Archivio mensile:aprile 2014

Viaggio di 8 giorni nella regione centrale della Mongolia.

Arcobaleno in mongolia1°g.  Arrivo a Ulaanbaatar   Arrivo in citta, trasferimento e sistemazione presso l’hotel Sant Asar (3*). Incontro con la guida e presentazione del programma di viaggio. Visita del monastero di Gandan, il principale monastero della Mongolia costruito circa 300 anni fa, ascesa alla collina Zaisan, da dove si gode un bellissimo panorama sulla città e delle colline circostanti e si trova una enorme statua di Buddha, e visita del Museo di Bogd Khan, il palazzo invernale dell’ultimo imperatore-lama.

2°g.  Ulaanbaatar – Terelj  Arrivo in Mongolia e trasferimento al parco nazionale di Gorkhi-Terelj, che si trova a 1600m d’altitudine. è una zona che vanta un magnifico paesaggio alpino, dove è possibile fare l’escursionismo, l’equitazione, l’alpinismo, ecc. Il parco si fonde a nord-est con la riserva naturale di Khan Khentii, che comprende oltre 1,2 millioni di ettari. Se date libertà alla vostra fantasia, guardando le rocce del parco potete vedere delle figure incredibili, come la roccia a forma di un enorme tartaruga, le roccie di forma a uovo, un vecchietto con il libro in mano, ecc.  Nel pomeriggio escursione nella zona e per chi vuole giro a cavallo.In serata preparazione del famoso Khorkhog, carne cucinata con le pietre roventi.

3°g.  Terelj – Stauta equestre di Gengis Khan- stele turche.          Si tratta di un monumentale statua equestre di Gengis Khan, scolpito appunto in sella al suo cavallo, alta ben 40 metri e che poggia su una base alta a sua volta 10 metri. L’importante monumento è stato costruito per celebrare le gesta del grande condottiero che fra il 1162 e il 1227 ha unificato le tribù mongole e conquistato maggior parte dell’Asia Centrale. Per visitarla bisogna raggiungere la riva del fiume Tuul a Tsonjin Boldog , 54 km a est della capitale Ulan Bator, un luogo non scelto a caso visto che proprio qui, secondo la leggenda, Gengis Khan trovò una frusta d’oro. La statua di Gengis Khan fa parte di un complesso monumentale composto da 36 colonne che rappresentano 36 Khaans della Mongolia. L’intero edificio è inoltre coperto in 250 tonnellate di acciaio. La statua di Gengis Khan in Mongolia è inoltre circondata da oltre 200 accampamenti di gher ed esempi di stili di vita delle tribù ‘con scambio con monete da 13 ° secolo. La statua si può visitare anche all’interno salendo  fino alla sala espositiva con un ascensore nella parte posteriore del cavallo raggiungendo a piedi la testa. Prima di tornare al campo visita al Monumento di Tonyukuk situato nel bacino del fiume Tuul vicino alla città di Nalaikh. Fu eretto nel 744 d.C. ed dedicato al saggio Tonyukuk, generale del esercito turco.

4°g.   Terelj –  manzushir khiid- hustai  Dopo la colazione, mattina presto, partenza per Il monastero di Mandzushir, che  è affaciato su una bellissima vallata con numerosi ruscelli, pini, betulle e cedri punteggiate di rocce di granito. Il monastero e la zona intorno fanno parte della riserva naturale di Bogd Khan Uul. Stabilito nel 1733, il monastero aveva oltre 20 templi ed ospitava fino a 350 monaci. Il museo del monastero espone la configurazione di Mandzushir e contiene alcune foto che mostrano come si presentava il complesso prima. Il museo ospita inoltre le maschere per la danza Tsam e le opere d’arte buddhiste. semplice trekking di circa due ore e mezza lungo un facile sentiero che attraversa boschi di larici e pini per giungere alla cima sacra di Tsetsguun, segnata dai cumuli di pietra, che sovrasta il massiccio montuoso del Bogdkhan Uul, che è la prima area naturale protetta della storia; da cui si gode di una bellissima vista verso la capitale. Nel pomeriggio si raggiunge la riserva naturale  di Hustai, che è stata istituita per salvaguardare i cavalli selvatici “takhi”, noti anche come cavalli di Przewalski) e le steppe in cui vivono. Il takhi è un simbolo di conservazione e di tutela della fauna mongola. Nei primianni ’90, con l’appoggio di gruppi ambientalisti internazionali, fu possibile reintrodurre numerosi takhi in aree protette specificamente designate a questo scopo, vale a dire nei 90.000 ettari del Khurstain Nuure e nelle zone meridionali del deserto di Gobi. Nel parco e in altre zone non toccate dall’uomo vivono attualmente circa 200 cavalli takhi. Oltre ai cavalli ci sono popolazioni di cervi rossi asiatici “maral”, gazzelle della steppa, maiali, gatti selvatici “manuul”, lupi e linci.  gher camp

