Archivio mensile:maggio 2016

AlTAI FESTIVAL DELLE AQUILE

N.B.: chi desidera partecipare al viaggio deve segnalarcelo al più presto per le difficoltà di prenotazione dei voli per Ulaanbaatar ed ancor più dei voli interi, dove vi sono pochi posti disponibili

 

Il viaggio porta nelle regioni nord occidentali mongole degli Altai, il territorio spettacolare dove si erge questa imponente catena montuosa, una regione selvaggia che è stata lo storico confine naturale tra due mondi culturali, quello nomadico mongolo e quello stanziale di influenza musulmana centroasiatica. In queste remote valli vivono i kazaki, la principale minoranza etnica che con i mongoli condivide le abitudini nomadiche e abitative. Si partecipa all’evento più importante dell’anno, il grande raduno per la caccia con le aquile, dove i più esperti in quest’arte venatoria si sfidano in prove di destrezza con i loro stupendi rapaci.

 

Il programma prevede la possibilità di un trekking, praticabile anche a cavallo: sicuramente il modo più bello per gustare le bellezze naturali, fuori dalla civiltà e indietro nel tempo, alla scoperta di valli, foreste e laghi, incontrando molte famiglie di nomadi kazaki.

 

 

TAPPE

Altai
Mappa del percorso – per l’itinerario interattivo cliccare sopra

 

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio inclusa l’opzione del trekking.

Si prevede un numero massimo di 12 partecipanti.

 

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi Immagini. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

Il festival dei cacciatori con le aquile

La caccia con le aquile è un’attività che viene praticata da millenni dai nomadi kazaki alla fine dell’estate. I cacciatori, provenienti da tutti gli angoli della regione del Bayan Ulgii, si ritrovano una volta all’anno per partecipare ad un’emozionante gara di caccia a cavallo utilizzando solo maestose aquile reali tenute su di un braccio protetto da un enorme guanto e sostenuto da un bastone che poggia sulla sella del cavallo.

L’aquila reale (Aquila Chrysaetos) raggiunge una lunghezza che può variare tra i 75 e gli 88 cm e l’apertura alare può raggiungere i 2,30 mt, mentre il suo peso arriva fino a 6 – 7 kg. Le dimensioni maggiori, come in quasi tutti i rapaci, si raggiungono nelle femmine, che dai cacciatori kazaki sono preferite agli esemplari maschi. Cacciano in prevalenza volpi, ma anche marmotte e a volte lupi. Il becco è robusto e ricurvo, le zampe sono forti e ricoperte di piume, gli artigli sono lunghi ed affilati ed il quarto dito, opposto agli altri, è munito di un’unghia più lunga che trafigge le prede. L’aquila è dotata di una vista straordinaria, sei volte più acuta dell’uomo con un campo visivo di 300 gradi. Il piumaggio è di colore bruno scuro con penne dorate sul capo che, ricordando una corona, le hanno conferito il titolo di “reale”. L’addestramento di questi uccelli, che vengono catturati da piccoli, è lungo e impegnativo e il cacciatore lo inizia utilizzando come prede delle pelli di animali. Il rapace viene legato ad una corda e quando afferra la pelle gettata nelle sue vicinanze viene premiato con un pezzo di carne, che sarà sempre più consistente man mano che l’uccello perfeziona la propria abilità nell’artigliare la preda. Il rapporto che si viene a creare tra l’uomo e l’animale è molto stretto e dura fino a quando il rapace non viene liberato al compimento del decimo anno di vita.

Poiché le aquile cacciano in prevalenza volpi, la caccia si svolge quando la Mongolia si ammanta di bianco, e le pellicce sono migliori. Gli uccelli vengono tenuti bendati con un cappuccio, fino a quando il cacciatore avvista una preda: l’aquila viene lanciata in aria e s’innalza in cielo per poi fiondarsi in picchiata. Questa gara è una vera e propria sfida di abilità e velocità dove alla fine viene eletto il cacciatore con l’aquila più precisa. Oggi nel Bayan Ulgii sono rimasti circa 450 cacciatori tradizionali e questo evento è importante anche perché e l’ultima occasione d’incontro collettivo prima della calata del freddo inverno. A contorno del contesto venatorio vengono celebrate feste con danze e canti tradizionali.

 

La regione del Bayan Ulgii

La regione mongola di Bayan Ulghi offre una grande varietà ambientale ed è coronata dalla catena dei monti Altai, che distano 2000 chilometri da Ulaanbaatar e formano il confine naturale con la Russia e il Kazakistan a dominio cinese. Qui si trova la vetta più alta della Mongolia, l’Huiten Uul (4373 mt), che fa parte delle cinque cime del Tavan Bogd (letteralmente, “i cinque illuminati”), un’area che forma il confine tra i tre paesi; la cima più alta è il monte Belukha (4,506 mt), posizionato oltre il confine negli Altai russi. Sparsi tra questi stupendi monti si trovano una ventina di grandi ghiacciai, tra cui il Potanina è il più esteso. Una delle aree più belle è il parco nazionale di Altai Tavan Bogd, che si estende tra la Mongolia e il confine cinese, e raccoglie numerosi laghi tra cui l’Hoton, il Dayan Nuur e il Tolbo.

Gli abitanti sono in maggioranza kazaka, di religione musulmana e di lingua turca; hanno iniziato a trasferirsi in queste aree verso il 1840 per pascolare pecore e capre nel periodo estivo e all’inizio del secolo scorso hanno cominciato a stabilirsi permanentemente nella regione. La lingua utilizzata è il kazako, anche se la maggior parte delle persone sono bilingue e parlano anche il mongolo. I kazaki della Mongolia sono rimasti isolati e conservano tradizioni millenarie andate ormai perdute nella loro terra d’origine. La moschea di Ulghi dopo la caduta del socialismo è stata riaperta e il pellegrinaggio alla Mecca ha ripreso, ma la religione viene vissuta in modo aperto e tollerante: le donne non devono usare il velo e gli uomini amano consumare alcolici. Dopo il 1990 a molti kazaki mongoli è stato permesso di migrare verso il Kazakistan e la Turchia, con un considerevole flusso di persone durato alcuni anni, e ci sono state lunghe trattative tra Kazakistan e Mongolia per permettere ai kazaki mongoli di avere la doppia cittadinanza, risolta per ora con il permesso a loro concesso di entrare in Kazakistan senza visto.

