarav o simile; il percorso è di circa 280 km quasi tutti asfaltati.

12°g.    15/8 Khovd – Ulghi
Oggi si raggiunge la cittadina di Ulghi, capoluogo del Bayan Ulghi, una regione abitata dalla popolazione kazaka, che ha lingua e tradizioni differenti dai mongoli e che impareremo a conoscere e distinguere. Si percorrerà una bellissima strada che costeggia il fiume Khovd, dove la presenza di moschee e di case di mattoni di fango fanno percepire di essere giunti nella profonda Asia centrale. Entrando nella regione occidentale di Khovd le lancette dell’orologio andranno spostate in avanti di un’ora. Sistemazione presso l’hotel Duman o simile; per la cena si viene accolti da un’ospitale famiglia locale. La tappa di oggi è di 280 km di cui 100 asfaltati in direzione sud ovest

13°g.    16/8 Ulghi – Parco Nazionale del Tavan Bogd; lago Khurgan Nuur
In questo bellissimo Parco Nazionale si trovano la parte più bella degli Altai mongoli, incluso il monte Tavan Bogd, ed i 3 laghi di Khoton, Khurgan e Dayan, con la splendida catena montuosa innevata che segna a sud il confine con la Cina. Vi si trovano inoltre numerosi siti archeologici. Nelle giornate di oggi e di domani si scoprono diverse zone remote abitate dai pastori kazaki, da famiglie tuvaine e di altre minoranze etniche. Pernottamento in tenda; la tappa di oggi è di 240 km in direzione sud ovest, con cui si raggiunge il punto più lontano da Ulaanbaatar.

14°g.    17/8 Lago Khurgan Nuur; esplorazione fino al lago Khoton 
Si dedica la giornata all’esplorazione di questa remota area contornata dai monti Altai e ci si reca a vedere dei graffiti rupestri. Pernottamento in tenda; la tappa di oggi è di pochi chilometri.

15°g.    18/8 Lago Khurgan – Ulghi
Ritorno alla città di Ulghi transitando per il paese di Sagsai dove si tiene a fine settembre uno dei due festival delle aquile. Sistemazione in albergo, il Duman o simile; si percorrono circa 200 km.

16°g.    19/8 Ulghi – Lago Achit Nuur  
Si lascia la regione del Bayan Ulghi, la tappa è di 200 km in direzione ovest. Si posiziona il campo vicino allo splendido lago Achit, circondato da catene montuose, che funge da porta alla regione kazaka.

17°g.    20/8 Lago Achit Nuur – Lago Khyargas 
Oggi si entra nella regione di Uvs, il percorso si snoda attraverso una natura di verdeggianti montagne dove pascolano gli yak. Si raggiunge il lago Khyargas, famoso per le rocce calcaree e la presenza nelle vicinanze di antiche stele di cervo collegate alla presenza di popolazioni turche, dove si pernotta presso il campo gher Itsu Khad. La tappa è di circa 100 km in direzione est.

18°g.    21/8 Lago Khyargas – Lago Telmen
In mattinata si parte per la regione di Zavkhan, dove l’ora torna uguale alla capitale, l’ultima delle regioni occidentali, ricca di acque, tra cui il lago salato di origine tettonica di Telmen, sulle cui rive si posiziona l’ultimo campo tendato. La tappa è di circa 320 km, in direzione est.

19°g.    22/8 Lago Telmen –  Parco Nazionale Terkhin Tsagaan Nuur 
L’itinerario prosegue verso est per il Parco Nazionale del lago di Terkhin Tsagaan Nuur, circondato da crateri di vulcani spenti, il più “giovane” dei quali è il Khorgo. In pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo all’interno si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (traduzione “cane giallo”). Pernottamento nel campo gher Ikh Khorgo o simile; la tappa è di circa 300 km quasi tutti asfaltati.

20°g.    23/8 Lago Terkhin Tsagaan Nuur – Terme di Tsenkher
Si prosegue per le terme di Tsenkher, situate in un’incantevole valle verde ricca di alberi e fiori, dove le acque sorgive vengono riscaldate a 80 gradi dai plutoni magmatici. Il carbonato di sodio, l’idrocarbonato, il solfato, la fluorite e l’idrogeno solforato rendono queste acque ottime per la cura delle articolazioni. Si alloggia presso il campo gher Shivet Maihan o simile; la tappa è di 320 km.