5°g.   Parco di Hustai –   Parco Nazionale del Bogd Uul Proseguendo verso Est si raggiunge Zuunmod, a circa 80 km ad est di Ulaanbaatar. Qui si trova un parco naturale dove sorge  il monastero di Manzushir, fondato nel 1773 e recentemente restaurato, che, prima della sua distruzione nel 1937, ospitava trecento monaci. Dell’arredo originale resta una grande stufa di bronzo di due tonnellate in cui si potevano cucinare dieci pecore e due mucche contemporaneamente; il museo del monastero ospita fotografie, maschere religiose e sculture sacre realizzate con tibie umane. Splendido il contesto ambientale, immerso nell’area protetta del Bogdkhan Uul: qui si possono avvistare cervi e altri animali e, dal crinale dove si trovano i resti del monastero originale, si gode di un panorama mozzafiato. Pernottamento nel campo gher Ovoon Enger; la tappa è di circa 380 km.

6°g.   Ulaanbaatar – Eej khad la roccia madre – Ulaanbaatar           La Roccia Madre o Eej Khad è  una meta di visita per i poteri curativi attribuitile. Tuttavia nel clima di caccia alle streghe instauratosi durante gli anni più bui del passato periodo comunista, la visita alla roccia era considerata un reato politico e nel tentativo di estirpare qualsivoglia manifestazione religiosa o ispirata alla devozione popolare, si era cercato di distruggere con dell’esplosivo questa “Roccia” ritenuta reazionaria, ma invano, tant’è che alcuni artefici di tale progetto scomparvero improvvisamente e misteriosamente o furono colpiti da sventure. Ritorno in capitale

7°g.    Ulaanbaatar  Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

 

8°g.   partenza per l’Italia

Il costo di questo viaggio dipende dal numero di persone e dai servizi che si richiedono.

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Mongolia e Rio Tinto ancora in disaccordo

Il costoso finanziamento (5,1 miliardi di dollari) della miniera sotterranea di oro e rame di Oyu Tolgoi sta creando difficoltà al paese, dove la valuta è in discesa e l’inflazione aumenta – La diatriba con Rio Tinto ha allontanato i capitali stranieri e indebolito la moneta locale

Troppi interessi, troppa avidità e troppo rame hanno creato una paradossale crisi finanziaria in Mongolia, dove sono sempre in impasse i negoziati tra il Governo e il gruppo minerario australiano Rio Tinto per il finanziamento della grande miniera di oro e rame di Oyu Tolgoi, la Collina Turchese. Il sito, controllato al 66% da Rio Tinto e al 34% dal Governo, ha iniziato a produrre rame nel luglio scorso e a regime dovrebbe arrivare a estrarre fino a 450mila tonnellate di rame e 400mila once d’oro ogni anno. 

La diatriba però ha allontanato i capitali stranieri e ha fatto cadere la valuta locale, il tugrik. Ieri occorrevano 1790 tugrik per un dollaro: rispetto a dodici mesi prima, la valuta mongola ha perso il 26%, il peggior risultato tra tutte le monete dell’Asia. L’economia cresce ancora al ritmo dell’11,7%, ma è ben lontana dal 17,5% del 2011, appena prima che Rio Tinto decidesse di rallentare lo sviluppo del giacimento. Al centro delle discussioni ci sono i 5,1 miliardi di dollari ancora necessari per l’espansione sotterranea della miniera. 
Ne è conseguito un calo degli investimenti esteri e delle riserve in valuta, mentre la flessione del tugrik ha aumentato il costo delle importazioni e ha spinto l’inflazione al 12,4%. Però le cose potrebbero cambiare velocemente: un accordo tra Governo e Rio Tinto è in grado di fare da volano per l’afflusso di capitali e per la crescita industriale del paese