Questa parte della Mongolia, anche perché dista un lungo viaggio di quattro giorni da Ulaanbaatar, ha maggiori contatti con le regioni confinanti russe e cinesi. La popolazione si dedica soprattutto alla pastorizia transumante; durante l’inverno si rifugia in villaggi riparati all’interno di valli profonde utilizzando case di legno, per migrare poi in estate verso i pascoli di montagna. Questi pastori utilizzano delle tende molto simili alle grandi gher mongole, con alcune differenze che le rendono tipiche e affascinati.

 

Altai Altai, bimbo nomade Altai, nomadi
Altai
Altai, bimbo nomade
Altai, nomadi

 

 

GUIDA E NOSTRA ORGANIZZAZIONE IN MONGOLIA

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo per due mesi e mezzo le regioni dell’ovest e, due anni dopo, la parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaan Baatar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. A marzo 2015 in riconoscimento delle sue qualità e competenze l’Ambasciatore italiano responsabile per la Cina e la Mongolia con sede a Pechino, Alberto Bradanini, gli ha affidato l’incarico diplomatico di Console Onorario italiano in Mongolia in occasione di una cerimonia tenuta ad Ulaanbaatar in onore del nuovo Console.

 

Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente (via whatsup e viber) al numero mongolo +97695141436; con skype: gengiskhaan.

 

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

Amitaba in Mongolia sostiene anche le attività di Asral ONG, come indicato nel nostro sito.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci e parti dove l’irregolarità del terreno rende la marcia lenta.

A Ulaanbaatar si alloggia per tre notti in hotel a tre stelle; fuori dalla capitale si pernotta 4 notti in hotel locali,  due notti in teda (campo mobile) e due notti presso famiglie: un’esperienza davvero speciale, si avranno a disposizione delle stanze comuni nelle loro abitazioni – si segnala che il bagno è esterno. Chi segue l’estensione di trekking utilizza la tenda per una notte in più, avrà una notte meno in hotel locale e due notti in più presso famiglie. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; la cucina e l’allestimento del campo sono curati dal nostro personale. La cucina proposta è semplice ma sostanziosa, anche vegetariana. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Il viaggio richiede un certo spirito d’avventura, poiché nella regine degli Altai si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando anche in tenda. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Partecipare al trekking

Per partecipare bisogna essere persone preparate fisicamente, ma non servono precedenti esperienze di trekking difficili o di preparazione alle condizioni di vita in alta montagna; è importante riuscire a essere a proprio agio in situazioni di fatica anche prolungata ed eventualmente in condizioni climatiche avverse. Si percorrono tappe giornaliere di 5/6 ore con il supporto di cavalli che trasportano il bagaglio e tutta l’attrezzatura.

Per chi volesse, c’è la possibilità di effettuare questa parte del viaggio a cavallo (pagando un piccolo extra di circa € 15 al giorno). Si usano animali docili facilmente cavalcabili anche dai meno esperti. Si consiglia, nel caso di questa opzione, l’acquisto in Italia di ghette o stivali.

 

Clima e attrezzatura

Il clima tra fine settembre ed inizio ottobre è mediamente piuttosto secco e le temperature previste sono tra i 5 e i 15 gradi, con possibili punte minime notturne al di sotto dello zero; Alfredo Savino, guida del viaggio, può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. E’ necessario portare un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di almeno -8C°. Prevedere un abbigliamento resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

Si ricorda che il clima in questa terra è sempre imprevedibile e incline a repentini cambiamenti, da giorni caldi di sole si può passare a nevicate improvvise.

 

Ulaan Baatar, Buddha Bagsch Ulaan Baatar, Gandan Ulaanbaatar, Gandan
Ulaanbaatar, Buddha Bagsch
Ulaanbaatar, Gandan
Ulaanbaatar, Gandan

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici.

1°g.  Lunedi 26 settembre, partenza per la Mongolia
Per raggiungere Ulaanbaatar le compagnie più utilizzate sono Aeroflot e Turkish Airlines; vi sono anche opzioni diverse e Amitaba può prenotare il volo preferito dai viaggiatori. Per questo viaggio è appetibile Turkish che parte da Milano Malpensa (sono possibili partenze anche da altre città) per Istanbul è alle 11.20 con arrivo 15.05. Il volo transcontinentale per Ulaanbaatar parte alle 15.05; il volo va scalo a Bishkek (orari da confermare).

2°g.  27/9 Arrivo a Ulaanbaatar
Arrivo alle 10.05, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office o simile. Visita della città, del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa; ascesa alla collina Zaisan da dove si gode un bellissimo panorama della città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha. Pernottamento presso l’hotel Office nel centro cittadino.

3°g.  28/9 Ulaanbaatar – Khovd e Gurvan Tsenheriin Agui   
Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo per Khovd; la partenza è prevista alle 11.30 (orario da confermare) e il volo dura circa 2 ore. Atterrati, ci si reca all’unica grotta con pitture rupestri della Mongolia. Entrando nella caverna di Gurvan Tsenheriin Agui si sbuca direttamente nell’Età della Pietra: alta circa venti metri, custodisce alcune meravigliose pitture che risalgono al Paleolitico (da 12.000 a 40.000 anni fa). Si tratta di raffigurazioni di animali, nomadi e altre immagini misteriose. Si prosegue verso Khovd, capoluogo dell’omonima regione; questo centro fu un avamposto militare mancese e una delle ultime città a essere stata liberata dai cinesi nel 1912. Pernottamento presso l’hotel Tsambagarav o simile.