21°g.    24/8 Terme di Tsenkher – Kharakorin – Shank 
Si continua in direzione est per  Kharkhorin,  antica  capitale  dell’Impero  Mongolo  di  Gengis  Khan,  dove  sono  rimaste  due  delle quattro  tartarughe  di  pietra  che  originariamente  segnavano  i  confini  della  città.  Visita al monastero museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di  Kharakurm.  Si prosegue quindi per il monastero di Shank che dista da qui circa 30 km, dove saremo graditi ospiti; piccolo e antico, un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan. Si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nella nuova foresteria del monastero.  La sistemazione sarà un po’ spartana, in stanze comuni e con i bagni esterni alla mongola, ma è anche l’occasione per dare un aiuto reale a questa piccola comunità monastica. La tappa è di 200 km.

22°g.    25/8 Shank – Ulaanbaatar 
Dopo aver assistito alla cerimonia religiosa che si tiene al mattino, che risulta essere la più antica  tutt’ora praticata in Mongolia, si parte per Ulaanbaatar che dista circa 360 km. In città si alloggia presso l’hotel Sant Asar (3*) o simile.

23°g.    26/8 Ulaanbaatar
Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

24°g.    Lunedì 27 agosto, volo di rientro
Per chi è giunto con Aeroflot, la partenza da Ulaanbaatar è alle 7.10 con arrivo a Mosca alle 8.45; partenza per Milano Malpensa alle 11.05 con arrivo alle 13.40 e per Roma Fiumicino alle 11.35 con arrivo alle 14.25 (orari da confermare).

COSTO DEL VIAGGIO
Euro 2800,00 a persona per prenotazioni prima del 15/6/2018

(Fino alla fine di Marzo 2018 i costi potrebbero subire lievi variazioni in base alla riconferma delle tariffe alberghiere in Mongolia)

La quota comprende:
-Spese di iscrizione
-Polizza Assicurativa viaggio (viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance
Possibilità di incremento massimali con un extra di Euro 70,00 ed integrazione Polizza Annullamento viaggio con un costo pari al 4,8% del valore totale del viaggio
-Prenotazione dei voli – se richiesta
-Trasporti a terra e autista
-Prima colazione a Ulaanbaatar
-Pensione completa nelle altre località
-Escursioni indicate nel programma
-Guida esperta in lingua italiana

La quota non comprende
-I voli internazionali per/da la Mongolia
Costo indicativo Euro 750,00/1300,00 in base alla data di prenotazione e alla compagnia
-Visto di ingresso
-Supplemento singola
-Bevande
-Visite ed escursioni accessorie non indicate espressamente nel programma
-Eventuali mance
-Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”.

VOLI AEREI
Amitaba non include nella quota del viaggio il costo dei voli aerei per permettere a ciascun partecipante di usufruire di eventuali sconti e/o tariffe agevolate o di effettuare autonomamente le prenotazioni secondo le proprie preferenze

SUPPLEMENTI i costi sono da intendersi a persona e per l’intero viaggio 
Euro 150,00 per prenotazioni successive al 15/6/2018
Euro 310,00 per pernottamenti in singola in hotel e in solo 2 persone in Ger
Euro 140 nel caso in cui l’uso singola sia richiesto solo per i pernottamenti in hotel
Euro 85,00 nel caso in cui sia richiesto solo l’uso doppio nei pernottamenti in Ger

VISTO e DOCUMENTI 
Per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni lavorativi.
Il costo è di Euro 60,00 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito, che sarà fornita da Sain Sanaa.
Per l’espletamento della pratica Amitaba utilizza solitamente i servizi della società specializzata IAS

VALUTA
Il prezzo del viaggio è formulato sul tasso di cambio €/$  del 9/12/2017 (Banca d’Italia)
€ 1 = $ 1,1786 corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio sono regolate dalle Condizioni Generali di Partecipazione. La quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Booking sicuro” fornita da CBL Insurance. Le normative (Condizioni Generali e polizze assicurative) sono visibili sul sito e presso gli uffici Amitaba

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Lecco col numero 313373, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. È autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 50 del Codice del Turismo (D.lgs 79/2011) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la UnipolSai Assicurazioni n. 100073953

Annunci