Da: http://www.firstonline.info

Dunjingarav 2014

Dunjingarav 2014  La  prima grande  giornata di corse di cavalli della  primavera, ilha avuto luogo nella valle di  Tsagaan Khutul ,  nell’Aimag di Tuv questo 13 aprile. Questo evento è organizzato annualmente dalla Federazione mongola  Horse Racing Sport and Trainers ( FMHRST ) dal 2002. Le gare,come da  tradizione, sono state suddivise in quattro categorie che si caratterizzano per l’età – La categoria degli incroci, gli Azarga o Stalloni ,gli  Ikh Nas ( cavalli di oltre 5 anni di età) e i Soyolon (  cavalli di oltre cinque anni)   Alle gare hanno partecipa oltre 800 fantini, i quali sono stati dotati gratuitamente di protezioni per la sicurezza.

Il Segretario alla Difesa americano Chuck Hagel è arrivato a Ulaanbaatar.

Il Segretario alla Difesa americano Chuck Hagel è arrivato a Ulaanbaatar ieri in visita ufficiale condotta all’interno di un viaggio di 10 giorni nella regione   dell’ Asia-Pacifico .
Nell’ambito della visita ufficiale, Hagel sta cercando di aumentare i legami con la Mongolia nei settori della difesa e militare .
Al suo arrivo , Hagel è stato accolto dal ministro della Difesa mongolo D.Bat – Erdene . Le due parti hanno avuto colloqui ufficiali e di scambio di vedute sulle relazioni  tra la Mongolia  e gli USA , in particolare , il rapporto e la cooperazione tra i ministeri della difesa e le prospettive future .
La Mongolia e gli Stati Uniti d’America dovrebbero avere cooperazione amichevole , al fine di mantenere la politica su un riequilibrio nella regione Asia -Pacifico , ha dichiarato Chuck Hagel durante l’incontro . Entrambe le parti hanno espresso la loro soddisfazione per lo sviluppo delle relazioni tra i ministeri Difesa dei due paesi , che viene arricchito di nuovi concetti sulla base di principi per mantenere la pace e la sostenibilità, rafforzando la fiducia militare a livello globale e regionale , approfondire le relazioni amichevoli tra l’ due nazioni , e soddisfare gli interessi comuni di entrambe le parti .
A seguito dei colloqui ufficiali , il ministro della Difesa D.Bat – Erdene ed il Segretario della Difesa Hagel Stati Uniti hanno firmato una dichiarazione congiunta sulle indicazioni e obiettivi della cooperazione di sicurezza bilaterale tra i due paesi Per concludere è stata tenuta una conferenza stampa.Alla fine  dell’ incontro , il ministro della Difesa D.Bat – Erdene ha donato a Chuck Hagel  un cavallo da corsa e un daino in una cerimonia .
Hagel  ha chiamato il cavallo Shamrock . Shamrock rimarrà in Mongolia , dove ha servito la  guardia d’onore del battaglione di cavalleria . Nessuno potrà mai cavalcare il cavallo , tranne  Hagel , hanno detto i funzionari.
Secondo l’Associated Press .Hagel è il secondo segretario alla difesa negli ultimi anni che ha ricevuto un cavallo mongolo . Precedentemente il  capo del Pentagono Donald Rumsfeld ha ricevuto, quando ha visitato la Mongolia nel mese di ottobre 2005, anch’egli un cavallo che ha chiamato  Montana , perché l’ arido paesaggio montuoso intorno alla capitale mongola gli ricordava quello stato .
Più tardi , Hagel ha incontrato il primo ministro della Mongolia N.Altankhuyag . Durante l’incontro con il Primo Ministro , Hagel ha presentato i saluti del presidente degli Stati Uniti Barack Obama al presidente della Mongolia Ts.Elbegdorj .  Egli ha anche espresso soddisfazione per l’attuale situazione della cooperazione bilaterale nel settore della difesa , comprese le operazioni di mantenimento della pace .