4°g.  29/9 Khovd – Parco del Tsamba Garav Uul
L’esplorazione di questa remota regione inizia dirigendosi verso est, raggiungendo le pendici settentrionali del monte Tsamba-Garav (4208 mt), ubicato al confine di tre aimag (regioni mongole): Bayan Ulgii, Uvs e Khovd. E’ una delle più belle cime sempre innevate della Mongolia. Si visitano diverse valli scoprendo sorgenti d’acqua cristallina e si effettua un’escursione per avvicinarci ai ghiacciai del Tsamba-Garav. Si percorrono circa 150 km; pernottamento in tenda.

6°g.  30/9 Parco del Tsamba Garav Uul – Ulgii
Si lascia l’imponete montagna per seguire la spettacolare strada che porta al capoluogo del Bayan Ulgii, che dista da Ulaanbaatar circa 2000 km. Pernottamento presso l’Hotel Duman o simile, un semplice albergo locale.

7°g. – 8°g. (1 – 2/10) Festival delle aquile
Per vivere completamente l’evento ci si sistema in una dimora di una famiglia kazaka, dove si pernotterà per due notti. Si dedicano le giornate ad ammirare le gare di abilità e velocità del contesto. Dalle alture circostanti i cacciatori tolgono i cappucci ai loro maestosi animali e li lanciano verso il cielo. Nel frattempo vengono rilasciate le prede, le aquile perdono lentamente quota, poi, con uno scarto improvviso e fulmineo, piombano sulla preda immobilizzandola. Qui interviene il cacciatore che deve essere celere a raggiungere i contendenti, prima che la preda possa ferire l’aquila. A contorno del torneo vi sono molti eventi paralleli come concerti, sfilate con abiti tradizionali, mercatini di borse e tappeti di feltro tradizionali. E’ molto particolare il “Kokbar”, che ricorda molto il Buskashì, il gioco nazionale afgano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. E’ un gioco privo di regole: basta impossessarsi della carcassa. Dopo le premiazioni, si avrà il tempo per visitare questa “atipica” città mongola, con il bazar e la moschea dove si respira un’aria quasi medio orientale. Per finire, si segue un concerto di musica tradizionale kazaka.

9°g.  3/10 Ulgii – Parco naturale di Tavan Bogd (Shiveet Hairhan Uul)
Trasferimento verso la zona più occidentale del Paese, una regione ricca di resti archeologici che partono dall’Età del Bronzo arrivando all’epoca Unna e dell’invasione turca. Per il pernottamento si posiziona il campo mobile nel parco nazionale di Altai Tavan Bogd nei pressi del monte Shiveet Hairhan, che è considerato sacro dalle popolazioni della repubblica russa di Tuva e dai nomadi di etnia tuvaina che popolano la zona. Qui vedremo uno fra i più grandi petroglifi di epoca unna.

 

Per chi rientra:

10°g.  4/10 Shiveet Hairhan Uul – Ulgii
Con i veicoli, accompagnati da una nostra guida locale che parla la lingua inglese, si torna verso la “civiltà” ad Ulgii, dove si alloggia presso l’hotel Duman o simile; nel pomeriggio si ha del tempo libero. Si percorrono circa 160 km.

11°g.  5/10 Ulgii – Lago Achit – Ulaangom
Partenza per la regione di Uvs, famosa per la varietà degli ambienti naturali e per la presenza del lago più grande del Paese, che da il nome alla regione. Prima di arrivare ad Ulaangom, una sonnacchiosa cittadina che è il capoluogo della regione, ci si ferma al lago Achit, che si trova ad un’ altitudine di 1435 mt sul livello del mare e si estende su una superficie di 290 kmq. Arrivati in città pernottamento presso l’hotel Chingis Khaan; si percorrono circa 260 km.

12°g.  6/10 Volo per Ulaanbaatar   
Mattina a disposizione; nel primo pomeriggio (orari da confermare) ci si imbarca sul volo per Ulaanbaatar. Le visuali dall’aereo sono spettacolari: il lago Uvs, il lago Bus e le montagne siberiane. Sistemazione presso l’hotel Office o simile.

13°g.  7/10 Ulaanbaatar  
Si completano le viste ad Ulaanbaatar accompagnati da una guida che parla la lingua italiana, in particolare il Museo di Storia Nazionale Mongola. Si avrà del tempo libero a disposizione per fare acquisti e girare in città.

14°g. Sabato 8 ottobre, volo di rientro  
La partenza da Ulaanbaatar con Turkish è prevista alle 11.05 con arrivo a Istanbul 17.20; si fa scalo a Bishkek. Si riparte alle 20.45 con arrivo a Milano Malpensa alle 22.45 (orari da confermare).

 

Per chi segue il trekking:

10°g.  4/10 Shiveet Hairhan Uul  – Valle “kazaka” (Parco del Tavan Bogd)   
Inizia il trekking che porta dalla valle dove si è pernottato, che è abitata da famiglie tuvaine, ad una valle parallela dove risiedono famiglie kazake. Si parte da circa 2400 mt di quota e si valica un bel passo di montagna posto a circa 2800 mt), impreziosito da un lago; la tappa è di circa 5 ore. Si potrà scegliere se pernottare in tenda o dividere la dimora di una famiglia kazaka.

11°g.  5/10 Campo Base del ghiacciaio Potanina e picchi dell’Altai Tavan Bogd   
La meta di oggi è il Campo Base del ghiacciaio Potanina, che dista circa 7 ore, ed è posto a circa 3000 mt di quota; si lascia il bagaglio non necessario perché l’indomani si rientra al medesimo punto di sosta. Si percorrono lunghi falsipiani, non si attraversano creste e non si incontrano passaggi esposti. Si posizionano le tende al Campo Base, dove si ammirano il ghiacciaio Potanina e tutte e cinque le vette del Tavan Bodg, tra cui l’Huiten Uul (4373 mt) – che è la vetta più alta della Mongolia – e il Belukha (4506 mt), la più alta cima degli Altai che è in territorio russo.