Mongolia 18 giorni dalle steppe al deserto

scoprire la mongolia

1-   Partenza dall’Italia

2–  Arrivo a Ulaanbaatar:  visite al Monastero di Gandan, al palazzo Bogd Khan, salita sulla  collina di Zaisan. Pernottamento in hotel.

3-  U.B. – zona nomadica – famiglia nomade. Dopo la visita al Museo di storia della Mongolia,   si lascia la capitale per immergersi subito nella realtà nomade più vera e autentica: saremo ospiti di una famiglia di pastori che in estate pongono il loro campo a circa 180 km a sud-ovest di Ulaanbataar. Si avrà la possibilità di partecipare alla vita quotidiana di questa famiglia; non è un incontro “programmato” e le persone non sono solite ospitare degli stranieri. Pernottamento in tenda.

4-  Famiglia nomade – Bagh Gazryn Chuluu – Ikh Gazryn Chuluu. In mattinata si lascia la famiglia per dirigersi verso Bagh Gazrin Chuluu, un complesso di rocce che nasconde al suo interno le rovine di un monastero, dove si sosta per il pranzo. Dopo la visita si prosegue verso Ikh Gazryn Chuluu, dove i monti rocciosi alti fino a circa 1700 metri formano una catena lunga una trentina di chilometri e nascondono interessanti grotte, che si potranno visitare. Nei pressi vi è un monumento dedicato alla più grande cantante di canto lungo della Mongolia, una tecnica che consiste nell’estensione massima delle note. Pernottamento in campo gher.

5-   Ikh Gazryn Chuluu – Tsagaan Suvraga. Il percorso attraversa un’area molto bella per i panorami, caratterizzata da una profonda fenditura che taglia il terreno da est ad ovest con la visuale della steppa sul fondo della vallata. In quest’area si ritrovano molti fossili di origine marina, poiché questa zona un tempo era sommersa. Da lontano, le formazioni calcaree di Tsagaan Suvraga, alte fino a 30 metri, assomigliano alle antiche rovine di una città. Nella zona si trovano anche numerosi dipinti rupestri, petroglifi e antiche iscrizioni. Oggi il pranzo è al sacco lungo il percorso. Pernottamento in campo gher.

6-   Tsagaan Suvraga – Yoliin Am. Proseguimento del viaggio ed ingresso nel Parco Nazionale di Gurvan Saikhan, dove si visita Yolyn Am, chiamata erroneamente dalle guide “Valle delle aquile” (…qui le aquile non si sono mai viste…), sempre fresca, con lingue di ghiaccio al suo interno anche durante la prima parte dell’estate, in contrasto con l’arido deserto, e dove con un po’ di fortuna sarà possibile vedere gli stambecchi ed i gipeti. Si pongono le tende all’uscita della valle.Pernottamento in tenda.

7-  Yoliin Am – Bayanzag. Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso. Si arriva quindi a Bayanzag – che tradotto significa “Vette infuocate” – dove la spedizione americana di Chapman nel 1924 ha fatto le più grandi scoperte paleontologiche, trovando un’impressionante quantità di reperti tra cui uova e scheletri interi di dinosauri appartenenti a molte specie fino ad allora sconosciute. Si esplora la zona. Famiglia nomade – tenda.

8-   Bayanzag –  graffiti di Khavtsagait – Khongoryn Els. Proseguendo per il deserto di Gobi si ammirano i particolari graffiti rupestri di Khavtsagait, che si trovano alle pendici di un complesso montuoso.  Si giunge  poi al Parco Nazionale di Khongoryn Els, con le dune di sabbia più alte e spettacolari della Mongolia. Si farà un’escursione sulle dune, alcune delle quali arrivano fino a 800 metri di altezza. Pernottamento in campo gher.

9-   Khongoryn Els  – Monastero di Ongh. Inizia il percorso verso nord, che porta dal deserto del Gobi alle immense steppe verdi e sino alle pendici dei monti Hangayyn Nuruu. La tappa di oggi conduce al monastero di Ongh, un tempo un esteso complesso monastico che si trovava su una importante arteria carovaniera, segnata dal fiume omonimo. Pernottamento in campo gher.

10-  Onghiin –  cascate di Ulaan Tsutgalan nella valle dell’Orkhon. si prosegue per le cascate del fiume Ulaan Tsutgalan, che ebbero origine circa 20.000 anni fa in seguito ad un’eruzione vulcanica: l’acqua scende da un’altezza di 20 metri all’interno di una conca circolare formata da roccia basaltica. Famiglia nomade – tenda.