12°g.  6/10 Ritorno all’ingresso del parco
Si ripercorre in senso inverso l’altopiano per raggiungere il punto dove si è pernottato ieri.

13°g.  7/10 Ritorno a Ulgii   
Oggi ci raggiungono le vetture per il rientro a Ulgii, dove si alloggia presso l’Hotel Duman o simile; tempo libero per visitare il mercato.

14°g.  8/10 Volo per Ulaanbaatar   
Partenza in volo per Ulaanbaatar in mattinata (orario da confermare). Arrivo in città e sistemazione presso l’hotel Sant Asar.

15°g.  9/10 Ulaanbaatar: trekking alla montagna sacra del Bogd Uul   
Giornata dedicata a un semplice trekking. Si percorrono circa 50 km in auto per arrivare all’imbocco di un facile sentiero che con un percorso di circa due ore attraverso boschi di larici e pini porta alla cima sacra di Tsetsegun, segnata dai cumuli di pietra degli Ovoo, che sono altari sacrificali alle divinità della natura. Sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da qui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Si rientra quindi in città; nel pomeriggio tempo libero per lo shopping.

16°g.  Martedì 10 ottobre, volo di rientro   
Il ritorno in questa data è più comodo con Aeroflot: la partenza da Ulaanbaatar è alle 7.10 con arrivo a Mosca alle 8.50; partenza per Milano Malpensa alle 11.10 con arrivo alle 13.45 (orari da confermare).

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 2200; fino al 31/7/2016, € 2050 (Volo per UB escluso)

Estensione trekking, € 280

Con solo 2 partecipanti, extra di € 700; massimo 12 partecipanti

NB: ogni opzione (viaggio o viaggio più trek) richiede un minimo di due partecipanti

(Il volo di andata e ritorno per Ulaanbaatar costa da € 700 a € 1200 in funzione della data di richiesta)

 

Il prezzo non comprende i voli internazionali; include l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari inclusi i voli interni, il trattamento di pensione completa escluse le bevande e di sola colazione a Ulaanbaatar, gli ingressi ai parchi e ai siti indicati nel programma, la Polizza Assicurativa di viaggio (polizza base Europ Assistance – su richiesta, possono essere estesi i massimali con un  costo € 70 e può essere emessa la Polizza di Annullamento, costo 4,8% del valore del viaggio) e la presenza dell’accompagnatore italiano. Il costo della stanza singola (non disponibile presso le famiglie kazake) è di € 210; la tenda singola viene fornita senza extra costo.

 

Per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Amitaba può seguire la procedura con un costo di € 100 più le spese di corriere (circa €15) per la restituzione del passaporto da parte del’Ambasciata.
Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 18/12/2015 (Banca d’Italia):  € 1 = $ 1,0836.

 

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni. Le normative (Condizioni di partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.

 

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in Viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.

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PISTE SCONOSCIUTE DELL’OVEST UN’ESPLORAZIONE AI CONFINI DEL MONDO

Anche questo viaggio è confermato

Piste sconosciute è l’itinerario più avvincente e completo che Amitaba propone in Mongolia; nel 2016 è alla quinta edizione ed è stato, se possibile, ulteriormente affinato. Il percorso nasce dalle approfondite ricerche di Alfredo Savino, che lo guida. I punti di estremo interesse sono moltissimi, come si legge nel programma dettagliato, tra cui l’esplorazione di una delle aree più remote e inabitate della Mongolia, l’area protetta di “Gobi A” nella parte più meridionale della regione del Gobi Altai, al confine con la Cina, dove si possono vedere anche molti animali rari.

 

Per un percorso fotografico della Mongolia, vedi Immagini. Per maggiori dettagli sul Paese: Mongolia.

 

Vasche naturali nella montagna madre Otgonteger, montagna sacra Kherman Tsav
Vasche naturali
Otgonteger, montagna sacra
Kherman Tsav

 

L’itinerario segue un grande anello che da Ulaanbataar inizia portando a sud ovest nella parte più profonda del vasto Gobi. In queste remote regioni, dove è raro incontrare altri visitatori, si trovano due delle perle più preziose della Mongolia: il canyon di Khermen Tsav, una vera miniera di fossili di dinosauro, dalla bellezza primordiale con un’incredibile cromaticità delle rocce, un luogo poco visitato, tra i più remoti e belli di questo Paese; e, proseguendo oltre, il mitico monte Eej Khairkhan, il cui sacro nome per rispetto non viene neppure pronunciato dai mongoli. Il percorso tocca così un ampio insieme di aree di eccezionale bellezza naturale; si vedono l’oasi di Zulganai e si arriva al parco nazionale di Otgontenger, un monte ornato di nevi perenni e considerato di estrema sacralità, paragonato da alcuni per via della forma al monte Kailash. Proseguendo, si raggiunge il lago di Tsagaan con il vulcano Khorgo. Il viaggio porta poi in molti dei principali siti di importanza storica, tra cui Kharkorin, l’antica capitale di Gengis Khan, oltre ad Erdene Zuu e la stessa Ulaanbaatar. Si vivrà anche un’esperienza unica in Mongolia soggiornando in uno dei più antichi monasteri buddisti, dove la nostra presenza porterà alla comunità monastica un piccolo aiuto finanziario.

 

 

TAPPE

MONGOLIA: Piste sconosciute dell'ovest - Amitaba
Mappa del percorso – per l’itinerario interattivo cliccare sopra

 

E’ un percorso che attraversa i molteplici ambienti naturali della Mongolia per circa 3800 chilometri. Sono previste delle escursioni a piedi che seguono sentieri non impegnativi della durata massima di una giornata.

 

Il viaggio è stato preparato in stretta collaborazione con persone del luogo e di Alfredo Savino, appassionato ricercatore della cultura mongola, che accompagna il viaggio. Si prevede un numeromassimo di 14 partecipanti.

 

 

GUIDA E NOSTRA ORGANIZZAZIONE IN MONGOLIA

Alfredo Savino si è laureato in Storia Medioevale con una tesi sul frate francescano Giovanni da Pian di Carpine che nel 1245 andò in Mongolia in veste di legato pontificio; si è dedicato alla diffusione della cultura e della storia mongola in Italia per conto dell’associazione culturale Soyombo attraverso mostre etnografiche e conferenze. Ha iniziato l’esplorazione fisica del paese nel 1998 percorrendo per due mesi e mezzo le regioni dell’ovest e, due anni dopo, la parte orientale. Nel 2006 è stato invitato al congresso internazionale dei mongolisti a Ulaan Baatar per esporre la sua tesi in occasione delle celebrazioni svoltesi per l’ottocentenario della fondazione dell’impero mongolo. Alfredo è costantemente attivo nello studio della cultura mongola e dal 2007 collabora con Amitaba per creare dei percorsi che consentano un vero incontro con la magia del mondo che lui ama; attualmente risiede ad Ulaanbaatar dove è docente di italiano presso l’università. A marzo 2015 in riconoscimento delle sue qualità e competenze l’Ambasciatore italiano responsabile per la Cina e la Mongolia con sede a Pechino, Alberto Bradanini, gli ha affidato l’incarico diplomatico di Console Onorario italiano in Mongolia in occasione di una cerimonia tenuta ad Ulaanbaatar in onore del nuovo Console.

 

Alfredo è contattabile via email: alfredosavino@gmail.com; telefonicamente (via whatsup e viber) al numero mongolo +97695141436; con skype: gengiskhaan.

 

I nostri viaggi in Mongolia dall’inizio del 2010 vengono organizzati tramite la cooperativa Sain Sanaa (il cui nome in mongolo significa ‘buona idea’), che è stata appositamente fondata con il nostro supporto aggregando un gruppo di persone mongole guidate da Alfredo Savino, che cura attentamente la qualità dei servizi offerti. In questa cooperativa ogni socio mette a disposizione le proprie conoscenze ed abilità per tracciare itinerari poco battuti, che consentano ai viaggiatori di entrare in contatto con la Mongolia più vera, fuori dai circuiti turistici classici. Le finalità della cooperativa sono in sintesi le seguenti: ridistribuire gli utili ricavati dai viaggi ugualmente fra i soci (siano essi guide, autisti o cuochi, stranieri o mongoli); non portare fuori dal Paese i ricavati del turismo; pagare i non soci locali che collaborano alla realizzazione dei viaggi in modo equo; favorire le piccole realtà imprenditoriali locali; cogliere l’opportunità del soggiorno in Mongolia per generare un mezzo concreto d’aiuto; favorire progetti d’aiuto, destinando alle iniziative di sostegno una parte dei ricavi della cooperativa; aiutare gli studenti mongoli meritevoli che studiano l’italiano ad avere delle esperienze formative; soggiornare nei monasteri di campagna con lo scopo di fornire un aiuto a queste piccole realtà locali dando nel contempo ai viaggiatori la possibilità di conoscere più approfonditamente un aspetto fondamentale della cultura mongola.

 

Amitaba in Mongolia sostiene anche le attività di Asral ONG, come indicato nel nostro sito.

 

Modalità del viaggio

Per l’intero viaggio vengono utilizzati veicoli a quattro ruote motrici Uaz seguendo sia strade che piste tracciate dal passaggio di altri veicoli; gli unici tratti asfaltati sono nei pressi della capitale. Le Uaz russe sono i mezzi più idonei per la Mongolia: sono il tipo di veicolo più diffuso e ogni eventuale problema tecnico può essere facilmente risolto pressocchè ovunque, sono molto solide e comunque comode. La velocità sugli sterrati è abbastanza buona, si tengono medie di circa 50 km/h con alcuni tratti anche più veloci o più lenti in relazione all’irregolarità del terreno. Il percorso complessivo previsto è di circa 3800 chilometri.

Fuori da Ulaanbaatar si alloggia per 8 notti in tenda (prima 1 e poi 7 consecutive), una al monastero di Shank (si segnala che qui i servizi igienici sono rudimentali, come erano nelle vecchie campagne italiane), 4 in alberghetti locali, puliti ma che ricordano a volte i tempi dell’occupazione sovietica e dove una pecca può essere a volte la poca funzionalità degli impianti idrici, e per 5 notti nelle gher: le tipiche tende mongole che si trovano predisposte in campi fissi, forniti di letti con lenzuola e asciugamani. In questi campi si trovano anche servizi e docce con acqua calda, la cucina proposta è semplice ma sostanziosa e anche vegetariana. I campi mobili vengono allestiti con tende di tipo europeo a due posti e si dispone di una tenda comune dove mangiare; cucina e allestimento sono curati da nostro personale mentre le tende individuali vengono montate dai partecipanti, se necessario con l’aiuto degli assistenti. Viene fornita tutta l’attrezzatura necessaria, fra cui il materassino, dall’organizzazione, ad eccezione del sacco a pelo.

Un viaggio in Mongolia richiede quindi un certo spirito d’avventura: lasciata la capitale si diventa di fatto dei nomadi, percorrendo con i veicoli a quattro ruote motrici vaste aree e pernottando la maggior parte delle notti in tenda; molti dei campi fissi sono comodamente attrezzati, ma non sono degli hotel. Per chi ama viaggiare ed è disposto ad affrontare qualche disagio, attraversare la Mongolia è una grandiosa esperienza d’incontro con una popolazione cordiale e ospitale e di totale immersione in un ambiente naturale stupendo.