11-  Cascate di Ulaan Tsutgalan – monastero di Tuvkhun  – monastero di Shank. Situato in una zona di grande rilevanza storica, creata dalla combinazione di terremoti ed eruzioni vulcaniche, il monastero di Tuvkhun, recentemente restaurato, si trova incastonato sulle montagne che chiudono a settentrione la valle dell’Orkhon. Il paesaggio che si gode dal monastero fa capire perché questo eremo fosse molto amato dalla figura mistica più importante della storia mongola, Bogd Khan Zanabazar, che qui visse e studiò per quasi trent’anni. Si prosegue quindi per il monastero di Shank dove saremo graditi ospiti della comunità monastica. Shank è un piccolo e antico monastero che un tempo custodiva la bandiera di Gengis Khan; trascorreremo con i monaci parte della giornata; si pernotta nella nuova foresteria adiacente. La sistemazione sarà un po’ spartana, in camerate, ma è anche l’occasione per dare un contributo concreto a questa piccola comunità monastica.

12-  Monastero di Shank – Kharkhorin –  Terme di Tsenker. Partenza per le acque termali di Tsekher, passando prima per Khushuu Tsaidam dove si trovano i monumenti del Re dei Turchi Bilig Khan, costruito nel 732 d.C.. Visita ad una famiglia mongola, trascorrendo mezza giornata con loro. Possibilità di noleggiare cavalli per escursioni nella zona. Trasferimento per le acque termali di Tsenkher. Pernottamento in campo gher.

13-  Terme di Tsenker –  lago Tsagaan Nuur. Trasferimento verso il lago di Terkhiin Tsagaan, circondato da crateri di vulcani spenti, il più ‘giovane’ dei quali è il Khorgo. La strada si dipana tra monti e vallate, e dal punto più alto del percorso si può godere un panorama d’inimmaginabile bellezza. Pernottamento in campo gher.

14-  Lago Tsagaan Nuur. Giornata dedicata alla visita della zona vulcanica e all’incontro con una famiglia locale allevatori di yak. Pernottamento in campo gher.

15-  Tsagaan Nuur –  Lago Ughii. Dopo colazione partenza ed arrivo al lago Ughii, famoso per i moltissimi uccelli migratori che vi sostano durante la stagione estiva e per l’abbondanza di pesci. Pernottamento in campo gher.

16-  Lago Ughii –  arrivo a Ulaanbaatar. Nel pomeriggio arrivo in città e spettacolo musicale. Pernottamento in hotel.

17-  Ulaanbaatar.  Visita al Museo-Monastero di Choijin Lama, uno dei pochi rimasti intatti che conserva le maschere originali utilizzate nelle danze rituali e splendide sculture di Zanabazar. Si avrà del tempo a disposizione per gli acquisti; chi è interessato potrà recarsi al mercato locale di Naraan Tuul.

18-  Partenza per l’Italia.


 
COSTO A PERSONA : 1.900 Usd per persona, per un minimo di 4 pax

LA QUOTA COMPRENDE:

macchina russa Uaz, 4×4, autista,  benzina
albergo a Ulaanbaatar, 4 stelle, camera doppia (supplemento stanza singola* 30,00 euro per ogni notte)
campi gher, 1 gher per 4 persone (supplemento singola* 20,00 euro per ogni notte)
pensione completa
guida parlante inglese
ingressi per musei, monasteri, parchi nazionali indicati nel programma
tasse locali
tutti i trasferimenti in città secondo il programma
tutti i trasferimenti da e per aeroporto

LA QUOTA NON COMPRENDE
le bevande non menzionate o consumate dal minibar in camera, se presente
pasti non menzionati o ordinati in camera o consumati in ristoranti diversi da quello previsto
e mance, i facchinaggi, le esigenze personali e le escursioni facoltative
tasse aeroportuali
il visto
il volo internazionale
l’assicurazione
il soprappeso nei voli nazionali ed internazionali
il noleggio dei cavalli e dei cammelli
tutto quanto non menzionato nella voce “La quota comprende”

NOTE

 * solo con il pagamento del supplemento