 

Clima e attrezzatura

Il clima in agosto è mediamente piuttosto secco, le temperature previste sono tra i 15 e i 30 gradi, con possibili punte minime notturne di 5 gradi. E’ necessario disporre di un sacco a pelo che abbia un gradiente di minimo termico di zero gradi; Alfredo Savino può procurarlo sia a noleggio (€ 25), fornendo anche un sacco lenzuolo da utilizzare all’interno dello stesso, che acquistandolo a € 50. Prevedere un abbigliamento che possa essere resistente ad acqua e vento, scarponcini tipo trekking leggeri possibilmente con l’interno in goretex, portare creme protettive per il sole e occhiali. Per le escursioni a piedi è utile avere un proprio zaino con cui portare l’occorrente per la giornata. Si tenga presente che lungo il percorso non ci sono lavanderie.

 

Alcuni cenni generali e storici

(Per maggiori dettagli, si veda anche la sezione Mongolia)

La Mongolia è vasta quasi cinque volte l’Italia e la maggior parte del territorio è situata a quote piuttosto elevate, con un’altezza media di circa 1600 metri e poche aree coltivabili. La popolazione di circa 2,4 milioni si disperde con una densità di solo 1,3 abitanti per chilometro quadrato; la matrice culturale dei mongoli è tipicamente nomadica e nei contenuti abbina tratti di sciamanesimo alla sofisticazione del buddismo tibetano. L’ambiente naturale presenta quattro aree principali: a nord il territorio della taiga, dei grandi laghi e delle foreste di conifere, a ovest i monti dell’Altai, dal centro ad est le steppe e la regione degli altopiani, mentre il sud è il regno del deserto del Gobi.

Le origini della Mongolia secondo le fonti storiche si individuano nella presenza di tribù di stirpe unna a partire dal V secolo e di stirpe turca dal VII secolo. Nel XII secolo la figura mitica di Gengis Khan porta all’unificazione territoriale e sono di questo periodo le più antiche testimonianze documentate. La massima espansione dell’impero mongolo giunse al Mar Giallo ad est ed alla piana del Danubio ad ovest, grazie alla capacità combattiva degli indomabili guerrieri nomadi mongoli, abilissimi cavalieri che seppero adottare strategie razionali ed equipaggiamenti efficienti.

L’occupazione sovietica nel secolo scorso è stata devastante, sia per il tentativo di rendere sedentaria una popolazione storicamente nomadica, sia per la furibonda repressione culturale: al tempo dell’instaurazione del regime sovietico nel 1921 circa 100.000 monaci vivevano in 700 monasteri, ma nei decenni successivi le cerimonie furono dichiarate fuorilegge ed i luoghi di culto furono inizialmente chiusi e poi quasi tutti distrutti. Furono risparmiati solo alcuni dei monasteri principali ed oggi in tutta la Mongolia se ne contano solo una ventina. La libertà di culto è stata reintrodotta solo dal 1990 e da allora l’antico legame con il buddismo tibetano si va rinsaldando; sono attivi anche missionari cristiani appartenenti in maggioranza a chiese minori nordamericane a caccia di conversioni.

Oggi la Mongolia è indipendente ed è  ricca di risorse naturali, il cui sfruttamento rischia ora di stravolgere l’ambiente naturale e il tessuto sociale. Al di fuori della capitale si trovano pochi insediamenti urbani, fondati durante l’impero sovietico del dopoguerra per motivi industriali e produttivi, dove si trovano strutture educative e sanitarie. Il sostentamento della popolazione nomadica è costituito dall’allevamento di animali quali cammelli, yak, cavalli, pecore e capre; la maggioranza dei nomadi vive nelle gher, le tipiche tende mongole.

 

Khermen Tsav Lago Terkhiin Tsagaan Nuur Monastero di Shank
Khermen Tsav
Lago Terkhiin Tsagaan Nuur
Monastero di Shank

 

 

PROGRAMMA DEL VIAGGIO

Si ricorda che l’itinerario previsto può subire modifiche dovute a fattori naturali e climatici

 

1°g.  Lunedì 8 agosto, partenza per la Mongolia
Il volo della Turkish Airlines parte da Milano Malpensa alle 11.20 con arrivo a Istanbul alle 15.05; è possibile anche un collegamento da Roma, per gli orari contattare Amitaba. Si riparte da Istanbul alle 19.05.

2°g.  9 /8 Arrivo a Ulaanbaatar  
Arrivo alle ore 11.05, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Office o simile. Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, dove si trova una enorme statua di Buddha con un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

3°g.  10 /8 Ulaanbaatar – Arvaikher   
Al mattino si parte presto in direzione sud ovest su una buona strada asfaltata fino al capoluogo della regione dell’Ovorkhagai, Arvakhaier. Lungo il percorso si sosta alle pendici del monte Khogno Khaan (1967 mt) dove si trova il monastero Erdene Khamba, che ha trovato nuova vita dal 1992 dopo secoli di abbandono seguiti alla distruzione avvenuta nel XVII secolo. Sistemazione presso il semplice hotel Time o simile. La tappa è di circa 420 km.

4°g.  11/8 Arvaikher – Lago Orog Nuur  
Si prosegue il viaggio verso l’Orog Nuur, un lago della Mongolia centro-meridionale che si trova a un’altitudine di 1216 mt; ha una superficie di 130 kmq con una profondità massima di 4,5 mt ed è situato in una valle a nord del massiccio dell’Ikh Bogd Uul, che fa parte degli Altai; alimentato dall’abbondante acqua dolce del fiume Tujn sta perdendo l’originaria salinità. Si posiziona il campo nelle vicinanze; la tappa è di circa 250 km.

5°g.  12/8  Lago Orog Nuur – Ikh Bogd uul­ – Bayangovi
Oggi si percorre uno degli attraversamenti montuosi più spettacolari della Mongolia effettuabile coi veicoli. Si passa dalle pendici orientali del monte Ikh Bogd Uul (il “Grande Santo”, alto 4020 mt), dove si trova il lago Orog, a quelle occidentali dove si incontra la cittadina di Bayangovi. Si arriva fino all’altopiano che si trova sul massiccio a 2900 metri, dove i nomadi posizionano i campi estivi, un’area paesaggisticamente eccezionale, intensamente verde con spettacolari agglomerati rocciosi, dove oltre le bellezze naturali si nascondono incredibili sorprese… tra cui una tomba unna sulla sommità di un vulcano spento. Ci si accomoda nel campo Gher Goviin Temee o simile; la tappa è di circa 150 km.

6°g.  13/8 Bayangovi: graffiti rupestri di Bichigt Khad
Si visita Bichigt Khad, un canyon ricco di particolari petroglifi risalenti a tremila anni fa. I graffiti sono posizionati sui versanti rocciosi e offrono un’incredibile testimonianza della fauna e della vita dell’uomo nell’età del ferro. Ritorno al campo gher; il percorso è di circa 140 km.

7°g. 14/8 Bayangovi – Oasi di Zulganai   
Da Bayangovi si raggiunge l’oasi di Zulganai, attraversata dal piccolo omonimo fiume che nasce negli Altai e si estingue nel deserto. Qui la natura è incontaminata; il tappeto verde di erba e arbusti che la compone si pone in netto contrasto con le sterili colline sullo sfondo di questa tipica oasi del Gobi, dove vive una comunità di bovini “fantasma”: si vedono le loro tracce ovunque ma non si incontrano mai! Si posiziona il campo nelle vicinanze dell’oasi; la tappa è di circa 220 km.

8°g.  15/8 Oasi di Zulganai – Khermen Tsav
In un paio di ore si raggiunge Khermen Tsav, un luogo che da solo vale un viaggio in Mongolia. Si trascorre la giornata esplorando quest’area incredibile, un labirinto primordiale dove affiora una profusione di ossa dei giganti del passato, immersi in una natura che evoca il senso della creazione e dove la mente si perde nella spettacolare cromaticità delle falesie. Il punto focale è un canyon lungo all’incirca 15 km, Questo è uno dei punti più belli e inaccessibili della Mongolia, e anche tra i più remoti. Pernottamento in tenda; il percorso è di circa 60 km.

9°g.  16/8 Khermen Tsav – Oasi di Ekhiin Gol   
In mattinata si parte in direzione ovest verso l’oasi di Ekhiin gol; questo luogo isolato è un peculiare risultato della caparbietà umana, una piccola comunità di contadini produce una incredibile varietà di ortaggi. Ma questo luogo nacque nel XIX secolo come terra di produzione dell’oppio ad opera di cinesi del Gansù, che furono poi sterminati per mano di un monaco guerriero. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 120 km.

10°g.  17/8 Oasi di Ekhiin gol ­– Area strettamente protetta “Gobi A”
Quest’area, che si estende per 5.311.730 ettari lungo il confine sud occidentale della Mongolia a ridosso della Cina, nel 1975 è stata dichiarata protetta e accessibile solo con speciali permessi. E’ un territorio tra i più remoti ed inaccessibili della Mongolia che offre l’ultimo rifugio ad un’incredibile avifauna asiatica e un ampio insieme di animali, permettendo di osservare specie animali a rischio di estinzione che qui hanno trovato un luogo sicuro. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 170 km.

11°g.  18/8 Area strettamente protetta “Gobi A”
Si esplora per due giorni quest’area non antropizzata, caratterizzata da un territorio desertico montuoso punteggiato da oasi, in completa autonomia alla ricerca degli animali. Vivono qui molte specie quali l’ermione, l’asino selvatico, l’originale cammello bactriano, le gazzelle dalla coda nera, l’antilope Saiga ed altre ancora Si prevede un circuito complessivo di circa 200 km.

12°g.  19/8 Area strettamente protetta “Gobi A” – Montagna sacra Eej Khairkhan Uul   
Si prosegue verso nord ovest fino ad arrivare al mitico monte di Eej Khairkhan, uno dei luoghi più sacri ai mongoli che per sommo rispetto evitano addirittura di pronunciarne il nome: è un equivalente di Uluru (Ayers Rock) in Australia. Venerata già prima dell’arrivo del buddismo, di forma tondeggiante, questa grande montagna di granito che sorge improvvisamente da un mare di sabbia è stata dichiarata monumento nazionale nel 1992. Ai sui piedi si trovano vasche naturali e rocce dalle particolari figure create dal vento. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 150 km.

13°g.  20/8 Eej Khairkhan – Tainngin Nuruu  
La meta di oggi è la zona dei Tainngin Nuruu, una propaggine dei monti Altai che attraverseremo. Qui i paesaggi e i colori cambiano costantemente e il deserto si trasforma in steppa. Pernottamento in tenda; la tappa è di circa 70 km.

14°g.  21/8  Tainngin Nuruu – Altai  
Oggi si arriva al capoluogo della regione del Gov Altai, dove il tratto finale della catena montuosa degli Altai incontra il deserto, creando uno spettacolo insolito; pernottamento presso il Tulga Altai hotel o simile. La tappa è di circa 180 km.

15°g.  22/8 Altai – Uliastai   
Si raggiunge Uliastai, uno dei capoluoghi di Aimag (regione) più isolati del paese, completamente circondato dalle montagne, che fu la sede di una guarnigione militare mancese nel XVIII secolo. Pernottamento presso l’hotel Uliastai o simile per due notti; la tappa è di circa 200 km.

16°g.  23/8 Uliastai: escursione al Parco di Otgontenger  
Escursione al parco nazionale del sacro monte Otgontenger, dove questo troneggia con i suoi 3900 metri e sulla cui vetta regna la neve perenne. Arrivati al lago di Khukh si salgono con circa un’ora di passeggiata non impegnativa le due cime del Dayan Uul, sovrastate da stupende formazioni di roccia che sono considerate sacre e venerate dai mongoli; da qui si può ammirare il sacro monte Otgontenger nel suo pieno splendore. Ritorno in hotel; il circuito prevede uno spostamento di circa 120 km.

17°g.  24/8 Uliastai – Regione di Zavkhain – Lago Tsagaan Nuur   
L’itinerario prosegue verso nord est con una lunga tappa di spostamento per il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più “giovane” dei quali è il Khorgo. Il percorso si snoda tra monti e vallate, e dai punti più alti si godono panorami d’inimmaginabile bellezza. Pernottamento nel campo gher Ikh-Khorgo o simile; la tappa è di circa 380 km.

18°g.  25/8 Lago Tsagaan Nuur   
Visita al vulcano Khorgo, dove in pochi minuti di cammino si raggiunge la sommità del cratere e scendendo si arriva alle grotte di Shar Nokhoi (trad.: cane giallo) e di ghiaccio. Si prosegue l’esplorazione con una passeggiata attorno al lago, rientrando quindi al campo gher; oggi si percorrono circa 50 km.

19°g.  26/8 Lago Tsagaan Nuur – Terme di Tsenkher   
Si prosegue  per la zona termale di Tsenkher, dove le acque raggiungono temperature tra i 60 e gli 80 gradi, ottime per rilassarsi: si può fare il bagno nelle terme e si possono provare il massaggio e le cure tradizionali mongole. Pernottamento nel campo gher Shiveet Mankhan o simile; la tappa è di circa 220 km.

20°g.  27/8 Terme di Tsenkher – Kharkhorin – Monastero di Shank   
Al mattino si parte presto proseguendo in direzione est per Kharkhorin, antica capitale dell’impero mongolo di Gengis Khan, dove sono rimaste 2 delle 4 tartarughe di pietra che originariamente segnavano i confini della città. Visita al monastero-museo di Erdene Zuu, costruito sui ruderi di Kharkhorin. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; si trascorre con i monaci parte della giornata e si pernotta nelle gher che ci mettono a disposizione all’interno del monastero. La sistemazione sarà un po’ spartana, ma pulita, ed è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica. La tappa è di circa 190 km.

21°g.  28/8 Monastero di Shank – Ulaanbataar  
Ritorno ad Ulaanbaatar, che dista circa 360 km, arrivo e sistemazione presso l’hotel Office o simile. Si assiste ad uno spettacolo folcloristico di musica, danza e canto tradizionali, ascoltando le dolci melodie del morin khuur, il leggendario strumento mongolo.

22°g.  29/8 Ulaanbaatar  
Visita al Museo di Storia, dove sono illustrati lo sviluppo della storia dell’uomo nelle terre mongole ed i costumi tradizionali delle varie etnie, del Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul. Pernottamento in hotel.

23°g.  Martedì 30 agosto, volo di rientro
Il volo della Turkish Airlines parte alle 12.05 con arrivo a Istanbul alle 17.20; si riparte per Milano Malpensa alle 20.45 con arrivo alle 22.45. Per gli orari delle connessioni su Roma contattare Amitaba.

 

 

COSTO DEL VIAGGIO

€ 3950; fino al 15/6/2016, € 3800

Massimo 14 partecipanti

 

Il prezzo include i voli internazionali, l’iscrizione, tutti gli altri trasporti necessari, il trattamento di pensione completa escluse le bevande e di sola colazione a Ulaanbaatar, gli ingressi ai parchi e ai siti indicati nel programma, la Polizza Assicurativa di viaggio (polizza base Europ Assistance – su richiesta, possono essere estesi i massimali con un  costo € 70 e può essere emessa la Polizza di Annullamento, costo 4,8% del valore del viaggio) e la presenza dell’accompagnatore italiano. La sistemazione nelle gher è prevista per tre o quattro persone. Se si desidera utilizzare le gher solo in due o singola la richiesta va fatta con buon anticipo e non è sempre confermabile. Il costo per l’utilizzo delle gher in due persone è di € 80 a testa. Per chi vuole sia la stanza che la gher singole (NB, la stanza singola non è disponibile a Shank) il costo è di € 290 per l’intero viaggio, mentre se si richiede la stanza singola e si usa la Gher con altri il costo è di € 130; la tenda singola viene fornita senza extra costo.

Per l’ingresso in Mongolia è richiesto un visto che viene rilasciato dall’Ambasciata di Roma in circa 10 giorni; il costo è di € 60 e viene richiesta la compilazione di un apposito modulo e la redazione di lettera d’invito. Amitaba può seguire la procedura con un costo di € 100 più le spese di corriere (circa €15) per la restituzione del passaporto da parte del’Ambasciata.
Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 18/12/2015 (Banca d’Italia):  € 1 = $ 1,0836.

 

L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni di Partecipazione; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da Europ Assistance e una “Polizza viaggi rischio zero” fornita da Navale Assicurazioni.
Le normative (Condizioni di partecipazione e Assicurazioni), i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito di Amitaba e disponibili presso la nostra sede.

 

Amitaba S.r.l. è un operatore turistico legalmente costituito con sede in Viale Ca’ Granda, 29 a Milano, iscritto al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano col numero 185906/2000, REA numero 1623197, partita IVA 13152290154. E’ autorizzato a svolgere la propria attività con licenza rilasciata con il decreto della Provincia di Milano numero 67762/00 del 30/10/2000. Amitaba S.r.l. ha stipulato ai sensi dell’art. 99 del Codice del Consumo (D.Lgs. n. 206/2005) una polizza per la Responsabilità Civile Professionale con la Navale Assicurazioni S.p.A. n. 100073953 per un massimale di € 2.065.000,00.